
La cultura per disinnescare la violenza. La rivoluzione educativa di Fondazione EOS
«La nostra missione è accompagnare le persone giovani nel percorso verso l’età adulta attivando spazi sicuri di crescita, dove ognuno impara a riconoscere e a rispettare l’altro», spiega Francesca Magliulo, Direttrice della Fondazione. «Ma affinché siano efficaci, è indispensabile accompagnare anche le persone adulte che vivono accanto a loro, perché sappiano riconoscere i segnali di rischio e gestire le fragilità».
La visione di EOS si fonda su un cambio di paradigma: la violenza non si combatte solo con norme e interventi di protezione, ma con una rivoluzione culturale che parte dall’educazione. I progetti attivati dalla Fondazione in diversi ambiti – dalla scuola allo sport – sono esempi concreti di come questa idea si traduca nella realtà: percorsi di consapevolezza che coinvolgono insieme adolescenti e persone adulte, perché la trasformazione culturale è un cammino condiviso.
Uno degli spazi privilegiati in cui EOS sperimenta questo approccio è lo sport, un terreno spesso ancora fertile per fenomeni discriminatori e che EOS ha trasformato in uno spazio sicuro in cui le persone giovani sperimentano le dinamiche relazionali all’insegna del rispetto. Da questa istanza Fondazione EOS ha sviluppato la Policy di Child Safeguarding, un insieme di misure e procedure volto a garantire la sicurezza e il benessere degli e delle adolescenti. Uno strumento essenziale di gestione, ma soprattutto di cultura perché rafforza l’impegno nella prevenzione di ogni forma di abuso, violenza e negligenza. Un esempio pratico di applicazione è con la squadra di Rugby Milano e prevede un percorso di informazione, sensibilizzazione e coinvolgimento dell’intera comunità sportiva e, in particolare dei ragazzi e delle ragazze, con cui definire regole di condotta condivise. In questo modo, EOS ha trasformato il campo da gioco in una palestra di vita: non solo partite, ma allenamenti alla responsabilità e al rispetto reciproco. «Sentiamo la responsabilità di contribuire a un cambiamento duraturo. Non si tratta soltanto di applicare nuove regole, ma di promuovere una cultura che metta al centro la tutela di chi è minorenne, la parità di genere e l’accessibilità. Per noi lo sport significa crescita personale e coesione sociale. Investire nella sua dimensione educativa contribuisce a costruire comunità più forti e un futuro migliore per le nuove generazioni», osserva Magliulo.
Lo stesso accade dentro le scuole. A Palermo, dopo un episodio di violenza che aveva scosso la città, EOS, insieme ai partner del progetto Traiettorie Urbane, ha promosso il percorso “TU a scuola senza stereotipi”: un percorso di formazione per il corpo docente, laboratori per studentesse e studenti, fino a un tavolo intergenerazionale in cui persone giovani e adulte si sono messe a confronto per discutere apertamente di stereotipi, identità e affettività. Un progetto che ha fornito strumenti teorico-pratici alla comunità scolastica creando un ambiente più consapevole.
Ed è ancora nelle scuole che l’impegno di EOS si declina ulteriormente: con la Fondazione Minotauro, EOS ha attivato in alcune scuole superiori di Milano interventi laboratoriali in cui psicologi e psicologhe si confrontano con le persone giovani per aiutarle a riconoscere le proprie emozioni e per fornire loro gli strumenti affettivi per affrontare le relazioni in modo sano, prevenendo la violenza con la consapevolezza. Il filo rosso che lega questi interventi è la convinzione che il cambiamento passi dalla formazione e dal dialogo. Non un trasferimento verticale di regole, ma la costruzione di spazi in cui le persone giovani possano sperimentare la libertà di essere sé stesse, mentre quelle adulte imparano a guidarle con competenza e sensibilità. «Crediamo che le nuove generazioni abbiano in sé l’energia per scrivere una storia diversa», conclude Magliulo. «Ma serve il coraggio, da parte delle persone adulte, di accompagnarle in questo percorso e di lasciarsi cambiare a loro volta. Solo così la prevenzione diventa cultura condivisa».
Fondazione EOS dimostra che educare significa creare possibilità: di crescere senza paura, di costruire relazioni fondate sul rispetto, di immaginare un futuro in cui la violenza di genere non sia più un destino, ma un passato da superare insieme.