
Disturbo del neurosviluppo: creare una rete tra scuola, casa e famiglia è fondamentale
Immaginiamo di dover svolgere un’attività semplice come fare la spesa. Per prima cosa, dobbiamo capire cosa comprare, fare una piccola lista per non dimenticare nulla (mentale o su carta), scegliere il miglior prodotto in base al rapporto qualità-prezzo e, infine, verificare che ci venga dato il resto corretto. Apparentemente potrebbe risultare un compito facile, ma per una persona con un disturbo del neurosviluppo spesso non è così.
I disturbi del neurosviluppo si manifestano durante l’infanzia e si caratterizzano per deficit che compromettono lo sviluppo personale e sociale: vi rientrano le disabilità intellettive, i disturbi della comunicazione, dello spettro autistico, da deficit dell’attenzione e iperattività (ADHD), i disturbi specifici dell’apprendimento», ha spiegato Eleonora Pantani, logopedista dell’età evolutiva (0-18 anni). «Questi disturbi influenzano la socialità dei bambini e delle bambine di oggi ma anche delle persone adulte di domani perché le difficoltà, nonostante siano compensate attraverso il trattamento riabilitativo, possono permanere anche nell’età adulta».
In particolare, il o la logopedista si occupa della valutazione e del trattamento delle competenze comunicativo-linguistiche e degli apprendimenti scolastici, riabilitando le funzioni del linguaggio orale e/o scritto. «Il linguaggio è una componente essenziale per l’essere umano perché regola tutti i rapporti interpersonali. Quando la componente linguistica è alterata, anche la socialità può risultare compromessa». Si stima che circa il 7% della popolazione in Italia abbia un disturbo del linguaggio nello sviluppo (Developmental Language Disorder, DLD).1
In che modo i disturbi del neurosviluppo incidono sulla vita di bambinə e ragazzə?
I disturbi del neurosviluppo influenzano la socialità nella quotidianità: per questo motivo è fondamentale che il percorso terapeutico inizi fin da quando si è piccolə; tuttavia, l’inclusione da parte delle altre persone gioca un ruolo fondamentale. Un bambino o una bambina in età prescolare con difficoltà di linguaggio potrebbe non venir compresə del tutto da compagnə e insegnanti e ciò potrebbe provocare isolamento oppure, al contrario, instabilità emotiva e comportamentale con difficoltà a socializzare. Inoltre, un disturbo del linguaggio può evolvere in un disturbo dell’apprendimento e, quindi, generare difficoltà a concentrarsi, leggere, scrivere e fare calcoli.
Cosa cambia quando si diventa persone adulte?
In realtà cambiano le situazioni. Man mano che si cresce, la quotidianità e i compiti diventano sempre più complessi. Per esempio, all’università viene chiesto di utilizzare un lessico più articolato, mentre al lavoro di sostenere presentazioni orali su argomenti settoriali. In generale, le persone con disturbi del linguaggio o dell’apprendimento presentano difficoltà nelle funzioni esecutive, ovvero in tutti quei processi cognitivi che permettono alla persona di rimanere concentrata, pianificare, svolgere due compiti contemporaneamente, risolvere determinati problemi: tutte capacità essenziali nella vita quotidiana. Poi c’è anche l’aspetto sociale: l’età adulta implica che le relazioni interpersonali diventino più articolate. Per questo si parla di recupero illusorio: il disturbo non sparisce quando si cresce, ma cambiano le situazioni.
Cosa possiamo fare noi, non professionisti e professioniste, per aiutare?
L’inclusione è la chiave. È fondamentale che bambinə e ragazzə si sentano a proprio agio e inseritə in contesti sicuri. Mi capita spesso di avere pazienti con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) che in classe rifiutano gli strumenti compensativi (per esempio, le mappe concettuali o la calcolatrice) perché si vergognano e si sentono diversə. Tutto ciò genera ripercussioni anche a livello emotivo di cui, a mio parere, non si parla abbastanza. Basti pensare che circa il 30% di bambinə e ragazzə con DSA presenta difficoltà emotive e/o comportamentali, tra cui scarsa autostima, maggiore probabilità di sviluppare problemi d’ansia, depressione o essere vittime di episodi di bullismo.2 Diventa fondamentale l’accettazione del disturbo da parte delle e dei bambinə e delle famiglie: è necessario far capire che anche loro possono raggiungere gli stessi traguardi dei e delle compagnə, soltanto con tempi, strumenti e modalità differenti. E qui entriamo in gioco anche noi persone adulte (non necessariamente professionistə): dobbiamo rassicurarlə sul fatto che non hanno colpe quando non riescono in qualcosa ma che, semplicemente, il loro modo di apprendere e comunicare è differente, non per questo sbagliato. Creare una rete scuola-casa-famiglia è fondamentale per offrire possibilità e strumenti migliori, affinché bambini e bambine di oggi siano serenə e le persone adulte di domani siano sicure di sé.
- Anna Giulia De Cagno, Un recupero illusorio. La persistenza del disturbo del linguaggio, 2025. ↩︎
- Paola Cristofani, Maria Chiara Di Lieto, Claudia Casalini, Chiara Pecini, Matteo Baroncini, Ottavia Pessina, Filippo Gasperini, Maria Bianca Dasso Lang, Mariaelisa Bartoli, Anna Maria Chilosi e Annarita Milone, Specific Learning Disabilities and Emotional-Behavioral Difficulties: Phenotypes and Role of the Cognitive Profile, 2023. ↩︎