
Salute al lavoro. Ripensare tempi, spazi e leadership per trasformare la prevenzione in cura
In un’epoca di accelerazione, precarietà e iperconnessione, la salute non è più un extra di welfare: è l’infrastruttura del lavoro di qualità. Nell’Our Impact Plan 2025, KPMG Italia sposta l’attenzione dai singoli benefit alla progettazione dei contesti: prevenire i rischi sì, ma soprattutto promuovere cura, sostenibilità e inclusione. Il messaggio è chiaro: la prevenzione è un processo, non un progetto.
La domanda centrale è come incidano modelli organizzativi, carichi di lavoro, leadership, tempi e spazi sulla salute. KPMG riconosce che i servizi professionali hanno picchi di attività e risponde con flessibilità reale e smart working stabilizzato, formazione su gestione del tempo e survey che alimentano piani d’azione mirati. Non si tratta solo di meno ore, ma di tempi di qualità, con diritto alla pausa e alla concentrazione profonda, responsabilizzando i manager a pianificare carichi sostenibili. Gli spazi diventano una leva di benessere: la nuova sede milanese in Torre Gioia 20 nasce per standard LEED Platinum e WELL Gold, con luce, comfort, aree collaborative e accessibili che riducono lo stress e favoriscono le relazioni.
Anche la mobilità entra nella ricetta: piani di spostamento casalavoro, contributi al trasporto pubblico, abbonamenti convenzionati e rateizzabili, transizione della flotta al 47% ibrida. Meno fatica negli spostamenti significa meno carico psicofisico e più tempo per sé. Dentro questo quadro si inserisce TakeCare, la campagna ombrello che rende concreta la prevenzione quotidiana. È un programma a misura d’azienda che unisce alfabetizzazione sanitaria, competenze salvavita e screening mirati, costruito con partner della salute come Humanitas, AVIS e le Croci locali e pensato per essere accessibile sia in presenza sia online. Le azioni si sono sviluppate in sessioni di disostruzione pediatrica e rianimazione cardiopolmonare, mappatura dei nei e webinar sulla prevenzione, con percorsi dedicati a postura ed ergonomia e iniziative di educazione alimentare come il mese Veganuary. Il valore aggiunto di TakeCare è duplice: da un lato porta in azienda pratiche che riducono i rischi più comuni e aumentano l’autoefficacia delle persone; dall’altro democratizza l’accesso, perché propone contenuti modulari, replicabili nei diversi uffici e fruibili anche da chi ha orari o ruoli meno tutelati. La campagna, inoltre, attiva altre leve organizzative: i contenuti su igiene digitale e micropausa si intrecciano con pratiche di disconnessione consapevole, mentre i moduli sulla postura si combinano con la progettazione di spazi e con la diffusione di layout che favoriscono movimento e alternanza posturale.
Costruire contesti che non si limitino a prevenire il disagio significa tenere insieme corpo, mente e comunità. Lo sport è trattato come dispositivo di cura sociale: con Run with KPMG! e i tornei solidali migliaia di persone hanno corso, giocato, sostenuto enti del terzo settore e, soprattutto, abbattuto la solitudine che pesa sulla salute mentale. Le famiglie sono al centro: contributi economici con KPMG 4 Family per figli 0–5 anni, Bimbi in ufficio, campus estivi solidali e congedi parentali pienamente accessibili e comunicati in modo trasparente. Infatti 342 persone ne hanno usufruito.
L’inclusione è misurata da certificazioni come ISO 30415 e UNI/PdR 125, da campagne su linguaggio e bias, da un canale di segnalazione protetto come la KPMG Hotline e da processi di valutazione del personale che includono obiettivi su sicurezza psicologica e qualità del clima.
Tre idee sintetizzano la strategia in ambito salute al lavoro. I modelli organizzativi rappresentano uno strumento di medicina preventiva: progettare flessibilità, carichi, tempi e spazi incide sulla salute quanto uno screening, e TakeCare è il raccordo pratico tra policy e comportamenti quotidiani. La cultura della cura va oltre lo stare bene: sport, volontariato e iniziative familiari costruiscono appartenenza e proteggono dal burnout, mentre la prevenzione diventa un’abitudine diffusa. Un welfare è davvero inclusivo quando è accessibile: tutele universali, sostegni mirati e canali sicuri riducono le disuguaglianze d’accesso, con programmi come TakeCare che portano la salute dentro il lavoro di tutte le persone.
In definitiva, trasformare la prevenzione in cura significa rendere il lavoro un luogo che non solo previene, ma genera salute per individui, comunità e organizzazione. KPMG Italia dimostra che si può fare, se si tiene a bordo la leadership e se si misurano i risultati.