Orgogliocura

La salute sessuale è una questione di orgoglio

La PrEP (profilassi pre-esposizione) è farmaco orale che viene assunto prima e dopo i rapporti sessuali per proteggersi dall’HIV. È gratuita, efficace, sicura e può essere preso da tutte le persone. Su prepinfo.it è possibile trovare informazioni aggiornate e l’elenco dei centri PrEP.
A cura di Elisa Belotti
01 Ott 2026

Ne abbiamo parlato con Marco Stizioli, project manager, coordinatore di PrEP in Italia e presidente del Brescia Checkpoint, realtà impegnate nella promozione della salute sessuale e della prevenzione dell’HIV. Dalla nascita del progetto alle disuguaglianze nell’accesso alla PrEP, fino al legame tra attivismo LGBT Q+, diritto alla salute e giustizia sociale, Stizioli racconta perché garantire informazioni corrette e strumenti di prevenzione accessibili non significa solo tutelare la salute individuale, ma anche continuare una lunga storia di rivendicazione di diritti, dignità e orgoglio.

PrEP in Italia nasce per promuovere l’accesso alla profilassi pre-esposizione e una cultura della salute sessuale più informata e consapevole. Ci racconti come è nata?
PrEP in Italia è un collettivo nato nel 2020 intorno al sito prepinfo.it di Plus APS. L’obiettivo era quello di fare informazione sulla profilassi pre-esposizione, quando di PrEP praticamente non si parlava da nessuna parte. In questi anni abbiamo comunicato molto sui social e nel 2023 abbiamo fatto anche una formazione in presenza rivolta a persone che volevano fare advocacy sul territorio per la PrEP. Abbiamo avuto grandi soddisfazioni: penso soprattutto al libro Sierocoinvolt (Eris Edizioni), realizzato insieme al collettivo Conigli Bianchi, che ci ha permesso di unire la prevenzione dell’HIV al contrasto dello stigma verso le persone che vivono con HIV. Ad oggi l’attività del collettivo è un po’ diminuita, ma il sito è rimasto un punto di riferimento: la nostra attività principale è proprio quella di mappare e aggiornare costantemente l’elenco dei centri in Italia che prescrivono la PrEP, in modo che le persone sappiano sempre dove trovarla. Ma l’esperienza di PrEP in Italia non è andata a vuoto, bensì mi ha permesso di fondare nel 2024 Brescia Checkpoint, l’associazione di cui sono presidente e che si occupa di prevenzione HIV e salute sessuale nel territorio di Brescia.

L’accesso alla prevenzione non è uguale per tutte e tutti e la salute sessuale riguarda anche l’autodeterminazione e l’accesso ai servizi. In che modo fattori come orientamento sessuale, identità di genere, provenienza geografica o situazione economica influenzano concretamente la possibilità di conoscere e utilizzare strumenti come la PrEP?
Oggi la PrEP non è ancora accessibile a tutte le persone allo stesso modo: l’accesso è concentrato soprattutto nel Nord Italia ed è legato a persone benestanti o economicamente privilegiate e che hanno la cittadinanza italiana. C’è poi un enorme problema di esclusione dall’informazione quando si parla di identità di genere. Le donne cis e le persone trans addirittura non ricevono informazioni sulla PrEP. Nel 2024 abbiamo presentato una ricerca alla Italian Conference on AIDS and Antiviral Research (ICAR) proprio su questo: tra le persone che si sottoponevano al test, ben il 72% di queste popolazioni non aveva mai sentito parlare di PrEP. Parlare davvero di salute sessuale oggi significa quindi superare questi ostacoli culturali, garantendo che l’informazione e i servizi non restino un privilegio, ma arrivino a tutte le persone in modo equo.

La diffusione della PrEP e, più in generale, il diritto alla salute sessuale affondano le proprie radici anche nell’attivismo della comunità LGBTQ+ durante la crisi dell’AIDS. Che legame vedi oggi tra salute sessuale e orgoglio?
Il legame è strettissimo ed è una continuazione diretta di quella storia. Rivendicare l’accesso alle cure, alla prevenzione e a una corretta informazione oggi è a tutti gli effetti una forma di orgoglio, perché significa non nascondersi e pretendere che la propria salute e il proprio benessere sessuale vengano riconosciuti come un diritto, senza vergogna o giudizi morali. Diventa poi una questione di vera giustizia sociale se guardiamo a chi oggi è ancora escluso, come dicevamo prima. Non può esserci vero orgoglio o vera salute sessuale se questi strumenti restano accessibili solo a una parte della comunità, magari solo a chi vive in certe regioni o ha determinate disponibilità economiche. Continuare a fare attivismo sulla PrEP e sulla salute sessuale oggi significa lottare affinché nessuna persona venga lasciata indietro per motivi di genere, orientamento, provenienza e reddito.

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