L’intelligenza artificiale non è solo una tecnologia, ma un insieme di sistemi socio-tecnologici che apprendono da dati, automatizzano decisioni e orientano comportamenti all’interno della società. Non si limita a svolgere compiti operativi: incide su come vengono distribuite opportunità, risorse e diritti, influenzando il lavoro, l’accesso ai servizi, l’informazione, le relazioni e l’immaginario collettivo.
Le intelligenze artificiali operano attraverso algoritmi addestrati su grandi quantità di dati, che riflettono contesti storici, culturali ed economici specifici. Per questo non sono mai neutre: possono riprodurre e amplificare disuguaglianze, esclusioni e bias già presenti, oppure contribuire a ridurli, a seconda delle scelte di progettazione, uso e governance.
In questo numero esploriamo l’AI come infrastruttura sociale, interrogandone le implicazioni etiche e politiche: dalla responsabilità delle decisioni automatizzate alla trasparenza dei sistemi, dall’impatto sul lavoro e sulle capacità umane fino alle nuove forme di dipendenza e marginalizzazione. Allo stesso tempo ci chiediamo cosa caratterizzi l’intelligenza umana, o meglio le intelligenze, in un’ottica di neuroinclusione e di accessibilità.