
Edison: la cultura del benessere che genera valore
Benessere e performance sono complementari e interdipendenti. Il benessere non indebolisce la produttività, ma la rende possibile e duratura, perché consente alle persone di lavorare con energia, creatività e responsabilità. I dati del Rapporto Censis-Eudaimon 2026, riferiti al 2025, restituiscono un quadro chiaro di crescente distanza emotiva dal modello lavorativo tradizionale: per il 55% delle persone italiane il lavoro non rappresenta più l’asse portante della vita. Le persone esprimono il bisogno di sentirsi riconosciute, ascoltate e sostenute, e ricercano una maggiore coerenza di senso tra sfera professionale e privata. In questo scenario, misure retributive competitive e programmi di welfare standardizzati non sono più sufficienti se non inseriti in una visione organizzativa coerente e integrata. Il Rapporto Censis, conferma inoltre che l’84% delle persone si aspetta che l’azienda si prenda cura del loro benessere complessivo, che comprende salute, equilibrio psicofisico e sicurezza psicologica. Alle figure leader è richiesto di promuovere ambienti di lavoro più sani e sostenibili, anche attraverso una maggiore consapevolezza di sé.
Un sistema di wellbeing integrato, dunque, si concretizza nella qualità delle relazioni tra le persone dell’organizzazione e la qualità delle conversazioni che le e i manager riescono a sviluppare in un clima di rispetto e di ascolto. È con questa prospettiva che Edison si approccia al benessere organizzativo: il welfare aziendale, rivolto alle e ai dipendenti e alle loro famiglie, mira non solo a offrire supporti economici o assistenziali, ma strumenti che permettano alle persone di essere soggetti attivi, capaci di compiere scelte consapevoli e di prendersi cura dei propri bisogni. Accanto a servizi trasversali come il supporto psicologico, la prevenzione medica e le progettualità specifiche come quelle sui linguaggi inclusivi e sul confronto intergenerazionale, sono stati sviluppati percorsi dedicati al supporto di tappe cruciali della vita delle persone.
Ne è un esempio concreto il progetto Company Social Housing dedicato alle persone giovani neoassunte, attraverso il quale l’azienda si fa carico dei 2/3 dell’affitto di un bilocale in prossimità della sede di lavoro, con l’obiettivo di offrire a chi è più giovane la possibilità di avviare un percorso di autonomia personale e professionale. Primi Passi è invece l’iniziativa con cui Edison affianca i neogenitori contribuendo alle spese economiche sostenute per la cura dei figli e delle figlie, favorendo una maggiore condivisione dei carichi familiari e una maggiore conciliazione delle esigenze di cura dei neonati con le attività lavorative. Interventi mirati che tengono insieme sostegno pratico, accompagnamento emotivo e attenzione alla persona nel suo insieme.
Un approccio maturo al benessere organizzativo non è un verticale di tante attività e azioni sconnesse tra loro, ma si fonda su relazioni di fiducia, su un autentico coinvolgimento delle persone e su una responsabilità condivisa. I dati sulla salute mentale rendono ancora più evidente la natura sistemica di questa responsabilità. Il 28% delle persone italiane soffre di disturbi della sfera psicologica. Spostare l’attenzione sul singolo individuo, mettendo a disposizione generici strumenti di tutela della salute psicologica, significa spesso evitare di interrogarsi sulle dinamiche organizzative sottostanti. È infatti ormai chiaro che il burnout è nella grande maggioranza dei casi il risultato di contesti lavorativi disfunzionali e di pressioni costanti, più che di fragilità individuali. Le aziende, dunque, sotto il profilo della reale prevenzione, devono farsi realmente prossime alle proprie persone, attraverso una combinazione coerente di cultura, azioni e strumenti che rafforzino autonomia, consapevolezza e relazioni. A questo deve affiancarsi un’attenzione autentica, capace di riflettersi nel vissuto quotidiano e di generare fiducia.