scuola

Educare alle differenze

A cura di Rete nazionale "Educare alle differenze"
01 Ott 2026

La scuola è (ancora) uno spazio sicuro? Cosa sta succedendo nelle nostre classi?
Hai presente quando entri in classe e senti di poter essere al 100% te stessə? Oggi la scuola italiana sta cambiando pelle e si parla tanto di adolescenti, ma spesso senza troppo investire sui loro desideri. Una visione centrata sulle persone adulte semplifica la complessità delle vite adolescenti. Per chi cresce, la scuola non è solo un luogo di interrogazioni e voti, è anche il luogo in cui si impara a stare bene con le altre persone e a sentirsi accoltǝ, dove è possibile esplorare la propria identità, fare domande senza paura e parlare di consenso, corpi e come stare in relazione. L’educazione sessuo-affettiva non è un lusso, ma un diritto fondamentale per ogni studentə.

In che modo la scuola può trasformarsi da spazio di crescita a territorio di esclusione?
La scuola diventa un territorio di disagio quando, anziché convalidare le differenze, lascia le persone in crescita sole davanti alla paura del giudizio o dell’invisibilità. Se mancano parole per dirsi e spazi di ascolto, le aule si trasformano in una gabbia di isolamento. Il benessere scolastico non si misura sui voti, ma sulla possibilità di attraversare i corridoi senza dover indossare una maschera per essere accettatǝ.

Il DDL Valditara diventa legge. Qual è il suo impatto sull'autonomia delle persone studenti?
Se una famiglia decide di negare il consenso per paura o per pregiudizio, per alcunǝ studenti viene meno la possibilità di confrontarsi su temi cruciali. Chi cresce in contesti in cui certi argomenti sono considerati un tabù rimarrà senza tutele, proprio dove l’intervento della scuola sarebbe più urgente per prevenire la violenza di genere e l’omolesbobitransfobia. Chi vive in territori svantaggiati non potrà trovare nemmeno a scuola uno spazio di opportunità e conoscenza: si rischia di lasciare ragazzə nelle stesse condizioni di partenza, senza offrire loro nuove opportunità e aumentando le disuguaglianze.

Come risponde "Educare alle differenze" a questa stretta normativa per continuare a costruire spazi safer?
Continueremo a costruire “spazi safer” per accogliere la complessità senza moralismi; a fornire strumenti a corpo insegnanti, studentǝ e famiglie per decostruire gli stereotipi, a tutelare la libertà d’insegnamento. Apriremo domande anziché chiudere discorsi. Mantenere la scuola laica e aperta vuol dire difenderla come luogo dove nessuna vita venga resa invisibile.

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