Salutesociale

Salute globale: connessione, sostenibilità e ricerca scientifica per il benessere condiviso

In un’epoca segnata da un’accelerazione senza precedenti, precarietà economica, incertezza ambientale, instabilità geopolitiche e iperconnessione, che paradossalmente contribuisce ad alimentare il senso di solitudine, il concetto di salute sta subendo una metamorfosi profonda
A cura di Fabrizio Farinelli, Fondazione Patrizio Paoletti, e Dagmar Segbers, NIVEA Connect Beiersdorf Italia
10 Giu 2026

Come già suggerito dall’OMS nel 1948, non è più possibile interpretare la salute come semplice assenza di malattia, ma è necessario riconoscere e coltivare una salute globale, intesa come uno stato di completo benessere fisico, mentale, affettivo e sociale, durante tutto l’arco della vita, dall’infanzia all’adolescenza, dall’età adulta all’anzianità.

Oggi, il cammino verso una salute globale si interfaccia con una realtà complessa: secondo l’European Health Report 2024, una persona su sei in Europa muore prima dei 70 anni a causa di malattie prevenibili legate agli stili di vita, mentre in Italia la salute mentale è diventata la seconda preoccupazione principale, superata solo dalle patologie tumorali. In questo scenario, Fondazione Patrizio Paoletti incontra la scuola, le famiglie e le comunità locali, riconoscendoli come i nuovi fronti per costruire insieme una salute globale, che sia veramente equa, inclusiva e resiliente.

La sfida della solitudine nell’era digitale
Uno dei dati più allarmanti che emergono dai diversi report internazionali riguarda l’isolamento sociale. Secondo il Consiglio dell’Unione Europea, nonostante siamo costantemente in connessione online, il 16% della popolazione mondiale soffre di solitudine, un fenomeno che è aumentato del 22% dopo la pandemia.

L’uso eccessivo di strumenti digitali è citato dal 52% della Generazione Z come fattore di rischio per la salute mentale, secondo i dati Ipsos-Doxa. L’iperconnessione spesso alimenta modelli corporei insalubri, irrealistici o disfunzionali. E l’iperdigitalizzazione sottrae tempo al movimento fisico e alle relazioni reali, fondamentali per lo sviluppo delle intelligenze e delle competenze relazionali, come l’empatia. La solitudine è percepita come un vero e proprio dolore dal corpo-mente ed è un fattore di rischio clinico paragonabile al fumo o all’obesità.

Per rispondere a questa crisi silenziosa, a quella che è ormai definita come una vera e propria «epidemia di solitudine», Fondazione Patrizio Paoletti e NIVEA Connect, la missione sociale globale lanciata da NIVEA del gruppo Beiersdorf, hanno scelto di collaborare al progetto “Insieme oltre l’isolamento. Un modello integrato per il benessere mentale dei giovani”, che si traduce in azioni concrete per le persone giovani e le famiglie, basate sulla ricerca neuroscientifica.

l progetto agisce su tre livelli e aree sinergiche:

  • informare e sviluppare consapevolezza e prevenzione, attraverso un portale digitale ricco di contenuti scientifici e strumenti educativi accessibile a studenti, studentesse, educatici, educatori e famiglie;
  • rafforzare la resilienza a scuola, attraverso percorsi blended, tra webinar e laboratori esperienziali, dedicati a studentesse, studenti, insegnanti e genitori, volti a sviluppare life skills, regolazione emotiva e relazioni significative;
  • creare connessioni nel territorio, con due centri di ascolto psicologico in quartieri ad alta marginalità, come Tor Bella Monaca a Roma e Scampia a Napoli, che offrono supporto continuativo a giovani e famiglie, integrando attività educative, artistiche e motorie.

Questo approccio integrato mira a colmare i divari e disuguaglianze nella prevenzione, cure e servizi, andando incontro soprattutto alle persone più vulnerabili, che spesso affrontano ostacoli economici o culturali, per rendere la salute davvero globale.

Anna Grassano, General Manager Beiersdorf Southern Europe, afferma infatti: «Con NIVEA Connect ci impegniamo a creare spazi in cui le persone possano sentirsi ascoltate e supportate, favorendo connessioni autentiche e offrendo strumenti concreti a chi affronta l’isolamento per chiedere aiuto senza esitazione. La nostra unione con Fondazione Patrizio Paoletti rafforza ulteriormente questo impegno, unendo la nostra visione globale all’esperienza scientifica e pedagogica della Fondazione per costruire comunità più consapevoli e inclusive e promuovere una cultura della connessione e dell’ascolto reciproco».

Il benessere lavorativo come determinante di salute globale
Le scelte organizzative all’interno delle aziende sono determinanti fondamentali per una salute globale. Fondazione Patrizio Paoletti, attraverso il proprio lavoro di divulgazione, promuove anche verso le aziende la piena sostenibilità umana, diffondendo la consapevolezza che le attività economiche non possono tradursi solo in questioni di produttività, perché tempi, spazi, carichi di lavoro, ambiente emotivo e stili comunicativi sono variabili che determinano l’equilibrio psico-fisico, incidendo anche sulla sua produttività. Il diritto alla disconnessione, la gestione equilibrata dei carichi, la promozione dell’autonomia e una leadership orientata anche al benessere sono ingredienti essenziali per coltivare una cultura della salute anche nei luoghi di lavoro, dove il benessere mentale è considerato e promosso, senza ombra di stigma.

Le aziende come Beiersdorf sono chiamate a valutare il senso di comunità interno e anche il livello di alfabetizzazione emotiva di lavoratrici e lavoratori. La salute globale, infatti, riconosce la piena interconnessione fra individuo e sistema. Una lavoratrice o un lavoratore sano vive in un ecosistema sano, che valorizza le relazioni umane e la trasparenza. In questa cornice si colloca l’incontro formativo voluto per le e i dipendenti Beiersdorf a ottobre 2025 e tenuto da Fondazione Patrizio Paoletti, proprio nella giornata mondale della salute mentale. Un momento che ha rafforzato la dichiarazione di visione e l’alleanza tra il mondo delle imprese e il Terzo Settore, non solo capace di generare impatto, ma di indicare una direzione possibile per la società che vogliamo costruire: consapevole, inclusiva e profondamente umana.

Il futuro della ricerca: scienza e coscienza
Fondazione Patrizio Paoletti crede ed investe, assieme a partner come Beiersdorf, in una ricerca che si traduce immediatamente in progettualità e protocolli, che cambiano e migliorano la qualità della vita. Al centro c’è sempre la persona e la relazione umana, quale elemento fondamentale di benessere e salute globale, promosso nel progetto condiviso con NIVEA Connect. Fondazione Patrizio Paoletti, che ha appena festeggiato i suoi 25 anni, continua a investire nella ricerca neuro-psicopedagogia didattica, integrando scienza ed educazione, innovazione e tradizione, ricerche d’avanguardia sul cervello con pratiche millenarie, come le pratiche di silenzio intenzionale e la meditazione.

Promuovere una salute globale oggi significa investire nell’educazione come prima forma di prevenzione, compresa l’educazione all’interdipendenza. La via per una salute globale richiede di allenarci a prefigurare un futuro dove la tecnologia sia uno strumento di connessione reale e mai una barriera, dove il lavoro sia un luogo di realizzazione personale e comunitaria, non di esaurimento e frustrazione, e dove la cura di sé, dell’altro e delle relazioni sia riconosciuta come il pilastro fondamentale della salute della persona, delle comunità e del Pianeta, per una prosperità sostenibile, duratura e condivisa.

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