Intelligenze artificialispazi

Integrare, innovare, immaginare mondi. L'esperienza di Lombardini22 fra tecnologia, scenari climatici e nuovi orizzonti del progetto

Lombardini22 affronta la trasformazione dell’architettura e dell’ingegneria attraverso l’integrazione critica e consapevole dell’intelligenza artificiale, anche grazie allo sviluppo della piattaforma proprietaria NILO AI. Per delineare il futuro della progettista e del progettista come creatore di mondi e non solo di modelli, si esplorano rischi, opportunità, scenari di adattamento climatico e nuove frontiere aperte dall’AI “spaziale”
A cura di Paolo Citelli e Manuel André Bottiglieri
01 Apr 2026

L’architettura e l’ingegneria vivono oggi una fase di potenziale accelerazione storica: la diffusione delle intelligenze artificiali, e in particolare delle soluzioni generative, sta ridisegnando strumenti, linguaggi e competenze del nostro settore in modi impensabili fino a pochi anni fa. In questa trasformazione, Lombardini22 – realtà che offre servizi a valore aggiunto per il settore del Real Estate – ha scelto una strada fatta di sperimentazione, integrazione e responsabilità.

Dal know-how all’ecosistema: il caso NILO AI e la knowledge base collettiva
L’AI per essere davvero trasformativa deve diventare parte integrante dei processi organizzativi e creativi, proteggendo cultura aziendale e dati. Da qui nasce NILO AI, piattaforma proprietaria sviluppata internamente per la gestione protetta e centralizzata di saperi, dati ed esperienze.

Un aspetto chiave di questa scelta è la possibilità di costruire una vera knowledge base aziendale, in cui il know-how acquisito da ogni progettista, tecnico o ingegnere entra potenzialmente in circolazione, diventando un patrimonio comune, accessibile, arricchito e abilitante per tutta la community di Lombardini22. Non si tratta solo di digitalizzare ma di condividere, valorizzare e mettere a sistema la conoscenza collettiva: un network che abilita il confronto e la crescita di tutte le persone.

NILO AI integra i migliori motori di AI generativa con moduli su misura per la gestione dati, la visualizzazione avanzata, la sicurezza e la collaborazione progettuale: l’AI diventa così uno spazio collettivo, non una black box misteriosa.

Nuove opportunità: tra esplorazione, automazione e linguaggi digitali
Integrare l’AI nei processi significa ripensare il progetto stesso: grazie a questi strumenti è possibile esplorare soluzioni audaci, accelerare le iterazioni, produrre simulazioni e scenari inediti. L’AI amplifica l’immaginazione anche su temi urgenti come l’adattamento al cambiamento climatico, ambito in cui Lombardini22 insieme a Gaud•e, Waterfront Lab e Fondazione Return, curato da Filippo Mercuri, ha sperimentato nuovi approcci progettuali nel progetto Ri-scrivere i waterfront per la Biennale di Venezia 2025.

In questo caso l’AI ha aiutato a generare scenari e soluzioni innovative per la resilienza dei territori, sempre in sinergia con la visione attenta e critica del progettista umano.

Il nostro impegno verso la collettività si esprime attraverso la ricerca di scenari concretamente adattivi rispetto ai cambiamenti climatici. L’intelligenza artificiale si fa così motore di riflessione collettiva e azione consapevole: architettura e ingegneria danno forma a nuovi paesaggi capaci di rispondere e adattarsi ai nuovi scenari, con una cura etica e progettuale.

L’AI diventa “spaziale”: progettazione come creazione di mondi
La vera frontiera della progettazione AI, però, comincia oggi a spingersi ben oltre la generazione di immagini o la semplice integrazione con il disegno e la modellazione BIM. L’intelligenza artificiale sta diventando sempre più “spaziale”: le nuove AI sono capaci non solo di raffigurare singole viste, ma di immaginare ambienti tridimensionali coerenti, mondi completi in cui tutte le parti (materiali, flussi, relazioni) risultano tra loro connesse.

Per la progettazione, questo rappresenta uno spartiacque: ai tradizionali strumenti di modellazione, si affiancano tecnologie di reality capturing – laser scan, fotogrammetria, digital twin – e nuovi formati per la rappresentazione della realtà e delle sue potenzialità alternative, in una chiusura del cerchio che potenzialmente potrebbe portarci verso una nuova tecnologia dominante nella progettazione.

Così, l’AI apre la porta ad architette, ingegnere, architetti e ingegneri che diventano creatori di mondi: autori di ambienti complessi, immaginati come veri e propri universi paralleli, simulabili, esplorabili, pronti da vivere, come in Inception. La sfida passa dalla sola immaginazione o dalla sola tecnica a una capacità visionaria che integra i due aspetti: inventare ambienti, narrare storie, offrire esperienze tridimensionali prive di soluzione di continuità fra reale, simulato e potenziale.

Come in Inception, l’architetta e l’architetto non descrivono più solo edifici, ma sogni concreti e coerenti, da abitare e trasformare. L’immaginazione diventa la linea guida e la piattaforma AI la traduttrice istantanea delle loro visioni.

Criticità e responsabilità
L’innovazione non è priva di rischi: automatismi, manierismi stilistici, standardizzazione e approfondimento della distanza tra autore e strumento sono tutti potenziali pericoli. L’AI può appiattire, se utilizzata senza senso critico, oppure aprire nuove vie di ricerca e invenzione.

In Lombardini22 il controllo resta umano: le visioni generate sono filtrate, valutate e trasformate da figure professioniste che si assumono la responsabilità delle scelte estetiche, tecniche ed etiche, garantendo originalità, trasparenza nei workflow e attenzione alla qualità dei dati.

La e il progettista si trasformano: diventano curatori di sistemi, capaci di integrare dati, AI, realtà aumentata, strumenti di reality capturing e visione. La collaborazione si fa multidisciplinare: occorre saper leggere i dati, capire gli algoritmi, dialogare con altre competenze e, soprattutto, mantenere una visione complessiva del progetto come mondo.

L’integrazione consapevole dell’AI, come dimostra l’esperienza di Lombardini22 con NILO AI, espande il ruolo sociale e creativo dell’architettura e dell’ingegneria. La vera innovazione, oggi, non è adottare la tecnologia per moda, ma costruire scenari a misura della propria cultura, aprire le porte a nuovi linguaggi, e lasciarsi guidare dall’immaginazione responsabile, mettendo in comune know how tecnico e creativo, per incidere positivamente su uno spazio – fisico e mentale – sempre più grande.

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