Orgoglioorientamenti affettivi e comunità lgbtiq+

Identità, lavoro e tutele: così l'associazionismo LGBTQ+ cambia la società

Sportelli di ascolto per i genitori, formazione sulla diversità all’interno delle aziende, campagne di advocacy e di sensibilizzazione, case rifugio per chi deve fuggire per la propria casa. Quattro associazioni raccontano la loro battaglia contro ogni forma di discriminazione. L’impegno di Agedo, EDGE, Parks e Arcigay nella narrazione di attiviste e attivisti.
A cura di Antonella Patete
01 Ott 2026

Agedo Nazionale
«Siamo un gruppo di genitori che hanno scoperto l’orgoglio con il coming out delle nostre figlie e dei nostri figli: un momento di difficoltà per un padre o una madre, che non si può affrontare con la sola forza dell’amore. Occorre fare un passo avanti verso una genitorialità accogliente e consapevole, in grado di andare oltre le normali aspettative di un genitore. Se riesci a fare questo passo, si arriva a quella fierezza che è importante trasmettere ai nostri figli e alle nostre figlie perché non hanno bisogno di sentirsi soltanto amatə, ma di capire che l rispettiamo e siamo orgoglios di loro». Anna Maria Fisichella è vicepresidente di Agedo Nazionale, associazione di genitori di persone LGBTQ+, nata ufficialmente a Milano nel 2015 ma con una storia che prende le mosse dagli anni Novanta del secolo scorso. Tra le attività principali gli sportelli di ascolto gestiti da volontari e volontarie e i gruppi di auto mutuo aiuto diffusi nelle 38 sedi italiane. «Oggi l’età del coming out si è notevolmente abbassata e in otto casi su dieci a rivolgersi a noi sono genitori di persone transgender», prosegue Fisichella. «Si tratta di giovani alle prese con percorsi di affermazione di genere lunghi, complessi e spesso economicamente dispendiosi, che richiedono maggiore sostegno e attenzione da parte nostra». Importanti, infine, gli interventi all’interno delle aziende con percorsi di formazione sulla convivenza delle differenze e la presenza nel mondo della scuola, anche attraverso il monitoraggio degli istituti scolastici, oggi oltre 530, che prevedono la carriera alias: un profilo burocratico che consente alle persone transgender di utilizzare il nome di elezione anche prima della rettifica anagrafica ufficiale.

Associazione EDGE
«L’orgoglio è il motore che ha ispirato la nascita di EDGE. È l’idea di rivendicare l’identità di genere e l’orientamento sessuale di ciascunə di noi non solo come meccanismo difensivo, ma come proposta di cittadinanza attiva. L’associazione non ha solo lo scopo di proteggere le persone LGBT QIA+ da ogni forma di discriminazione, ma anche di affermare l’orientamento sessuale come pezzo importante della nostra identità di persone e di professionist ». Con queste parole Lucia Urciuoli, presidente di EDGE, descrive lo spirito dell’associazione nata 14 anni fa e oggi parte dell’European Pride Business Network, rete di 28 organizzazioni attive in 24 Paesi europei. EDGE dialoga con le amministrazioni locali, porta avanti azioni di advocacy a livello nazionale e collabora con il legislatore europeo perché le direttive UE in materia di lavoro tengano conto dei principi DEI. Un lavoro che si affiancata alla ricerca scientifica: tra gli studi più recenti un’indagine sul rapporto tra intelligenza artificiale e discriminazioni e una survey sulle microaggressioni nei luoghi di lavoro condotta a livello europeo. Tra le conquiste di cui l’associazione va più orgogliosa, la sentenza della Corte Costituzionale n. 68 del 2025, che ha riconosciuto a entrambe le madri di una coppia omogenitoriale il diritto al riconoscimento delle e dei figli alla nascita, senza il ricorso alla stepchild adoption. «Una sentenza clamorosa che ha cambiato la storia a cui sentiamo di aver contribuito», commenta Urciuoli. «Un anno prima, EDGE aveva sostenuto la campagna #AffermazioneCostituzionale promossa da Rete Lenford in seguito all’impugnazione di 56 atti di nascita trascritti dal Comune di Padova, contribuendo anche alla raccolta fondi per le spese legali».

Parks – Liberi e Uguali
«La cosa che ci rende più orgogliosə, come associazione, è aver costruito un network di oltre 120 aziende tra piccole imprese e grandi gruppi che, grazie al percorso di Diversity, Equity and Inclusion che portiamo avanti insieme, produce un impatto concreto sulla vita delle persone. Spesso le persone riescono ad aprirsi durante gli incontri che organizziamo all’interno delle aziende perché percepiscono quell’ambiente come uno spazio sicuro dove poter fare coming out e condividere la propria esperienza». A raccontare la forza del fare rete è Selene Gagliardi, assistant event manager di Parks – Liberi e Uguali, associazione nata nel 2010 per aiutare le aziende e i datori di lavoro a creare ambienti lavorativi aperti e capaci di valorizzare le diversità, con una specifica attenzione alle persone LGBT Q+. «La cosa più bella è che aziende che si percepiscono come competitor sul mercato diventano alleate all’interno della nostra rete», sottolinea Gagliardi. In particolare l’associazione Parks realizza indagini sul clima aziendale per misurare quanto le e i dipendenti percepiscano l’impresa come davvero inclusiva e organizza training a scadenza mensile per aumentare la consapevolezza e combattere i pregiudizi su identità di genere e orientamento sessuale. «Ma offriamo anche supporto alle aziende nella stesura di policy aziendali in grado di colmare i vuoti normativi tuttora esistenti nel nostro sistema giuridico, come l’assenza di un’aggravante per i reati omofobi o il mancato riconoscimento delle famiglie omogenitoriali», conclude Gagliardi. Un esempio? «I percorsi per consentire alle persone transgender di usare il nome di elezione prima della pronuncia da parte del tribunale».

Arcigay Associazione LGBTI Italiana
«La nostra è una realtà storica, ma tuttora molto attiva. A livello europeo rappresentiamo la rete più strutturata per la tutela dei diritti delle persone LGBTQ+ e in Italia siamo presenti in oltre 70 città. Siamo orgogliosə di essere ovunque, anche nei comuni più piccoli, dove ancora oggi può succedere che un padre tolga la vita al figlio perché è una persona LGBTQ+». Christian Leonardo Cristalli, responsabile nazionale per i diritti delle persone transgender di Arcigay, non ha bisogno di molte parole per raccontare l’impegno di un’associazione che ha fatto scuola e che oggi, oltre ad azioni di sensibilizzazione, gestisce servizi e offre assistenza concreta. «Molti comitati Arcigay forniscono consulenza di tipo legale e psicologico, come anche supporto per l’inserimento lavorativo e per i problemi legati all’emergenza abitativa», spiega. «Aiutiamo persone che sono state cacciate di casa o chi è costrettə a fuggire dal proprio Paese di origine, dove rischia la vita». Tra le iniziative portate avanti da Arcigay, Casa Salani a Bologna. «È intitolata a Lucy Salani, donna trans sopravvissuta al campo di concentramento di Dachau e scomparsa nel 2023, a 99 anni», prosegue Cristalli, che da tre anni coordina la struttura a titolo volontario. «Qui Arcigay accoglie persone transgender e LGBTQ+ in fuga da violenze e discriminazioni, spesso escluse dalle case rifugio tradizionali». Sempre sul fronte trans, l’associazione conta su 35 gruppi territoriali e ha lanciato la campagna “Chiedimi se sono felice”, dedicata alle persone transgender più giovani. «Un impegno fondamentale in un momento di evidente arretramento nel campo dei diritti delle persone LGBTQ+ in Italia come altrove», conclude l’attivista. «Ma noi siamo orgogliosə di essere chi siamo e non ci lasceremo ricacciare nell’ombra».

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