Il treno come motore di comunità e cambiamento

A cura di Elisa Belotti
12 Giu 2025


Radicata nel territorio lombardo e tra le principali realtà ferroviarie italiane, Trenord ha un impatto significativo sulla mobilità quotidiana e sulla sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Ne abbiamo parlato con Federica Santini, Presidente di Trenord

Trenord è una realtà fortemente radicata nel territorio lombardo, una regione che si distingue per la complessità della sua rete infrastrutturale, una delle più congestionate e dinamiche d’Italia. È la seconda azienda ferroviaria del Paese e gestisce un quarto dell’intera offerta ferroviaria regionale in Italia con 2.300 corse giornaliere.

Ogni giorno feriale trasporta circa 760.000 passeggeri, arrivando a 200 milioni di viaggi stimati nel 2024. Nei giorni non lavorativi si registra una crescita costante: 482.000 passeggeri il sabato (+19,7% rispetto al 2019) e 351.000 nei festivi (+16,8%). Con 4.900 dipendenti e un bacino di utenti così ampio, Trenord rappresenta un attore di primo piano per l’impatto che può generare in termini di sostenibilità ambientale, sociale ed economica, contribuendo in modo rilevante alla mobilità del futuro. Ce lo racconta Federica Santini, Presidente Trenord che è anche Chief Strategy and Sustainability Officer di Trenitalia e Vice Presidente di Agens, l’associazione confindustriale dei trasporti, con delega a Diversity e Inclusion.
In che modo Trenord sta contribuendo a costruire un ecosistema di mobilità sostenibile, in particolare alla luce della crisi climatica che impone una revisione profonda dei vostri modelli di trasporto?

Partiamo da un presupposto: il treno è green per definizione. Basterebbe questo, ma ci è sempre sembrato riduttivo fermarci a tale constatazione. Credo ci siano due driver fondamentali per spiegare come intendiamo la sostenibilità. Il primo riguarda il modo in cui la realizziamo: la nostra visione è quella della mobility as community. Il trasporto ferroviario non è solo esercizio operativo, ma è soprattutto un motore delle comunità e quindi di sviluppo territoriale. Il secondo è rappresentato dagli investimenti, come quelli messi in campo da Regione Lombardia: oltre 1,7 miliardi di euro negli ultimi anni per il rinnovo della flotta. Questo ha avuto un impatto molto positivo sia sulla customer experience, sia sull’efficienza energetica, con un profilo di sostenibilità reale.

Inoltre, stiamo lavorando molto per introdurre modalità innovative. Un esempio concreto è la linea Brescia - Iseo - Edolo, che sarà la prima in Italia a essere servita da treni a idrogeno: la novità sarà operativa dal primo semestre del prossimo anno. Crediamo che un’azienda fortemente legata al territorio debba essere anche capace di muoversi con mezzi all’avanguardia.

Quali sono gli elementi da considerare per un’offerta di mobilità che sia sostenibile dal punto di vista ambientale, ma anche sociale ed economica?

Torno al concetto di comunità, che considero la stella polare per disegnare un’offerta di mobilità. Trenord opera con un contratto di servizio con Regione Lombardia, il più grande per valore economico attualmente in essere per l’amministrazione regionale. Un impegno significativo, che implica grande responsabilità. Riteniamo che conoscere la domanda – quanti passeggeri e passeggere si spostano nelle stazioni e sui treni – sia fondamentale per un’offerta ferroviaria progettata sulla scala dei bisogni collettivi, sostenibile anche dal punto di vista sociale. Per questo, analizziamo i flussi di mobilità attraverso indicatori oggettivi: da qui nasce il data lake Darwin – il nome naturalmente non è casuale – che rappresenta un’evoluzione nella pianificazione. Perché il treno è un valore se utilizzato quando serve e dove serve.

Lavoriamo per la sostenibilità sociale anche in quanto membri fondatori di PARI, la prima associazione attiva in Europa nel contrasto alla violenza di genere a cui abbiamo dato vita con altre società. Un’iniziativa che coinvolge oltre trenta aziende, impegnate in azioni di formazione, informazione e progetti concreti. Anche qui ritorna il concetto di comunità: pensiamo a lavoratrici e lavoratori, ma anche alle famiglie, all’ecosistema di rapporti che circonda ciascuna e ciascuno. Quando colossi, medie e piccole imprese si uniscono in un’azione comune per generare un cambiamento culturale, le cose possono davvero muoversi.

Oggi le aziende aderenti a PARI raggiungono già oltre 600 mila persone interne. Trenord, con oltre 4.900 dipendenti e 760 mila persone trasportate, si fa portatrice di una cultura condivisa. Aderendo anche attraverso Agens, contribuiamo a estendere il messaggio: il contrasto alla violenza e la promozione della sicurezza sono temi oggi imprescindibili.

Le modalità di spostarsi cambiano nel tempo: quali tendenze rilevate e come agite, come azienda, per incoraggiare l’utilizzo del mezzo pubblico, più sostenibile?

Dopo la pandemia, abbiamo osservato un cambiamento nei profili della clientela, con un maggiore ricorso allo smart working e, di conseguenza, una riduzione del pendolarismo per ragioni lavorative. Parallelamente, è aumentato l’utilizzo del treno per il tempo libero e il turismo, anche verso mete di nicchia: piccoli borghi e località più nascoste, meno note. 

Per valorizzare queste opportunità, abbiamo potenziato le nostre attività di promozione turistica, per gite in treno e viaggi sostenibili. Ci crediamo molto, tanto da aver attivato partnership in primo piano nel settore, come con Lonely Planet.

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