
Generali, le alleanze che fanno la differenza
Esiste un modo di affrontare la violenza contro le donne che, per le aziende, passa anche dalle relazioni industriali, dalle trattative con i sindacati, dalla costruzione paziente di clausole contrattuali che diventano tutele concrete. È quello che ha fatto Generali, rendendo questa pratica un modello esemplare nel panorama aziendale italiano: un approccio in cui la contrattazione integrativa diventa strumento di prevenzione e protezione, creando un ponte tra esigenze delle lavoratrici e responsabilità d’impresa.
Questo impegno ha portato alla sottoscrizione del protocollo Tolleranza Zero, contro ogni forma di violenza di genere sul luogo di lavoro, siglato insieme alle organizzazioni sindacali all’interno del dibattito scaturito nella Commissione Paritetica Pari Opportunità, all’indomani del conseguimento della certificazione di parità di genere.
Il testo impegna la compagnia a garantire un ambiente di lavoro libero da qualsiasi forma di violenza, molestia o discriminazione, definendo le condotte non tollerate e vietate all’interno dell’azienda e stabilendo procedure, meccanismi di informazione e percorsi di tutela per le vittime. In particolare, l’accordo assicura misure di protezione e prevenzione delle azioni di violenza e di molestia, accanto a processi di segnalazione puntuali seguiti da azioni disciplinari, oltre a prevedere percorsi di formazione diretti a tutto il personale aziendale.
«Generali è stata la prima azienda assicurativa italiana a sottoscrivere un protocollo contro ogni atto di violenza e/o molestia di genere: un accordo innovativo, sviluppato insieme alle organizzazioni sindacali nell’ambito della Commissione Paritetica Pari Opportunità, volto a prevenire e contrastare i comportamenti inappropriati all'interno dell'ambiente lavorativo», precisa Maria Cristina Muglia, Head of Industrial Relation, Legislation and Litigation di Generali Italia. «È fondamentale per noi promuovere una cultura aziendale basata sul rispetto, e per questo ci impegniamo a prevenire e affrontare ogni situazione che possa mettere a rischio il benessere di tutte le persone».
In tale contesto, è stato istituito un organismo dedicato alla gestione delle segnalazioni di molestie e violenze di genere, cui è possibile rivolgersi tramite apposito canale e-mail e che garantisce riservatezza e tutela per chi segnala e per le figure coinvolte.
Il protocollo Tolleranza Zero, tuttavia, non è il primo né l’ultimo atto con cui Generali ha dimostrato la concreta volontà di tradurre in fatti l’impegno per i diritti delle proprie persone. Già da anni, infatti, attraverso la contrattazione integrativa aziendale e le policies aziendali, la compagnia ha adottato misure innovative sul fronte della conciliazione vita-lavoro e della valorizzazione della genitorialità. In particolare, con il contratto integrativo aziendale sottoscritto nell’aprile 2025, è stata dedicata, per la prima volta nel percorso di contrattazione collettiva del gruppo, una sezione per i diritti sociali, dove sono contenuti strumenti concreti di tutela e sostegno, dimostrazione reale di quanto la compagnia crede sia importante farsi carico delle esigenze dei propri e delle proprie dipendenti.
Oltre a formalizzare il processo di gestione dedicato alle pari opportunità in azienda, questo nuovo contratto ha rafforzato ulteriormente gli strumenti concreti di tutela per le persone, ad esempio attraverso la previsione di un’integrazione economica per il congedo parentale, quale forma di supporto nell’accudimento dei figli, nonché di un massimale dedicato per servizi di supporto psicologico nell’ambito delle garanzie sanitarie. Si tratta di misure che nella pratica quotidiana fanno la differenza per chi deve gestire situazioni familiari particolarmente impegnative, per chi ha bisogno di flessibilità in momenti critici, per chi cerca un ambiente di lavoro che non si limiti a tollerare le diversità ma le valorizzi attivamente.
Molte e diversificate anche le azioni a supporto dell’empowerment femminile e per la riduzione del divario di genere, con l’impegno da parte dell’azienda di eliminare il gender gap e le differenze retributive tra uomini e donne.
«Già dal 2021, in Italia Generali ha introdotto nel proprio contratto integrativo aziendale misure concrete a tutela dei propri dipendenti e, in particolare, di quelli vittima di violenza», spiega Léa James, Head of Diversity, Equity & Inclusion di Generali Italia. «Con strumenti come permessi retribuiti da utilizzare per appuntamenti medici, procedimenti legali e altre attività di contrasto agli abusi domestici, congedi fino a sei mesi per le colleghe inserite in percorsi di protezione, o ancora supporto psicologico, ci impegniamo a garantire un ambiente di lavoro sicuro e inclusivo, estendendo la protezione oltre i confini aziendali. Le nostre persone devono potersi sentire al sicuro, sempre».
Questo impegno non è passato inosservato, dal momento che, già nel novembre 2023, Generali è diventata la prima compagnia assicurativa in Italia a ottenere la certificazione di parità di genere rilasciata da RINA, multinazionale di certificazione attiva in più di 70 Paesi. Con questo riconoscimento RINA ha voluto premiare la compagnia per il suo impegno pluriennale nelle politiche di gender equality.
Tante, inoltre, le attività di collaborazione con associazioni e fondazioni, rivolte alle comunità in cui la Compagnia opera, tra cui Fondazione Libellula, Pari, PARKS Liberi e uguali, Valore D. In particolare, Generali sostiene DonneXStrada: l’associazione non-profit si occupa di violenza contro le donne e sicurezza in strada. Dal 2024 è stato avviato un progetto che ha portato 53 delle agenzie della rete della Compagnia a diventare Punti Viola, ovvero spazi di ascolto e supporto ove chi subisce violenza può trovare assistenza immediata e orientamento verso i servizi competenti. Un ulteriore strumento per contribuire alla sicurezza e al benessere della comunità, rafforzando il legame con il territorio e gettando le basi per una cultura aziendale più consapevole sui temi della violenza.