Warning: Undefined variable $post in /home/uw7t3ven/public_html/wp-content/plugins/oxygen/component-framework/components/classes/code-block.class.php(133) : eval()'d code on line 3

Warning: Attempt to read property "ID" on null in /home/uw7t3ven/public_html/wp-content/plugins/oxygen/component-framework/components/classes/code-block.class.php(133) : eval()'d code on line 3
Scienze e tecnologie

CARNE COLTIVATA

Il prodotto dell’agricoltura del futuro
A cura di di Elisa Rossi
20 Ott 2023

La carne coltivata è il prodotto di una delle ultime frontiere dell’ingegneria tissutale applicata nell’ambito dell’alimentazione. Nel Sixth Assessment Report, l’IPCC, il Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico, guarda a questo prodotto come valida soluzione per i più grandi problemi che la nostra società attuale si trova ad affrontare. Tra questi: la necessità di rallentare il riscaldamento globale, riducendo le emissioni di gas a effetto serra, e quella di garantire la sicurezza alimentare ad una popolazione la cui crescita demografica esponenziale è inscritta in un sistema di produzione che ignora le caratteristiche finite delle risorse del nostro pianeta, che risultano sempre più minacciate dalla crisi climatica.

Negli studi citati nel report si afferma che producendo questa carne, infatti, si può risparmiare fino al 99% del suolo, perché non necessita della coltivazione di ettari ed ettari di foraggio per nutrire gli animali allevati. Si possono ridurre il consumo idrico e le emissioni di gas climalteranti fino al 96%, poiché non necessita di tutti quei litri d’acqua destinati alle monocolture o agli animali “da reddito” mandati al mattatoio. Le uniche emissioni legate al processo di produzione della carne coltivata dipendono dalle fonti energetiche di riferimento e sono destinate a ridursi con l’ottimizzazione del processo e la decarbonizzazione obbligata che ci troviamo davanti. A differenza delle industrie zootecniche, poiché legate per la maggior parte alla fisiologia degli animali tenuti negli allevamenti, che oggi, ricordiamo, risultano essere per la maggior parte intensivi.

La carne coltivata non è la carne di un animale allevato e macellato, ma quella di un muscolo fatto crescere grazie alla tecnologia dell’agricoltura cellulare. Tutto ciò che serve alla sua produzione, infatti, è eseguire una biopsia indolore su un animale vivo, per estrarre una minima quantità di cellule che diverranno chili e chili di carne. Queste, proprio come avviene nell’agricoltura che conosciamo, verranno seminate in un substrato appositamente formulato per garantire loro tutti i nutrienti necessari a proliferare e differenziarsi, ovvero per indurle a distribuirsi adeguatamente e crescere; formando un vero e proprio tessuto muscolare, identico a quello che l’organismo di un animale produce attaccato alle ossa.

Come è possibile però far crescere un muscolo di animale, senza l’animale? A sostituire il corpo dell’individuo appare il bioreattore, un’unità di processo comune alle maggiori industrie alimentari che conosciamo e delle quali quotidianamente consumiamo i prodotti, che assicura il mantenimento di determinate condizioni operative, garantendo alle cellule il giusto ambiente per aggregarsi e crescere. A questa tecnologia si può integrare o sostituire la stampa tridimensionale del tessuto stesso, che avviene tramite un bio-inchiostro in cui le cellule vengono caricate per poi essere stampate, seguendo esattamente la stessa direzione percorsa dalla medicina rigenerativa. Ma se con l’agricoltura cellulare si può ottenere un prodotto con le stesse proprietà organolettiche di quello tradizionale, riducendo drasticamente gli impatti ambientali e il numero di animali allevati e macellati ogni anno, allora perché risulta essere così fortemente ostacolata dall’Italia conservatrice? Da parte di un Governo così familiare alle maggiori lobby zootecniche del territorio, occupate in questi mesi in una propaganda antiscientifica contro questa carne definita erroneamente “sintetica”, era prevedibile un’azione in senso contrario al progresso tecnologico a tutela dell’elettorato di riferimento.

La sincera preoccupazione del Governo italiano circa la salute dei cittadini, potrebbe essere soggetta ad obiezioni, in quanto l’Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che non vi sono studi scientifici a dimostrare la possibilità di danni collaterali rispetto il consumo di questo prodotto. Analogamente, anche le presunte attenzioni ambientali potrebbero essere messe in dubbio, per le stesse scientifiche ragioni.

Più probabilmente ad interessare è l’economia di un sistema produttivo che, per mancanza di risorse, è destinato al collasso e che i maggiori enti scientifici consigliano di abbandonare quanto prima, promuovendo una transizione. Il problema è che questa decisione conservatrice, oltre a limitare a tutti gli effetti la scelta dei consumatori e delle consumatrici attraverso la disinformazione, avrà importanti ripercussioni economiche proprio sul nostro Paese, che rimarrà in coda, dietro a tutte le altre nazioni proiettate verso il futuro dell’alimentazione sostenibile.

Leggi questo numero
Registrazione Tribunale di Bergamo n° 04 del 09 Aprile 2018, sede legale via XXIV maggio 8, 24128 BG, P.IVA 03930140169. Impaginazione e stampa a cura di Sestante Editore Srl. Copyright: tutto il materiale sottoscritto dalla redazione e dai nostri collaboratori è disponibile sotto la licenza Creative Commons Attribuzione/Non commerciale/Condividi allo stesso modo 3.0/. Può essere riprodotto a patto di citare DIVERCITY magazine, di condividerlo con la stessa licenza e di non usarlo per fini commerciali.
magnifiercrosschevron-down