
La violenza di genere è un problema culturale. Ripartiamo dai gesti quotidiani
«Siamo stanche di doverci guardare le spalle. Siamo stanche di doverci difendere. Se io non voglio, tu non puoi». È con queste parole che si chiude È come sembra, cortometraggio prodotto da Fondazione Una Nessuna Centomila e AssoConcerti, ideato dal laboratorio artistico della fondazione e diretto dall’attrice Anna Foglietta. Sullo schermo dieci donne con età diverse e in contesti differenti; dieci donne apparentemente slegate tra loro fino a quando si ritrovano tutte nella stessa situazione: seguite da una persona. Il video è stato proiettato nell'estate 2025 in apertura di oltre 800 concerti e visto da più di 5,5 milioni di persone, con l’obiettivo di sensibilizzare le nuove generazioni (e non solo) sulla violenza di genere.
Secondo i dati Istat, in Italia ogni 3 giorni una donna viene uccisa, quasi 9 su 10 sono vittime di violenza psicologica, circa il 65% di violenza fisica e quasi il 24% di violenza sessuale. Esistono poi tipologie di abuso meno visibili ma non per questo meno pericolose, come la violenza economica e digitale. Basti pensare che 1 donna su 2 non ha un lavoro o che il 70% dell’attività di cura e di assistenza non retribuita è a carico delle donne (OECD 2022), che 1 su 3 non è titolare di un conto corrente personale (Università Cattolica Sacro Cuore e Banca Widiba) o che il 12,4% delle giovani è stata vittima di cyberbullismo, contro il 10,4% dei ragazzi (Ong Terre des Hommes): in molti casi, i commenti fatti erano a sfondo sessuale.
Una Nessuna Centomila è la prima fondazione nata in Italia per sostenere i centri anti violenza (CAV), promuovere un cambiamento culturale nella società utilizzando l’arte e supportare progetti di educazione sessuo-affettiva. Una, come Ni una Màs, il grido che le donne messicane lanciarono per denunciare la prima volta il reato di femminicidio; Nessuna, perché nessuna donna merita di essere abusata, fisicamente e psicologicamente; Centomila, come le persone presenti nel giugno 2022 all’arena di Campovolo per il concerto che ha dato vita alla fondazione, insieme a Fiorella Mannoia, Emma Marrone, Elisa, Gianna Nannini, Giorgia, Alessandra Amoroso, Laura Pausini e altrə artistə. Centomila e oltre, come le persone che ogni giorno si battono per dire basta alla violenza sulle donne.
«La fondazione è nata grazie alla cultura, alla musica e al grande concerto che si è tenuto a Campovolo; la nostra presidente onoraria, Fiorella Mannoia, e tutte le altre donne e (per fortuna) uomini che fanno parte del nostro laboratorio artistico non sono testimonial ma parte attiva di un lavoro che punta a un cambiamento culturale − ha spiegato Giulia Minoli, presidente della fondazione − perché la violenza di genere è un problema culturale».
I progetti di educazione sessuo-affettiva
Per attuare un cambiamento è importante investire non solo in tutti quei servizi che garantiscono alle donne supporto e protezione (i centri anti violenza, per esempio) ma anche nell’educazione sessuo-affettiva. Una Nessuna Centomila si impegna a portare nelle scuole questo tipo di progetti per provare a rispondere a domande quali: Perché se un bambino piange è una femminuccia? Perché le ragazze possono camminare mano nella mano e i ragazzi no? Perché se non ho un corpo magro vengo presa in giro?
«Purtroppo l'Italia è tra gli ultimi Paesi rimasti a non avere ancora un'ora dedicata all'educazione sessuo-affettiva nelle scuole: in questo modo, non viene portato avanti un lavoro sulla prevenzione quando, invece, è fondamentale partire fin da bambini e bambine a decostruire gli stereotipi e analizzare i sentimenti», ha dichiarato Minoli. «Nel capitolo che ho scritto nel libro Senza Legge. Perché l’educazione sessuo-affettiva è una questione politica (Edizioni Tlon, 2025, ndr) analizzo come la cultura sia fondamentale per il raggiungimento di questo obiettivo legato alla prevenzione e all’educazione».
Tra i progetti di Una Nessuna Centomila, La fatica di essere medie, iniziativa realizzata con Axa Italia in collaborazione con ScuolAttiva e incentrata sull’educazione all’affettività e sulle emozioni per gli studenti e le studentesse delle scuole secondarie di primo grado. Il progetto propone momenti di confronto per affrontare collettivamente tematiche quali bullismo, violenza e comprensione delle emozioni. Nel 2024 è stato avviato, sempre nell’ambito de La fatica di essere medie, il ciclo di incontri Le sfumature dell’amore: educare ai sentimenti: Cosa succede quando ci si innamora? Come riconoscere e gestire le proprie emozioni?
Sulla scia di questo successo, la fondazione ha lavorato a un nuovo percorso focalizzato sui temi dell’affettività, Tok Tok, chi è?: 8 incontri per ragazzi e ragazze, insegnanti e famiglie per la costruzione di un modello educativo partecipativo sui temi del corpo, delle emozioni, delle relazioni, dell’identità e della socialità. Un altro progetto realizzato dalla fondazione è stato Libere, evento live streaming tenutosi il 25 novembre 2024 organizzato in collaborazione con Unisona e il sostegno della Fondazione Conad ETS. Tra le tematiche analizzate di fronte a 80.000 ragazzi e ragazze ci sono state: la violenza domestica, psicologica, economica, digitale, con un focus sulla prevenzione.
L’impegno nei centri anti violenza
Secondo i dati Istat, nel 2022 oltre 26.000 donne hanno chiesto aiuto ai CAV per affrontare il loro percorso di uscita dalla violenza. Queste strutture sono punti di riferimento per moltissime persone ma che, spesso, non dispongono di fondi sufficienti per garantire sicurezza e supporto a tuttə. Per questo Una Nessuna Centomila si impegna a finanziare i CAV, le case rifugio e gli sportelli di ascolto (con particolare attenzione al Sud): nel 2024 i centri beneficiari sono stati 196 in 5 regioni.
Il sostegno della fondazione non è solo economico, ma anche formativo. Per Una Nessuna Centomila investire nella formazione delle operatrici dei CAV significa ribadire che il supporto fornito alle donne vittime di abusi è un lavoro ad alta specializzazione che merita sostegno, visibilità e rispetto. Per questo motivo la fondazione ha creato la prima scuola di formazione nazionale permanente per operatrici dei centri anti violenza (un progetto sostenuto anche dall’imprenditrice Cristina Fogazzi, founder di Veralab). «La formazione è dedicata specificatamente alle operatrici per rafforzare tutta una serie di competenze che sono necessarie per svolgere questa mansione; è un riconoscimento, un’istituzionalizzazione del loro sapere perché oggi c'è una forte improvvisazione e banalizzazione sul tema», ha spiegato la presidente.
La collaborazione con Polizia di Stato
La lotta contro la violenza di genere è una battaglia quotidiana: per questo le attività di Una Nessuna Centomila proseguono senza sosta. La fondazione ha siglato un protocollo con Polizia di Stato per la creazione di un percorso formativo specifico rivolto alle e agli agenti che si occupano della raccolta delle denunce di abusi: ascolto, accoglienza e valutazione del rischio sono i pilastri principali. Spesso sono proprio le e gli agenti le prime persone con cui le vittime si relazionano dopo episodi di violenza e, conseguentemente, è fondamentale che siano formatə adeguatamente dalle operatrici dei CAV.
La violenza contro le donne è sistemica, una piramide di abusi che culmina con il femminicidio: «È un problema culturale», ha denunciato Minoli «dobbiamo cambiare la cultura e ciò è possibile anche attraverso i gesti quotidiani».