generazioni

Uno sguardo a orgoglio/vergogna

A cura di Stefania Girelli e Lucy Guarinoni
08 Ott 2026

Per parlare di orgoglio e vergogna abbiamo scelto di non definire queste due emozioni, ma di seguirle dentro una storia raccontata da tre punti di vista diversi. Orgoglio e vergogna, così come imbarazzo e tenerezza, non sono di per sé emozioni positive o negative, ma si intrecciano e si legano agli sguardi verso noi stess3 e verso le altre persone. Qui troverai una scena che potrebbe avvenire a scuola e troverai le voci dei tre personaggi che la vivono: Ash, Carlo e Samira. Come vi sentite a leggere questa storia? Come vi immaginereste voi le voci di questi personaggi?

Ultimi dieci minuti dell’ora di educazione motoria. La partita di pallavolo è finita e il prof. ha dato dieci minuti liberi prima del suono della campanella. Ash è seduto sui materassi blu alti e guarda il resto della classe. Carlo è col suo gruppo di amici dalla parte opposta della palestra e insieme guardano il telefono e ridono. Samira, poco distante, sta rileggendo gli appunti per l’interrogazione di scienze, ogni tanto lancia un’occhiata a Carlo, il suo ragazzo: le piace anche se a volte fa un po’ il cretino. Improvvisamente Carlo corre, raggiunge Ash e gli rovescia addosso metà dell’acqua della bottiglietta. Ash fa uno scatto, si alza in piedi, strappa la bottiglietta dalla mano a Carlo e lo schizza sui pantaloni e sulla maglietta. Ora sono uno di fronte all’altro e Carlo lo sfida: “Se ti cambi davanti a tutti mi cambio davanti a tutti anch’io” e poi lo chiama con quel nome femminile con cui nessuno chiama più Ash da inizio anno.

Tutta la classe li guarda in silenzio. Poi Samira si avvicina ad Ash e gli propone di accompagnarlo a cambiarsi negli spogliatoi. Ma nessuno si muove.

La voce di Ash
Sono sicuro che Carlo l’ha fatto apposta a schizzarmi, è uno stronzo e mi rompe le palle dall’inizio dell’anno. Vuole fare il figo davanti a tutti, per quello ha usato il mio deadname. Lo sa che non lo deve fare, ho detto a tutti all’inizio dell’anno che voglio essere chiamato Ash Non voglio spogliarmi davanti a tutti. Non ora e non qui… Non voglio che vedano cosa c’è sotto la maglietta. Sono io che deciderò se e quando toglierla. E Samira cosa vuole? È vero, lei è l’unica con cui ogni tanto parlo della classe, ma non capisco se lo fa perché deve o perché davvero le sto simpatico. E poi odio stare negli spogliatoi femminili.

La voce di Carlo
Ash non la doveva guardare Samira. L’ho visto che la fissava, deve lasciarla stare, Samira è la mia ragazza e lo sanno tutti. Non pensavo che reagisse. Invece è scattato in piedi, sembrava un cane rabbioso. Voglio vedere se si spoglia, io però non voglio spogliarmi. Oggi ho gli slip bianchi che mi ha comprato mia mamma. Sono troppo da bambino. Ma perché Ash si veste sempre da maschio?

La voce di Samira
Ogni tanto vorrei che Ash fosse meno orgoglioso. Invece se ne sta sempre per conto suo, è vero ogni tanto abbiamo parlato, ad esempio ho scoperto che gli piacciono gli anime come a me. Però parliamo sempre quando siamo da soli, mai quando ci sono gli altri. Forse più tardi potrei provare a parlare a Carlo. Dirgli che deve fare un po’ meno lo stronzo. Anche se un po’ quando fa lo stronzo mi piace, non vorrei che fosse così, però è un po’ figo quando fa lo stronzo. Non sono sicura di aver fatto bene a proporre ad Ash di andare a cambiarsi. Sicuro Carlo dopo sbotta. Ma io volevo solo aiutare Ash, cercare di dare una mano. E perché adesso nessuno fa più niente?

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