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Lavorare bene, vivere bene, crescere insieme

Il lavoro non vive in uno spazio astratto. Accade in corpi che si stancano, in menti che attraversano momenti di fragilità, in vite che cambiano direzione. Accade quando le persone diventano genitori, quando si prendono cura di qualcuno, quando affrontano percorsi di salute complessi, quando imparano in modo diverso, quando cercano un equilibrio nuovo tra ciò che sono e ciò che fanno
A cura di Amelia Parente, Senior Corporate Vice President HR
10 Giu 2026

La ricerca conferma quanto questi passaggi incidano anche sul lavoro. Secondo l’OECD, le politiche che supportano l’equilibrio tra vita e lavoro e l’accesso a servizi di cura e prevenzione influenzano in modo diretto la partecipazione al mercato del lavoro, la continuità occupazionale e la produttività nel lungo periodo (Work-Life Balance Indicators, 2022). Harvard Business Review (2019) evidenzia inoltre come il mancato riconoscimento di stress, burnout e bisogni che emergono nelle fasi più delicate della vita si traduca in maggiore assenteismo, turnover e perdita di performance.

Il rischio, per le organizzazioni, è continuare a considerare tutto questo come qualcosa di estraneo, separato dal perimetro del lavoro. La sfida, invece, è riconoscere che stabilità e performance nel tempo dipendono dalla capacità di tenere insieme lavoro e vita, senza negarli né sovrapporli, ma integrandoli in modo consapevole.

Come Diasorin accompagna i percorsi di vita
È da questa consapevolezza che nasce l’approccio di Diasorin al benessere organizzativo. Non come una somma di iniziative, ma come un’architettura coerente di politiche e strumenti, pensata per sostenere le persone nei diversi momenti della vita, senza frammentare i bisogni né ridurli a categorie rigide.

Un passaggio chiave di questo percorso è rappresentato dal recente rinnovo dell’accordo aziendale di secondo livello in Italia, che si inserisce in una postura People coerente a livello globale, con iniziative analoghe sviluppate anche nelle altre geografie, secondo una logica di continuità e allineamento dei modelli.

Questo approccio si riflette anche nel modo in cui Diasorin affronta il tema della diversità di genere, riconoscendolo come una radice culturale e intervenendo a monte sulle cause che, nel tempo, generano disuguaglianze. Contrastare stereotipi e pregiudizi, valorizzare il merito e costruire contesti in cui ciascuno possa esprimere il proprio potenziale, indipendentemente dal genere, sono parte integrante della stessa visione di equità sostanziale. È una prospettiva che va oltre il perimetro organizzativo e si estende al ruolo che l’azienda sceglie di giocare nella società.

Attraverso la Fondazione Diasorin, il Gruppo sostiene percorsi di educazione e orientamento alle discipline STEM, contribuendo ad ampliare le opportunità per le nuove generazioni e ad alimentare, fin dall’origine, un ecosistema più equo.

Ciò che rende questo accordo distintivo non è la singola misura, ma il principio che le tiene insieme: adattabilità invece di standardizzazione, rafforzamento delle tutele rispetto alle previsioni normative, equità sostanziale al posto dell’uguaglianza formale. Un principio che prende forma concreta in un portfolio integrato di servizi e strumenti, pensato per dare spazio e risposta ai bisogni che emergono quando la vita cambia e ci sorprende. È questa l’equità sostanziale che orienta le scelte di Diasorin nel tempo.

Quando il peso non si vede: la salute mentale
La salute mentale è oggi una delle dimensioni più rilevanti – e meno visibili – del lavoro. In Europa, quasi il 27% di lavoratrici e lavoratori dichiara di sperimentare stress, ansia o depressione legati all’attività lavorativa (Eurofound, European Working Conditions Survey, 2021). A livello globale, secondo Gallup, il 44% di lavoratrici e lavoratori riporta livelli elevati di stress durante la giornata lavorativa (State of the Global Workplace Report, 2023). L’impatto non è solo individuale, ma anche organizzativo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che ansia e depressione generino ogni anno una perdita di produttività pari a circa 1.000 miliardi di dollari a livello globale (Mental Health at Work, 2022).

Per Diasorin, prendersi cura di questa dimensione significa riconoscere che il benessere psicologico non è una responsabilità individuale, ma una leva organizzativa. Nei diversi Paesi in cui opera, il Gruppo ha sviluppato programmi strutturati di supporto alla salute mentale, offrendo sessioni dedicate, servizi di counseling e programmi di assistenza riservata, spesso estesi anche a familiari.

Prendersi cura prima che serva: salute e prevenzione
Il benessere delle persone non riguarda soltanto la dimensione psicologica, ma anche l’accesso a servizi sanitari e percorsi di prevenzione. Secondo l’OECD, politiche di prevenzione e accesso tempestivo alle cure possono ridurre significativamente i costi sanitari e migliorare la partecipazione al lavoro nel lungo periodo (Health at a Glance, 2023). In Italia, la prevenzione resta una sfida importante: circa il 40% della popolazione adulta non partecipa regolarmente ai programmi di screening raccomandati, con impatti potenziali sulla diagnosi precoce (Istituto Superiore di Sanità, Rapporto Screening, 2022).

In questo contesto, Diasorin ha sviluppato Feel Good, l’ecosistema di wellbeing pensato per rendere la cura parte della quotidianità lavorativa. L’accesso a una piattaforma di figure professioniste del benessere, che consente sessioni personalizzate che spaziano dalla nutrizione, all’esercizio fisico, al benessere psicologico in particolare in momenti pivotali come la genitorialità e la necessità di care-giving, e la partnership con Humanitas, che facilita l’accesso a prestazioni sanitarie private per dipendenti e familiari, si affiancano a un sistema di welfare già consolidato – AON Flexible Benefits, fondi sanitari e previdenziali – costruendo un approccio integrato e non episodico.

Quando la vita cambia: genitorialità e fasi della vita
Le fasi della vita incidono profondamente sulle traiettorie professionali. Secondo l’OECD, le politiche di work-life balance sono tra i fattori che influenzano maggiormente la partecipazione al mercato del lavoro e la permanenza nelle organizzazioni, in particolare durante la genitorialità (Work-Life Balance Indicators, 2022). In Italia, il tema è particolarmente rilevante: il tasso di occupazione femminile tra le donne con figlie e figli piccoli è oltre 15 punti percentuali inferiore rispetto a quello delle donne senza prole (ISTAT, Rapporto Annuale, 2023).

L’accordo di secondo livello di Diasorin interviene in modo esplicito su questi snodi. Le tutele si applicano non solo alla nascita, ma anche all’adozione e all’affido, con un’estensione chiara alle coppie dello stesso sesso. I congedi di paternità e di cura vengono rafforzati per promuovere corresponsabilità e continuità, mentre il rientro al lavoro dopo la maternità o il congedo parentale è accompagnato con attenzione specifica. A questo si aggiunge l’introduzione di permessi retribuiti per la procreazione medicalmente assistita (PMA), in un ambito in cui la contrattazione collettiva nazionale prevede generalmente solo assenze non retribuite.

Imparare valorizzando le unicità
Il benessere organizzativo passa anche attraverso la capacità di riconoscere e valorizzare le diverse modalità di apprendimento. Secondo l’OECD, oltre il 20% delle persone adulte nei Paesi industrializzati incontra difficoltà significative nelle competenze di base (PIAAC, Survey of Adult Skills, 2023). In Italia, inoltre, si stima che circa il 3–5% della popolazione presenti disturbi specifici dell’apprendimento (Ministero dell’Istruzione e del Merito, I principali dati relativi agli alunni con DSA, 2022).

In questo contesto, l’accordo di Diasorin rafforza esplicitamente le tutele legate alla diversità cognitiva, rivolgendosi sia alle e ai dipendenti che vivono direttamente queste situazioni, sia ai genitori dipendenti con figli con DSA. Permessi, flessibilità negli orari e soluzioni personalizzate nei processi di selezione, formazione e sviluppo vengono definiti su richiesta e caso per caso, per garantire pari opportunità di accesso e performance.

Rendere possibile la crescita
Nel loro insieme, queste misure riflettono una visione culturale chiara. Come ho già avuto occasione di sottolineare tra le pagine di DiverCity, lavorare nel mondo della salute significa lavorare con persone nella loro interezza: corpo, pensieri, emozioni e relazioni non sono dimensioni separate, ma profondamente connesse. Non c’è separazione e confine tra quello che sperimentiamo sulla pelle e come si muovono i nostri pensieri, emozioni e relazioni. Tutto è connesso, siamo ecosistema.

Per Diasorin, prendersi cura delle persone non significa ridimensionare le aspettative o rallentare l’ambizione. Significa mettere le persone nelle condizioni di stare bene, perché è lì che si libera la loro capacità di crescere, contribuire ed eccellere. Lavorare bene e vivere bene non sono obiettivi in competizione. Crescono insieme. E quando questo accade, crescono anche le organizzazioni.

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