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La rivoluzione dei papà

Carlo Crudele, startupper e strategist, ha dato vita a Parola ai Padri, un progetto culturale e di divulgazione che ridefinisce la paternità associandola a una genitorialità condivisa
A cura di Valeria Pantani
05 Dic 2025

L’idea per cui la crescita di figli e figlie sia un compito ad appannaggio esclusivo delle madri è ormai superata, o almeno così sembra. Moltissimi uomini, infatti, vorrebbero essere più partecipi della cura della casa e della famiglia, un lavoro (a tutti gli effetti) che nella maggior parte dei casi grava sulle spalle delle donne. Non stupisce, quindi, che siano proprio le lavoratrici a temere di più il licenziamento o il demansionamento qualora decidessero di avere una o un figliə; in alcuni casi, sono costrette alle dimissioni volontarie: il 20% delle donne lascia il proprio impiego dopo essere diventata madre, spesso a causa dell’assenza di servizi per l’infanzia e della mancanza di condivisione dei compiti di cura in famiglia.

Oggi tre padri su cinque usufruiscono del congedo di paternità (seppur con differenze tra Nord e Sud Italia e in base alla tipologia di contratto lavorativo) affinché le mansioni domestiche e la crescita di figli e figlie non pesi esclusivamente sulle madri, favorendo così la condivisione della cura tra entrambi i genitori e, conseguentemente, il reinserimento lavorativo delle donne senza (più o meno) discriminazioni. I padri di oggi portano avanti una rivoluzione per cambiare la tradizionale visione del “mammo” che aiuta la partner in casa, rinnegando l’idea del male breadwinner model per cui sono solo gli uomini a provvedere economicamente al sostentamento della famiglia mentre le donne si occupano delle mansioni domestiche. Passare dalla paternità tradizionale a una genitorialità condivisa e consapevole è l’obiettivo di Parola ai Padri, progetto culturale nato per ridefinire la paternità e porla al centro del dibattito pubblico.

L’ideatore di Parola ai Padri è Carlo Crudele, startupper e strategist che, dopo diversi episodi di permessi di paternità negati che l’hanno portato a dimettersi per ben due volte, si è chiesto: Perché sembra che questo modello lavorativo, che divide la figura di dipendente da quella di papà, sia ingiusto e discriminatorio soltanto ai miei occhi? Ci sarà qualche altro uomo che vuole cambiare le carte in tavola, proprio come me? E da lì, ha capito che era arrivato il momento di far parlare i padri.

L’occasione è stata fornita dall’edizione zero di Parola ai Padri, evento che si è svolto ad aprile 2025 a Rimini (grazie al supporto di aziende quali Generali, Edison, Lavazza, Fastweb+Vodafone) e a cui hanno preso parte numerosə ospiti, tra cui la sociologa e filosofa Chiara Saraceno, l’economista Azzurra Rinaldi, la saggista e filosofa Maura Gancitano, la sociologa Elena Buccoliero, gli scrittori Luca Trapanese, Matteo Bussola, Matteo Saudino, la manager Sonia Malaspina, il pedagogista Daniele Novara, le giornaliste Francesca Folda e Mariangela Pira.

Parola ai Padri 2025 ha rappresentato un momento per dialogare e confrontarsi su cosa significa essere papà al giorno d’oggi seguendo 4 keywords:

  1. inclusione, per analizzare il ruolo dei padri nel racconto della diversità;
  2. adolescenza, una fase della vita cruciale nel definire il rapporto con le e i figliə;
  3. scuola, per parlare del sostegno dei papà nel percorso scolastico e nella crescita emotiva delle e dei figliə;
  4. gender gap e genitorialità condivisa quale chiave per un futuro più equo.

Questo squilibrio genitoriale provoca nelle madri (soprattutto nelle neo mamme) problematiche anche a livello psicologico. Secondo la ONG internazionale Make Mothers Matter,1 oltre il 67% delle madri afferma di sentirsi mentalmente sovraccaricata e la metà dichiara di aver sperimentato episodi d’ansia, depressione o burnout. Inoltre, prima della maternità, il 74% delle intervistate lavorava a tempo pieno ma la percentuale scende al 49% dopo le e i prim figliə mentre il 15% abbandona completamente il lavoro. Solo il 35% beneficia di un reinserimento graduale e il 46% di flessibilità oraria. Spesso il problema è rappresentato proprio dalle politiche lavorative e non dall’indifferenza dei papà che, invece, vorrebbero avere un ruolo più centrale.

Oggi Parola ai Padri è in continua trasformazione: l’obiettivo è rilanciare nuovi contenuti dedicati alla paternità online, tramite social e piattaforme audio. E una nuova edizione dell’evento? «È un progetto a cui tengo tantissimo e a cui lavoro da mesi, ma che rimane piccolo», ha raccontato Carlo Crudele «perciò nulla è certo. Ogni attività messa in cantiere dipende da tantissimi fattori. Quello che ci manca dal punto di vista delle risorse lo colmiamo con tantissime idee e forza di volontà. Stiamo lavorando all'edizione uno, che si terrà sempre a Rimini il 9 maggio 2026: vorremmo renderla più grande e più variegata, quasi un festival diffuso, che possa coinvolgere non solo i padri ma anche partner e figli e figlie. Senza di loro, d'altronde, c'è ben poco di famiglia».

  1. L’indagine di riferimento, State of motherhood in Europe 2024, analizza la maternità in Europa. ↩︎
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