
Bullismo a scuola: educare al rispetto e alla responsabilità attraverso la mediazione riparativa
Per contrastare la diffusione di episodi di bullismo è importante sensibilizzare studenti e studentesse e prevenire la reiterazione della violenza. Una delle possibili strade è la mediazione riparativa nelle scuole: un approccio educativo che non punta alla ricerca di unə colpevole o a minimizzare il conflitto, bensì alla ricostruzione delle relazioni danneggiate coinvolgendo vittime e autorə, attraverso percorsi formativi guidati da espertə e figure formate. Questo approccio offre spazi di ascolto alle giovanə e incoraggia chi ha commesso il danno ad assumersi la responsabilità.
È da questa consapevolezza che è nato il terzo appuntamento del Progetto Scuola di Fondazione Conad ETS (realizzato da Unisona e patrocinato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dalla Città di Milano) dal titolo Bullismo – Riconoscere, responsabilizzare, ricostruire. La mediazione riparativa nella scuola, che ha coinvolto 67.000 studenti e studentesse di 426 istituti secondari di secondo grado di 283 città. Il Progetto Scuola raggiunge ogni anno centinaia di migliaia di giovani in tutta Italia, offrendo gratuitamente incontri in live streaming e materiali didattici su temi di grande rilevanza sociale e civile. Così è stato anche per l’incontro dedicato al bullismo, trasmesso in diretta streaming nazionale e preceduto dalla consegna di materiali didattici per favorire il dialogo e il confronto nelle classi, pre e post evento.
«La scuola è il primo luogo in cui si formano non solo le competenze, ma anche il senso della giustizia, della responsabilità e della convivenza civile. Per la Fondazione, investire nella sensibilizzazione e nell'informazione delle nuove generazioni significa accompagnare ragazze e ragazzi a comprendere meglio la complessità di molte dinamiche che vivono nella loro quotidianità. Affrontare oggi il tema del bullismo vuol dire parlare di dignità umana, di relazioni e di futuro», ha dichiarato Maria Cristina Alfieri, Segretaria Generale e Direttrice di Fondazione Conad ETS.
L’evento è stato moderato dalla giornalista Elisabetta Soglio (responsabile del settimanale Buone Notizie - L’impresa del bene del Corriere della Sera); tra gli interventi: Gherardo Colombo (magistrato e presidente dell’Associazione Sulleregole), Roberto Cornelli (professore ordinario di Criminologia all’Università degli Studi di Milano), Federica Brunelli (mediatrice esperta in programmi di giustizia riparativa). Attraverso analisi giuridiche, esempi e riflessioni educative, relatori e relatrici hanno mostrato come la mediazione riparativa possa diventare uno strumento efficace per prevenire e affrontare il bullismo.
Durante l’incontro ha preso la parola anche il Cardinale Matteo Maria Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, che ha invitato a pensare al bullismo come una ferita che nasce spesso dall’indifferenza e dalla solitudine. Il Cardinale ha sottolineato come l’indifferenza non sia solo un’assenza, ma un comportamento preciso che isola e amplifica la sofferenza di chi subisce. Per questo motivo ha invitato tuttə lə partecipanti (e non solo) a riconoscere nella scuola il primo luogo in cui imparare a costruire ponti tra le persone, trasformando il conflitto in occasione di incontro, responsabilità condivisa e crescita
«Con questo incontro abbiamo voluto offrire agli studenti strumenti culturali e educativi per comprendere i comportamenti che feriscono la dignità delle persone e generano esclusione e sofferenza, e per riconoscerne l’impatto. L’obiettivo è superare la sola logica della punizione e favorire percorsi di responsabilità, riparazione e crescita personale e collettiva», ha aggiunto Alfieri.
A conferma dell’impegno del Sistema Conad, le Cooperative e i Soci hanno offerto ad alcune scuole la possibilità di seguire l’evento dalle sale cinematografiche o dalle aule magne degli istituti dei propri territori. Inoltre, durante la diretta sono stati proposti alcuni live pool per raccogliere le opinioni di studenti e studentesse sui temi analizzati durante l’incontro, per dare spazio e voce anche alle nuove generazioni. Questi pensieri, infatti, hanno trasformato l’evento in un vero e proprio momento di partecipazione collettiva, offrendo una fotografia delle percezioni dellə giovani rispetto al clima relazionale nelle scuole e ai modelli educativi per prevenire episodi di violenza. Parallelamente a ciò, al termine dell’incontro Ipsos ha proposto un questionario per approfondire il punto di vista di ragazzi e ragazze: i dati raccolti andranno a costituire un osservatorio privilegiato sul rapporto tra giovani, relazioni e responsabilità degli istituti.
(crediti fotografia: Sam Balye su Unsplash)