Violenza di generelavoroparità

Testimoni attivə: in Philips la responsabilità di un ambiente inclusivo è condivisa

A cura di Sabrina Tracuzzi
19 Nov 2025

In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, Philips ha invitato tutte le sue persone a un momento di confronto e riflessione sulle diverse forme di violenza che si insinuano, spesso in modo inconsapevole, non solo nella sfera privata ma anche − e soprattutto − in quella professionale.

Parlare di violenza di genere significa andare oltre la contrapposizione vittima-carnefice. Nella vita professionale, infatti, la violenza raramente assume forme estreme, ma si manifesta e si alimenta attraverso piccoli gesti, nelle battute, nei silenzi, negli sguardi che, pur senza intenzione, normalizzano atteggiamenti discriminatori. Riconoscerli è il primo passo per costruire relazioni fondate sul rispetto e l’ascolto reciproco.

Come ha sottolineato Livio Zingarelli, Direttore Risorse Umane Philips Italia, Israele e Grecia, «Confrontarsi apertamente con fenomeni che attraversano la nostra società, come la violenza di genere, è una responsabilità che sentiamo profondamente, come azienda e come comunità di persone. Affrontarli anche in un contesto lavorativo significa riconoscere che il nostro ruolo non si esaurisce all’interno del perimetro aziendale: può incidere nella società, nelle relazioni quotidiane e nei comportamenti di ciascuno di noi. Creare un ambiente di lavoro inclusivo, in cui ognuno si senta libero di esprimersi e di essere ascoltato, è parte di questo impegno e ci consente di liberare quell’energia collettiva che è alla base della crescita e dell’innovazione in Philips».

La piramide della violenza e il coraggio di agire
A partire dal modello della piramide della violenza, le relatrici e i relatori hanno invitato a riflettere su come le forme più gravi di abuso affondino le radici in comportamenti apparentemente innocui: un linguaggio sessista, una battuta inopportuna, l’uso di stereotipi di genere. Secondo i dati ISTAT, oltre il 30% delle donne italiane ha dichiarato di aver subito molestie o commenti inappropriati sul lavoro: segnali che ricordano quanto sia fondamentale non banalizzare le micro-aggressioni quotidiane. Prendere consapevolezza di queste dinamiche significa imparare a riconoscerle e correggerle, promuovendo una cultura del rispetto che si traduce in gesti concreti.

In questo percorso, si inserisce la figura del guastafeste felice, introdotta dallo scrittore e formatore Girolamo Grammatico intervenuto insieme a Valentina Dolciotti, consulente e formatrice DEI, all’incontro. Il guastafeste felice è chi, di fronte a un comportamento scorretto, sceglie di non restare in silenzio. Con rispetto, ma con fermezza, decide di rompere la festa, di non assecondare ciò che è sbagliato, di non restare in silenzio, dichiarando simbolicamente: «Se questa è la festa, io non ci sto».

Non si tratta di un gesto di ribellione, ma di coraggio. Un atto magari piccolo ma potente, che può cambiare il clima di un ambiente e promuovere una cultura del rispetto diffusa.

Le parole contano
Anche le parole contano, perché non sono mai neutre: possono ferire, ma anche costruire. Per questo Philips collabora da anni con Parole O_Stili, realtà che promuove un linguaggio consapevole e rispettoso. Scegliere con cura ciò che diciamo significa dare forma ai valori aziendali e contribuire a creare un ambiente di lavoro dove dialogo e rispetto diventano parte naturale del modo di collaborare.

Questo impegno trova un riscontro concreto anche negli strumenti messi a disposizione delle persone dall’azienda, come la policy Speak Up, che permette di segnalare in modo sicuro e anonimo comportamenti non coerenti con i principi di Philips. Come ha spiegato Sara Era, Responsabile Inclusion & Diversity di Philips Italia, «Speak Up è più di un canale di segnalazione: è un segno di fiducia reciproca. Dare voce a chi sceglie di farsi sentire significa rafforzare una cultura fondata sul rispetto e sull’ascolto, dove ciascuno si sente parte di un impegno collettivo di creare un ambiente di lavoro davvero inclusivo e sicuro».

Questa iniziativa realizzata da Philips è la dimostrazione che la violenza di genere non si combatte solo denunciandola, ma prevenendola ogni giorno, attraverso le parole che scegliamo, i gesti che compiamo e la capacità di ascoltare, anche nei luoghi di lavoro.

Registrazione Tribunale di Bergamo n° 04 del 09 Aprile 2018, sede legale via XXIV maggio 8, 24128 BG, P.IVA 03930140169. Impaginazione e stampa a cura di Sestante Editore Srl. Copyright: tutto il materiale sottoscritto dalla redazione e dai nostri collaboratori è disponibile sotto la licenza Creative Commons Attribuzione/Non commerciale/Condividi allo stesso modo 3.0/. Può essere riprodotto a patto di citare DIVERCITY magazine, di condividerlo con la stessa licenza e di non usarlo per fini commerciali.
magnifiercrosschevron-down