
Comunità LGBTQIA+: i diritti sono di tuttə
«Quel giorno ciascuno di noi si riconciliò con sé stesso, con la propria storia. Non avremmo permesso più a nessuno di sputarci addosso. Ci riprendevamo per intero il nostro pezzo di mondo». È con queste parole che si apre la docuserie Orgoglio e Pregiudizio, realizzata da Libero Produzioni in collaborazione con Sky TG24, che ripercorre la storia del movimento LGBTQIA+ italiano. Nel corso delle tre puntate veniamo catapultatə nel passato negli anni ‘70, in un viaggio che attraversa gli ultimi decenni del 1900, il World Pride del 2000 a Roma, raccontando eventi fondamentali e significativi come l’approvazione della legge sulle unioni civili e il Pride di Budapest del 2025.
«Il lavoro è un prezioso documento storico, una sorta di piccolo archivio intergenerazionale in cui i protagonisti hanno deciso di raccontare un breve spaccato della propria storia, che è parte della grande storia dei diritti», ha spiegato Tonia Cartolano, giornalista che ha curato la realizzazione della docuserie per Sky TG24. «È per questo che il documentario diventa un lavoro per i diritti, non contro chi li nega. Anche perché riconoscere dei diritti non toglie libertà alle altre persone».
Orgoglio e Pregiudizio (disponibile on demand su Sky e in streaming su Now) unisce la ricostruzione storica delle principali tappe che hanno segnato i traguardi del movimento LGBTQIA+ italiano con le testimonianze, intime e personali, di chi quelle battaglie le ha vissute e di chi, oggi, contribuisce a portarne avanti i valori. La docuserie nasce «dall’idea di raccontare un evento che, secondo noi, è stato importantissimo a livello internazionale: il World Pride del 2000», ha spiegato Andrea Frassoni, co-autore della serie insieme a Marco Falorni. «Allo stesso tempo, volevamo fare il punto della situazione riguardo i diritti legati alle tematiche LGBTQIA+».
Alla base di Orgoglio e Pregiudizio ci sono i fatti storici: «Fin dall’inizio il piano era realizzare un prodotto inattaccabile, che seguisse un andamento cronologico affinché non potessimo ricevere critiche (non sulla serie in sé, ma sull’autenticità e veridicità del prodotto). Dati e fatti dovevano essere centrali», ha spiegato Falorni. «Per questo motivo il processo di creazione della serie si è basato su un’analisi obiettiva e apartitica, con l’obiettivo di raccontare nella maniera più completa possibile le tappe del movimento LGBTQIA+ italiano. In questo modo, i ragazzi e le ragazze che oggi partecipano ai Pride avranno uno strumento in più per capire cosa è successo quando loro ancora non c’erano».
Alla documentazione storica si aggiungono le biografie e i racconti di personaggi noti come Vladimir Luxuria, Elly Schlein, Francesco Rutelli, Francesca Pascale, Serena Bortone, Cathy La Torre, Alessandro Cecchi Paone, Nicky Vendola, Imma Battaglia, Franco Grillini, Monica Cirinnà. «Era bello ascoltare cosa avevano da dire perché, attraverso le loro parole, ci stavano consegnando preziosi ricordi di quegli anni», ha spiegato Frassoni. «Abbiamo coinvolto persone non necessariamente legate alla sinistra (corrente storicamente più vicino a queste tematiche) perché il nostro intento era quello di inviare un messaggio chiaro e inequivocabile: che i diritti sono di tutti e tutte, perché non sono qualcosa che si toglie a una persona nel momento in cui si concede a un’altra. Tuttavia, viviamo in una società polarizzata dove, a volte, il ragionamento viene meno di fronte agli slogan».
Così oggi Orgoglio e Pregiudizio rappresenta un piccolo archivio intergenerazionale in cui persone più o meno note, politicamente impegnate o giovani ventenni alleate della comunità LGBTQIA+ hanno deciso di raccontare un breve spaccato della propria storia. «Ascoltare un ragazzo o una ragazza che spiega perché ogni anno partecipa al Pride è un modo per avvicinarsi a tematiche che troppo spesso vengono strumentalizzate», ha dichiarato Frassoni. «Abbiamo messo al centro la persona. Chiunque avesse voluto partecipare sarebbe stat ben accettə», ha aggiunto Falorni.
Se dovessero scegliere il momento più intenso della produzione? «Sicuramente la raccolta delle dichiarazioni che abbiamo posto in chiusura che provano a trasmettere un messaggio potente: in questi tempi bui è bello e importante reagire in maniera costruttiva e pacifica per provare a cambiare le cose», ha dichiarato Frassoni. Per Falorni, invece: «Le tre giornate passate a Roma insieme alle e agli ospiti che hanno preso parte alla docuserie: c’era un caldo torrido eppure tuttə avevano una gran voglia di stare lì, per raccontarsi ed emozionarsi».
Inoltre, a giugno e luglio 2026 Orgoglio e Pregiudizio si è fatta mostra diventando Orgoglio e Pregiudizio Exhibition durante gli Sky Inclusion Days e il Pride Month, in collaborazione con il network LGBTQ+@Sky, approdando negli spazi Sky dal piccolo schermo: ogni piano della sede aziendale era dedicato a una parte della storia della comunità LGBTQIA+ grazie a clip estratte dalla docuserie e mandate in onda su diversi schermi o raccontate graficamente sui cartelloni pubblicitari.
«Siamo molto orgogliosi del fatto che sia stato proprio Sky TG24 il co-produttore della docuserie: non solo Sky come azienda ma proprio una testata giornalistica che ha scelto di appoggiarci in questo progetto», hanno spiegato gli autori. E così, chi entrava negli uffici di Sky poteva scoprire alcune delle tappe più significative del movimento LGBTQIA+ prima di iniziare il proprio turno, durante una pausa oppure semplicemente quando si spostava da uno spazio all’altro. Poi, per le persone più curiose, non restava che guardare la docuserie.