Violenza di generelavoroparità

SupportHer: cosa possono fare le aziende per contrastare la violenza di genere

Scopriamo insieme SupportHer, il nuovo progetto ideato da Giorgia Ortu La Barbera e Annalisa Valsasina, che cammina accanto alle donne vittime di violenza, accompagnandole verso un luogo finalmente sicuro – dentro e fuori il mondo del lavoro
A cura di Sabrina Tracuzzi
05 Dic 2025

Che differenza c’è tra esprimere il proprio supporto a una causa e partecipare attivamente al cambiamento? Come posso aiutare concretamente una collega che subisce violenza? Domande come queste spalancano un universo di dubbi e incertezze. Perché, quando l’esperienza della violenza riguarda una nostra collega non basta la buona volontà: servono strumenti, linguaggi, protocolli. E, soprattutto, serve la consapevolezza che la violenza non è mai una questione privata. Spesso non è la mancanza di empatia a bloccarci, ma la mancanza di mezzi. Mancano spazi sicuri, persone formate a riconoscere e accogliere, e strategie che diano continuità alle azioni. Troppo spesso le iniziative restano isolate, simboliche, e finiscono per disperdere la loro forza.

Da un’urgenza nasce un progetto
È da questa consapevolezza – e dall’esperienza consolidata di Ortu La Barbera e Valsasina, psicologhe e consulenti DE&I impegnate per la parità di genere – che nasce SupportHer | Persone e Aziende contro la violenza di genere. Un progetto che parte da un principio semplice e potente: non restare indifferenti. Non limitarsi alle giornate dedicate, ma costruire nel tempo un impegno reale. Perché, per molte donne, il luogo di lavoro può essere l’unico loro spazio sicuro.

SupportHer mira a creare strumenti, alleanze e consapevolezza negli ambienti che abitiamo ogni giorno. L’obiettivo è far sì che le organizzazioni diventino spazi pronti ad accogliere e sostenere chi vive situazioni di abuso. Il progetto unisce psicologia, organizzazione e collaborazione con figure esperte e centri antiviolenza, costruendo un approccio multidisciplinare che va oltre la sensibilizzazione: punta al cambiamento culturale. Non solo contrastare la violenza, ma prevenirla. Non solo formare persone, ma creare comunità.

Un percorso in tre fasi
Il cammino di SupportHer si articola in tre momenti fondamentali. Innanzitutto il webinar di sensibilizzazione. Si parte da un incontro aperto a tutta la popolazione aziendale per aumentare la consapevolezza, riconoscere i segnali di violenza di genere – nella propria vita o in quella di chi ci è vicino – e comprenderne le radici sociali e culturali. È il primo passo verso una cultura che non distoglie lo sguardo.

Poi la formazione delle persone SupportHer che segue un percorso pratico e partecipato dedicato a un gruppo selezionato: nascono così le figure SupportHer, persone riconoscibili, affidabili, capaci di ascoltare, orientare e offrire un punto di riferimento concreto. Queste figure non solo forniscono sostegno, ma attivano processi di cambiamento dentro l’organizzazione, promuovendo idee e iniziative contro la violenza sulle donne. Si crea così una comunità interna viva e impegnata, pronta a generare impatto.

Infine i follow-up e la continuità. Il percorso si chiude con un momento di riflessione e consolidamento: si valutano i risultati, si definiscono nuovi obiettivi, e si rafforza la rete costruita. È il punto di partenza per una continuità che rende il progetto un processo, non un evento.

Il 2024 ha già segnato traguardi importanti. Aziende come Reckitt e Nokia hanno intrapreso il percorso in forma aziendale, creando team dedicati. Altre realtà, come Aboca, ENAV e Banca Veneto Centrale, hanno scelto invece la formula interaziendale, che favorisce il confronto tra organizzazioni e l’arricchimento tra buone pratiche. Tutte le aziende sono state sostenute nella costruzione di un piano di azioni che agisce su 3 livelli: la sensibilizzazione, la prevenzione e la protezione. In una sola edizione, tra i due format, sono state formate quasi 50 persone, segno tangibile dell’efficacia e del valore del programma.

Nasce la SupportHer Community
Da questa esperienza è nata la SupportHer Community, una rete attiva che riunisce chi ha partecipato al percorso. È uno spazio di scambio, formazione continua e sostegno reciproco. Far parte della Community significa poter contare su un programma costante di aggiornamento e confronto: una newsletter dedicata, incontri periodici di approfondimento e supervisione, azioni di advocacy ed eventi tematici che mantengono vivo l’impegno. La Community non è solo un gruppo di persone formate: è una rete di cura e responsabilità condivisa, dove la continuità diventa la chiave per un vero cambiamento.

Un invito al cambiamento
SupportHer si rivolge a tutte le realtà che vogliono agire con responsabilità e visione, a chi cerca un progetto solido e profondo, capace di generare impatto sulle persone, sulla cultura aziendale e sulla società. Perché cambiare non significa solo reagire alla violenza, ma anticiparla, riconoscerla, disinnescarla. E perché dietro ogni politica, ogni formazione, ogni azione di sensibilizzazione, c’è un messaggio che vale più di mille slogan: noi ci siamo.

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