Per le persone in crescita l’orgoglio e la vergogna spesso convivono. Sono gli anni in cui si comincia a capire chi si è, ma anche quanto lo sguardo degli altri possa fare male o far sentire accettatə. A scuola, sui social, nello sport, nelle amicizie o in famiglia, tantə ragazzə si confrontano e spesso scontrano cosa viene considerato “normale” (nella normatività) e cosa invece rischia di essere preso in giro, escluso o nascosto.
L’orgoglio può essere allora uno spazio di libertà e riconoscimento: la possibilità di sentirsi vistə senza dover cambiare per piacere agli altri. Ma crescere significa anche fare i conti con il bisogno di appartenere, di essere accettatə, di non sentirsi “troppo” o “fuori posto”. E così l’orgoglio può diventare qualcosa di complicato: a volte si trasforma in una maschera, in bisogno di approvazione, in performance continua. Altre volte rischia di chiudersi in etichette rigide o in modi di affermarsi che escludono gli altri.
In questo numero vogliamo raccontare storie, porre domande e dare stimoli per esplorare l’orgoglio come emozione personale, esperienza collettiva e spazio politico.