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VIOLENZA SU DONNE E MINORI: QUALE IMPATTO SULLA SALUTE MENTALE?

A cura di Federica Crovella
26 Mar 2024

A livello globale una donna su tre ha subìto violenza fisica e/o sessuale nel corso della vita e il 20% delle giovani donne una forma di abuso sessuale infantile; è comprovato che la salute delle vittime può essere fortemente compromessa, anche in modo invalidante e lungo tutto l’arco della vita.  

Uno studio pubblicato su Nature Medicine nel dicembre 2023 analizza l’impatto della violenza fisica sulle donne e dell’abuso sessuale infantile sulla salute mentale: «la ricerca sottolinea la necessità di maggiori sforzi nella prevenzione della violenza e nell’ adozione di approcci evidence-based e l’accesso alle cure lungo un più ampio spettro», sottolinea la dottoressa Flavia Bustreo, copresidente della Commissione Lancet sulla violenza di genere e coautrice del lavoro insieme ad altri membri della Commissione. 

L’indagine ha analizzato il legame tra la violenza e cinque condizioni di salute: il disturbo depressivo maggiore, l’aborto, HIV/AIDS, i disturbi d'ansia e l’autolesionismo. 

I dati sul legame tra salute mentale e violenza intima dei partner contro le donne individuano una forte associazione tra violenza subìta e il disturbo depressivo, con un aumento almeno del 63% del rischio. Inoltre, l’esposizione alla violenza aumenta del 35% il rischio di aborto. In particolare, sottolinea Bustreo, «gravidanze indesiderate e aborto dopo una violenza possono portare a forti conseguenze sulla salute mentale; per questo è importante un approccio olistico alla comprensione di questa problematica». 

Lo studio ha rilevato anche un’associazione tra la violenza da parte del partner e altre problematiche di salute mentale come i disturbi d’ansia, l’autolesionismo e i disturbi del comportamento alimentare «per chi già soffre di disturbi legati alla salute mentale, la violenza può aggravare la situazione. Tra i disturbi alimentari come l’anoressia nervosa non c’è un’evidenza abbastanza forte, mentre è più netta con disturbi come bulimia nervosa. Pertanto, i dati suggeriscono, a causa di similitudini plausibili tra i due disturbi, che sono necessarie ulteriori ricerche per capire meglio questa relazione», spiega Bustreo. 

Per chi subisce un abuso in età infantile, tra gli effetti sulla salute mentale da adulti è forte il disturbo da uso di alcol, che registra un aumento del rischio del 45%; altrettanto forte è il rischio di autolesionismo, che si attesta al 35%, compreso il tentativo di suicidio. A seguire, la ricerca ha individuato problematiche come disturbo depressivo, disturbi d'ansia e asma. Diabete, HIV/AIDS, aborto, ad esempio, sono meno frequentemente associati all’abuso sessuale infantile. 

«Dai dati scientifici emerge che spesso non vediamo i sintomi di questa violenza nei bambini in età precoce e il rilevamento talvolta non è tempestivo; gli effetti della violenza possono manifestarsi in varie fasi della vita di una persona. È dimostrato che la violenza nel contesto domestico nell’infanzia e il trauma che ne deriva contribuiscono a normalizzare la violenza nelle relazioni intime in età adulta, alimentando la trasmissione intergenerazionale di violenza. 

La violenza può essere sfaccettata: può essere fisica, sessuale e psicologica. Stiamo osservando anche una tendenza preoccupante all’aumento della violenza contro i bambini nella sfera online e nelle realtà virtuali. Ecco perché questo fenomeno deve essere affrontato attraverso un approccio lungo l’arco della vita, dai primi anni fino alla vecchiaia», conclude Bustreo, con l’auspicio che ci sia una risposta politica coordinata e collaborazione tra diversi settori come salute, istruzione e giustizia per garantire la salute a 360°. 

La ricerca si è focalizzata necessariamente su paesi a reddito alto, laddove sono stati condotti studi su queste due forme di abuso e gli effetti sulla salute mentale. Nei paesi a reddito medio-basso questo genere di problemi è gravemente sottovalutato; pertanto, i margini di approfondimento e ampliamento di questa ricerca sono ancora ampi. 

Il risultato che emerge con assoluta chiarezza è la mancanza di una raccolta di dati strutturata su queste due forme di abuso «la violenza contro le donne e i bambini continua a essere un'area trascurata all'interno della salute globale», fa notare la Commissione Lancet, nonostante siano proprio i dati il punto di partenza per un reale cambio di passo, volto a influenzare le politiche e portare miglioramenti concreti. 

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