Violenza di generespaziparità

La discriminazione nel design

A cura di Valeria Colombo
04 Dic 2025

Mi sono sempre chiesta perché le giacche e i pantaloni da donna non abbiano le tasche. Di conseguenza ho sempre invidiato ai maschi la comodità e la sicurezza di poter portare addosso documenti, soldi e chiavi di casa, invece di doverli tenere in una borsa ingombrante e facile preda di malintenzionati. La violenza di genere si manifesta in molti modi, alcuni evidenti altri meno. Anche il design di molti oggetti di uso comune o professionale attesta spesso la discriminazione, il pensiero e l’azione dei maschi per i maschi. Dimenticando metà della popolazione.

Controintuitivamente, la progettazione per tuttə può essere la più incline a pregiudizi: se l'utente finale non è specificato, la o il designer tenderà a orientarsi automaticamente verso il gruppo sociale dominante con l’effetto di privilegiare tipicamente le esigenze di uomini bianchi eterosessuali cisgender senza disabilità. Se consideriamo gli strumenti di lavoro e in particolare i ferri chirurgici è doveroso segnalare che il design dei maschi per i maschi può produrre danni considerevoli.

La sala operatoria è piena di dispositivi progettati per adattarsi al chirurgo medio e, per decenni, quella media è stata rappresentata da un maschio. Le impugnature sono ottimizzate per mani più grandi, pulsanti e cursori sono calibrati per la forza di presa maschile. Ciò significa che per una chirurga l’impugnatura sarà troppo grande per una presa sicura o un comando richiederà più forza di quanta ne possa esercitare comodamente. Affaticamento, tensione e disagio possono compromettere la concentrazione e la precisione e possono influire sui risultati per i e le pazienti. In una professione in cui il margine di errore è estremamente ridotto, l'ergonomia non è un lusso, ma un requisito di sicurezza. Durante alcune procedure, le chirurghe sono costrette a passare la mano non per una questione di abilità, concentrazione o resistenza ma perché non riescono a tenere lo strumento e questo riduce anche le loro possibilità di crescita e carriera professionale.

Anche il design e i test per i dispositivi di sicurezza delle auto hanno sempre sofferto di un bias maschile: i crash test dummy maschili esistono dal 1951 ma solo dal 2011, negli USA esiste la versione unisex (alta 1,75m per 79 kg!) che peraltro non tiene conto delle differenze nelle strutture ossee, nel seno, nei fianchi e nella muscolatura del collo femminili. La progettazione delle cinture di sicurezza ignora l'anatomia femminile tanto che molte donne incinte non riescono nemmeno ad allacciarle. Secondo Verity Now, le donne hanno il 73% di probabilità in più di rimanere ferite e il 17% di probabilità in più di morire in un incidente stradale. Diversi tipi di lesioni sono più comuni nelle donne rispetto agli uomini: le donne hanno più lesioni a colonna vertebrale, collo e fianchi, dato che hanno fianchi e bacino più larghi e siedono più avanti per raggiungere il volante e i pedali.

Il primo manichino da crash test femminile di taglia media al mondo è stato presentato nel 2023 dalla professoressa Astrid Linder, una ricercatrice di fama mondiale sulla sicurezza stradale, che ha dedicato 20 anni al suo sviluppo. Il nuovo crash test dummy femminile è più basso e leggero, ha busto e fianchi più larghi e spalle più strette. Anche la rigidità del collo è diversa, poiché gli uomini hanno generalmente muscoli più grandi e forti. L'obiettivo è che le donne abbiano la stessa protezione degli uomini in caso di collisione.

Nessun design è neutrale rispetto al valore; piuttosto, esprime un valore implicito. Ad esempio, se i bagni pubblici maschili sono progettati senza fasciatoio raramente vengono identificati come in contrasto con l'assistenza maschile all'infanzia ma lo diventano per la mancanza delle necessarie caratteristiche progettuali. Le differenze di esperienza derivanti dal genere dovrebbero essere esaminate e comunicate con sensibilità per dare forma alla risposta progettuale, da qui l’importanza di avere team diversificati nei progetti di design per consentire a conoscenze ed esperienze vissute diversamente di permeare il processo di progettazione.

L'uso di tecnologie all'avanguardia, politiche che affrontino le disuguaglianze nel design e un maggior numero di donne che progettino sono tutti elementi che devono essere attivati per garantire giustizia nel design alle donne. Se si continuerà a progettare per un mondo dominato dagli uomini allora tutta la scomodità negli abiti, la mancanza di sicurezza in auto, in sala operatoria o per strada contribuiranno alla quotidiana violenza di genere subita da metà della popolazione.

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