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A2A: dove la violenza non trova spazio

«Siamo una Life Company, con i nostri servizi ci prendiamo cura della qualità della vita delle persone, a partire dalle nostre», afferma Mauro Ghilardi, Direttore People e Transformation di A2A. «Quello del nostro Gruppo è un impegno concreto, quotidiano e condiviso, per sostenere una cultura del rispetto e favorire un ambiente di lavoro sempre più sicuro»
A cura di Sabrina Tracuzzi
05 Nov 2025

A2A ha avviato da anni un programma per prevenire e contrastare la violenza di genere attraverso un approccio sistemico, integrato nella cultura aziendale e nella strategia DE&I, con percorsi formativi, campagne di sensibilizzazione e momenti di ascolto tramite survey.

I percorsi di formazione in questo ambito si rivolgono ad ogni persona del Gruppo (quasi 15.000 dipendenti), con particolare attenzione ai/alle manager che hanno un ruolo chiave nel diffondere una cultura inclusiva e nella prevenzione, come per esempio webinar e corsi dedicati agli uomini o all’empowerment femminile.

Parte integrante di questo impegno si sposta anche nelle scuole, dove vengono organizzati incontri legati alle discipline STEM o che illustrano esempi di role model femminili, per coinvolgere e ispirare le ragazze e i ragazzi raccontando i mestieri del futuro. In occasione del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, lo scorso anno il Gruppo ha installato in diverse sedi alcune panchine rosse per sensibilizzare sull'importanza di prevenire e contrastare questo tipo di violenza.

«Per promuovere un ambiente di lavoro sempre più inclusivo abbiamo da tempo istituito un Inclusion Team, formato da oltre 100 colleghe e colleghi volontari, con diversi livelli di seniority, genere, abilità e ruoli aziendali, che è suddiviso in cinque gruppi tematici: Genere, Generazioni, LGBTQI+, Culture e Disabilità. Ogni gruppo è guidato da una figura HR e da Co-leaders provenienti da diverse aree di business e supportato dal Comitato di Direzione di A2A, in un’ottica di piena integrazione con la strategia aziendale. I team sviluppano progetti di sensibilizzazione e condividono esperienze formative, momenti di ascolto e iniziative per migliorare i processi, contribuendo ad un cambiamento culturale concreto e partecipato», aggiunge Ghilardi.

Importanti sono inoltre le collaborazioni di A2A con associazioni e network esterni tramite tavoli interaziendali volti a condividere buone pratiche e amplificare l’impatto culturale. Uno tra i principali valori del Gruppo è l’ascolto delle proprie persone. A2A ha infatti realizzato una survey interna e anonima sul tema delle molestie e delle discriminazioni con l’obiettivo di monitorare il livello di percezione e consapevolezza sui temi di violenza di genere, che è stata tradotta in diverse lingue in linea con la multiculturalità dei lavoratori e resa compatibile con screen reader per essere accessibile a tutti e tutte.

Partendo dai risultati della survey, il Gruppo ha avviato un team di lavoro per redigere una policy per la prevenzione di violenze, discriminazione e molestie sul luogo di lavoro con l’obiettivo di garantire un ambiente sicuro e inclusivo, assicurando canali di segnalazione riservati e intervenendo tempestivamente con misure efficaci a tutela delle persone coinvolte. Il lancio della policy su questo tema sarà accompagnato da una formazione specifica e obbligatoria. A queste iniziative si aggiungeranno inoltre dei corsi di difesa personale pensati per far acquisire sicurezza e fornire strumenti e strategie utili nel reagire di fronte a una situazione di violenza.

Prosegue quindi l’impegno di A2A per diffondere la cultura del rispetto, integrando la lotta alla violenza nei processi aziendali, rendendo l’inclusione un principio operativo quotidiano e offrendo un ambiente di lavoro sicuro, in cui la violenza di genere non trova spazio. «Solo un’alleanza condivisa, che unisca tutte le persone nel contrasto alla violenza, può aiutarci a costruire ambienti di lavoro sempre più sicuri e rispettosi. Il cambiamento nasce ogni giorno dai nostri comportamenti, nei luoghi di lavoro e nella vita di tutti i giorni», conclude Mauro Ghilardi.

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