
IKEA Italia e i diritti delle persone LGBTQI+: una coerenza lunga oltre quindici anni
Uguaglianza, diversità e inclusione non sono temi accessori, ma elementi centrali della cultura e dei valori aziendali: sostengono le performance di business, la crescita e il contributo di IKEA alla società.
In IKEA si crede fermamente che i team diversificati migliorino la creatività, il processo decisionale e i risultati aziendali. Per questo tutte le figure leader hanno la responsabilità collettiva di promuovere e rafforzare questo messaggio in tutta l’organizzazione. Grazie a questo approccio, IKEA trasforma il proprio impegno interno in un motore di cambiamento culturale più ampio: la visibilità dell’azienda viene messa al servizio del diritto a una vita libera da discriminazioni, con l’ambizione di essere un esempio che ispiri altre realtà a cogliere i benefici di un ambiente di lavoro diversificato e inclusivo.
È in questa cornice di valori che si inserisce una storia concreta sul territorio italiano, fatta di scelte precise e progressivamente strutturate, con una coerenza strategica lunga più di quindici anni. IKEA è presente in Italia dal 1989. In 37 anni di attività ha costruito una rete capillare di 50 punti vendita di formati diversi e conta oggi quasi 8.000 co-worker. Ma i numeri raccontano solo una parte della storia: ciò che rende IKEA un caso distintivo è la coerenza con cui, da oltre quindici anni, l’azienda si è schierata apertamente e concretamente a favore dei diritti delle persone LGBTQI+. Non con dichiarazioni episodiche, ma con azioni continue e sempre più strutturate.
Il primo passo concreto risale al 2010, quando IKEA Italia entra a far parte, come socia fondatrice, di Parks – Liberi e Uguali, un’associazione di aziende italiane impegnate sui temi LGBTQI+ nei contesti lavorativi. Non un’adesione di facciata, ma la scelta di legarsi istituzionalmente a una rete di imprese che si assumono un impegno concreto per la tutela dei diritti delle persone omosessuali.
A questo segue, due anni dopo, l’estensione dei benefit aziendali alle coppie dello stesso genere: un gesto allora inusuale nel contesto italiano, che anticipa il quadro normativo nazionale e colma, tramite una policy interna, un vuoto di tutela che la legge ancora non offriva. La svolta strutturale avviene però nel 2019, quando nasce la strategia di Equality, Diversity & Inclusion, con una figura dedicata a livello nazionale e una rete di circa 80 ambassador in tutte le unità di IKEA Italia. L’inclusione non è più affidata a iniziative isolate, ma diventa una funzione organizzativa con responsabilità chiare e presidiate.
Questo approccio ha portato, negli ultimi anni, a un’accelerazione ulteriore con l’avvio di sessioni formative dedicate alle diverse dimensioni della DEI (Diversity, Equity & Inclusion), volte a lavorare sulla cultura aziendale e ad aumentare la consapevolezza rispetto agli unconscious bias. Da quel momento in poi, l’azienda ha lanciato almeno una nuova iniziativa concreta ogni anno. Tra queste, IKEA Includes, una survey anonima a cadenza biennale sulla qualità dell’inclusione in azienda: i dati più recenti mostrano che il 26% della popolazione aziendale si riconosce come parte della comunità LGBTQI+ e percepisce IKEA come un luogo di lavoro sicuro e protetto per tutte le minoranze. Nello stesso periodo viene introdotta una HR policy dedicata a co-worker transgender, con sei settimane di permesso retribuito aggiuntivo per chi intraprende un percorso di transizione di genere, insieme a linee guida di buone prassi per garantire un linguaggio inclusivo e accogliente.
Ogni 17 maggio si celebra la Giornata internazionale contro l’omobitransfobia (IDAHOBIT). Accanto a questa ricorrenza, ogni persona in IKEA può conoscere, attraverso una guida pubblicata internamente, quali sono le azioni quotidiane da mettere in campo per essere alleata ogni giorno: i suggerimenti spaziano dal linguaggio inclusivo all’ascolto attivo, senza giudicare in base alle apparenze.
Per questo motivo, la campagna di sensibilizzazione dedicata a IDAHOBIT e al mese del Pride si è svolta quest’anno sotto il tema “Fai spazio all’amore”: un invito a creare alleanze e non divisioni, accoglienza e non chiusura, perché solo insieme possiamo davvero costruire un luogo dove tutte le persone possano essere valorizzate ed essere sé stesse. Lo stesso messaggio è stato portato in parata dai co-worker IKEA nelle varie città in cui si è svolto il Pride e in cui è presente un negozio IKEA.
È importante sottolineare che tutte le dimensioni della DEI sono presidiate: il manifesto interno dell’azienda specifica con chiarezza che tutte le persone hanno il diritto a essere trattate equamente e ad avere pari opportunità, indipendentemente dalla loro età, identità di genere, orientamento sessuale, capacità fisica, nazionalità, religione o qualsiasi altra dimensione della loro identità. In un momento storico in cui i diritti delle persone sono spesso sotto attacco, la direzione intrapresa da IKEA è chiara – dall’ascolto interno alla misurazione, fino alla tutela concreta – e l’obiettivo è quello di ampliare sempre di più il perimetro di questo impegno.
La coerenza di IKEA Italia è un impegno vivo e verificabile, tanto oggi quanto lo era più di un decennio fa.