
All Well. Quando l'azienda ti chiede: «come stai?»
Cosa ha di diverso All Well da un semplice catalogo di servizi per il benessere e la salute aziendale?
Un catalogo di benefit è qualcosa che consulti quando ne hai bisogno, poi lo chiudi e lo dimentichi. All Well è diverso: è una cultura condivisa in azienda che parte dalla convinzione che la salute non sia solo assenza di malattia, ma fisica, mentale, emotiva, sociale. È diversa per ciascuna e ciascuno di noi e cambia nel corso del tempo, nel percorso di vita del singolo collaboratore e della singola collaboratrice. Abbiamo costruito un’architettura di supporto che accompagna ogni persona nella sua singolarità, nella sua specificità. Sono anche i numeri del 2024 a dimostrarlo: 500 dosi di vaccino antinfluenzale, più di 200 screening per il diabete di tipo 1, più di 600 check-up preventivi, 217 corsi di primo soccorso. Parallelamente, tra le tantissime iniziative di consapevolezza, anche una campagna con ADMO per incentivare la donazione del midollo osseo a cui ben 30 colleghe e colleghi sono risultati compatibili e si sono iscritti. Non sono numeri da inserire in un report ma sono scelte quotidiane di un’organizzazione che ha interiorizzato la prevenzione e la cultura della salute come valore.
Come funziona concretamente il piano di prevenzione?
Il piano di check-up preventivo è biennale e ampio, per altro, potenziabile con esami antitumorali e alcuni esami personalizzati. Il Digital Health Check-up permette una valutazione online in pochi minuti. Il medico aziendale è presente in sede e nei siti produttivi. Il sistema è accessibile a tutte le persone, ovunque.
Qualche attenzione specifica sulla base del genere?
Sì, e ci tengo molto. Nel check-up di tutte le collaboratrici è previsto un pacchetto con visita ginecologica, PAP test, mammografia ed ecografia. Ma il nostro impegno va ben oltre la prevenzione clinica. Essere donna in azienda significa attraversare stagioni diverse: maternità, menopausa, carico di cura familiare. Abbiamo scelto di farne terreno di consapevolezza e crescita. I Gym Talks dell’Affinity Group Women’s Life Stages & Work hanno affrontato menopausa e perimenopausa, temi che il mondo del lavoro ignora troppo spesso. Li abbiamo portati al centro, perché una cultura inclusiva si misura nella capacità di rendere visibile ciò che resta al buio del non detto e del subito in silenzio.
Vi interessate anche al benessere psicologico?
È il tema su cui sento più responsabilità. La sicurezza psicologica è un pilastro culturale: le persone devono sentirsi libere di esprimere difficoltà senza paura del giudizio. L’Employee Assistance Program è attivo 24/7 ed è un servizio confidenziale di ascolto sempre disponibile. C’è poi un’assistente sociale, una figura dedicata al supporto su fragilità personali e familiari. Il progetto Cancer & Work, inoltre, accompagna le e il dipendente durante il duro percorso che vive in caso di malattia oncologica o ad alto impatto, oppure quando si trova a dover dare supporto a un familiare. Supporta quindi il e la caregiver e forma le e i manager. Dodici colleghe e colleghi ne fanno parte attivamente. Le e i manager sono responsabilizzati a farsi custodi del benessere del proprio team. In ogni colloquio periodico formale è prevista una parte dedicata al benessere psico-fisico, non solo agli obiettivi professionali. Un manager che chiede “come stai davvero?” fa una differenza enorme. Dal 2024 siamo “Health Friendly Company”: è Fondazione Onda ad aver certificato che il nostro impegno è sistemico e verificabile. E la certificazione è stata rinnovata anche per il 2025/2026.
Come presidiate momenti delicati come malattia o disabilità?
Con la consapevolezza che le persone non hanno solo bisogno di procedure, ma di sentirsi sostenute. Quindi con permessi retribuiti per visite, permessi per assistenza familiare, bonus per chi cura genitori over 75, aspettativa retribuita per fecondazione assistita, bonus specifici per disabilità. Il nostro fondo di assistenza di settore e la nostra polizza integrativa coprono dipendenti e familiari. I Flexible Benefit permettono di destinare un’ampia fetta di budget a spese sanitarie personalizzate.
Qual è il messaggio più ampio? Cosa significa investire nelle persone?
Significa investire nel Paese. Nel 2024 abbiamo investito 1,6 milioni in formazione, 81.500 ore di apprendimento con un beneficio stimato di 3,8 milioni destinati alla crescita delle competenze. L’impatto complessivo è di 505 milioni di contributo al PIL, 4.184 posti di lavoro creati nella filiera tra quelli diretti, indiretti e indotti, 195 milioni di reddito apportato alle famiglie italiane. Quando un’azienda investe nelle persone, non sostiene un costo, ma costruisce resilienza. Gli investimenti in salute e formazione sono leve strategiche di politica industriale. Le aziende farmaceutiche hanno l’opportunità di dimostrare che autonomia scientifica e benessere delle persone sono due facce della stessa medaglia. Noi in Sanofi Italia lo dimostriamo ogni giorno, con i numeri e le storie delle persone.