
Procedura caregiver: come nasce e com'è oggi in Agos
Nella nostra organizzazione ci sono persone che, oltre al loro ruolo professionale, svolgono un altro ruolo fondamentale: quello di caregiver. Figlie/i che assistono genitori anziani, genitori che si prendono cura di figlie/i con bisogni specifici, persone che supportano partner o familiari in momenti di fragilità.
Per molto tempo queste responsabilità sono rimaste invisibili, gestite con discrezione, con fatica, spesso in silenzio. Con la Procedura Caregiver scegliamo di dire una cosa chiara: questa dimensione della vita non è un’eccezione. È parte della normalità. E se è parte della normalità, allora merita riconoscimento, strumenti e rispetto.
Questa procedura nasce da tre convinzioni profonde. La prima: il lavoro non può essere separato dalla vita reale delle persone. La seconda: l’inclusione non si dichiara, si costruisce attraverso azioni concrete. La terza: sostenere chi si prende cura significa rafforzare l’intera organizzazione.
Cosa introduce, quindi, questa iniziativa? Introduce un riconoscimento formale dello status di caregiver, strumenti di flessibilità strutturati e accessibili, un punto di riferimento chiaro, con attenzione alla riservatezza e alla tutela delle persone, ma soprattutto un cambiamento culturale.
Passiamo da situazioni gestite in modo informale a un percorso chiaro, dalla richiesta individuale alla politica condivisa. Questa non è solo una misura di Welfare & Inclusion, ma una presa di posizione su chi vogliamo essere come azienda.
Vogliamo essere un’organizzazione che riconosce la complessità delle vite delle persone. Vogliamo essere un contesto in cui chiedere supporto non sia percepito come una debolezza. Vogliamo essere un luogo di lavoro in cui la cura non sia invisibile. Perché la cura è valore; la responsabilità è valore; l’empatia è valore. Quando un’azienda sostiene queste dimensioni, costruisce fiducia. E la fiducia è il vero motore della performance sostenibile. Quindi non lanciamo solo una procedura.
Facciamo un passo avanti nel nostro racconto aziendale. Un racconto che parla di inclusione concreta, di responsabilità condivisa, di rispetto per le persone nella loro interezza. Grazie a chi ha lavorato a questa iniziativa. E grazie a chi, ogni giorno, si prende cura, in ufficio e fuori, perché prendersi cura delle persone significa prendersi cura del futuro dell’organizzazione.
Per troppo tempo il mondo del lavoro ha chiesto di lasciare i problemi personali fuori dalla porta, ma la realtà è che la cura degli altri richiede resilienza, gestione dello stress e capacità di problem solving: qualità che si portano ogni giorno in ufficio. Vogliamo che nessuna persona si senta più in dovere di nascondere questa parte della propria vita per timore di sembrare meno performante.
Per questo, abbiamo deciso di formalizzare il supporto ai caregiver. Prima di attivare una vera e propria procedura nel merito abbiamo testato con un progetto pilota di 6 mesi da settembre 2024 a marzo 2025 quello che sarebbe potuto divenire un protocollo. Un pilota era necessario per comprendere quante persone ne avrebbero usufruito e quali modalità messe a disposizione sarebbero state efficaci, applicandola a tutto il personale di sede e territorio. Abbiamo aperto la fase pilota il 15 settembre del 2024 consentendo a coloro che si trovavano in uno stato di emergenza e bisogno per figli/e o familiari di potersi avvalere, nel rispetto dell’organizzazione lavorativa, di una deroga allo smart, di flessibilità di orario in entrata e uscita, della convenzione con bonus per predisporre i documenti per richiedere la 104, di un supporto psicologico e di counseling, e dei permessi per figli/e con DSA anche per il personale part time.
Sostenere i caregiver non è un atto di beneficenza. È un investimento sulla nostra risorsa più grande: le persone. Un’azienda che si prende cura di chi cura è un’azienda che trattiene i talenti, riduce il burnout e crea un clima di lealtà reciproca. Questo è solo l’inizio di un percorso. La nostra porta è aperta per ascoltare le esigenze specifiche e affinare gli strumenti messi a disposizione dei colleghi con tutto il personale di HR, perché la nostra forza non sta solo in ciò che produciamo, ma nel modo in cui ci sosteniamo a vicenda.
Nel mese di aprile abbiamo condiviso i dati del pilota con la direzione che, ascoltando i feedback delle persone e delle/dei manager, ha optato per dar vita alla procedura pubblicata a luglio 2025, resa nota con comunicazione interna da subito e sui social media dopo l’estate. Le persone dell’azienda sono state coinvolte fin dal pilota in un webinar formativo e a metà percorso alcune colleghe e colleghi che avevano usufruito delle condizioni proposte dal pilota hanno dato la loro testimonianza in un secondo webinar nel mese di febbraio.
Per noi in Agos condividere, conoscere, illustrare è importante. Non è necessario entrare nei particolari quando una o un collega scrive alla casella di posta dedicata bb-caregiver (monitorata dalla nostra D&I Officer). Ci attiviamo subito anche attraverso gli HRBP e il personale di Welfare & Inclusion affinché la persona sia sempre informata su ciò che le spetta. Nonostante sia tutto pubblicato nella intranet, cerchiamo sempre di esserci anche con una telefonata, una mail…
Legato a questo tema di grande rilevanza, come team all’interno della direzione HR abbiamo lanciato una serie di iniziative in azienda che considerano l’attenzione alle persone il nostro focus.
A chi si rivolge
Da normativa (art. 3, comma 3, legge 104/1992), la o il caregiver è chi si prende cura, per affetto o dovere morale, di una persona cara consenziente e non autosufficiente a causa di malattia, infermità o disabilità, anche cronica e degenerativa. Si riferisce, ad esempio, al familiare consanguineo entro il terzo grado di parentela, o affine (cognati, suoceri, nuore)
entro il secondo grado.
L'obiettivo della Caregiver Policy di Agos è quello di estendere a tutte le persone che si trovano in uno stato di bisogno a causa di un'emergenza temporanea, la possibilità di assistere un/una familiare, in accordo con la propria o il proprio responsabile e nel rispetto dell'organizzazione lavorativa, usufruendo di una deroga allo smart working, flessibilità oraria e servizi di supporto. Ne possono usufruire anche i colleghi e le colleghe in possesso dei permessi normati dalla legge 104/1992.
Agevolazioni e servizi a supporto
- Deroga smart working
- Flessibilità oraria
- Permessi DSA
- Sostegno psicologico ed emotivo
- Consulenza per richiesta della 104