
La cultura del rispetto come punto di partenza
Alessandra, da dove nasce questa esigenza?
In questo momento la società in cui viviamo è fortemente interessata da un clima di violenza di genere. Per questo Hera risponde all’esigenza di affrontare un tema che purtroppo è diventato di attualità e che è tra i più dibattuti e sentiti anche all’interno della nostra Community interna online, Diversity Hub, dove colleghe e colleghi sono liberi di esprimere i propri pensieri e le proprie opinioni su temi DE&I. Inoltre, desideriamo che l’azienda sia percepita dalle nostre persone come un luogo sicuro, a cui rivolgersi in caso di eventuali molestie subite all’interno o all’esterno.
Come è stato sviluppato il nuovo progetto formativo?
Partendo dal rispetto: laddove riusciamo a creare un clima di rispetto non arriveremo a situazioni di molestie o violenza. Abbiamo intrapreso un percorso di consapevolezza che ha coinvolto quasi 200 persone. Attraverso focus group (con soli uomini, con sole donne e misto), è stato esplorato il vissuto di colleghe e colleghi in azienda, rispetto a queste tematiche. Sono emerse percezioni ed esperienze molto
variegate. È stato poi organizzato un momento formativo dedicato alle persone delle risorse umane. Infine sono state realizzate le pillole formative disponibili sulla nostra piattaforma online di formazione, rivolte a tutta la popolazione aziendale e in particolare a chi ha ruoli di responsabilità.
Perché si è partiti dalle risorse umane?
Perché sono colleghe e colleghi con un ruolo di responsabilità rispetto al benessere delle persone e rispetto alla costruzione di un clima di rispetto. Inoltre più di altri potrebbero essere chiamati a gestire eventuali episodi legati a molestie o violenza di diverso genere.
Questo progetto si inserisce in un quadro più ampio di iniziative portate avanti dal Diversity Management di Hera per creare un ambiente di lavoro sicuro, inclusivo e basato sul rispetto. Ci fai qualche altro esempio?
Negli anni abbiamo promosso numerosi cicli di incontri che hanno contribuito a diffondere la cultura del rispetto in azienda, penso ad esempio ai webinar Con il dovuto rispetto, o più recentemente, al progetto Parole che uniscono, volto a sensibilizzare le persone sull’importanza di un linguaggio inclusivo nel quale tutte e tutti si sentano riconosciuti. Inoltre come Gruppo Hera abbiamo dato la nostra adesione alla rete
PARI. Insieme contro la violenza di genere, un’associazione di aziende e organizzazioni che promuove iniziative di sensibilizzazione, eventi, webinar per favorire una cultura del rispetto. Ci tengo però a dire che il contrasto alla violenza di genere è solo uno dei filoni strategici su cui ci stiamo concentrando in questo biennio: il nostro approccio è intersezionale e per questo si affianca e si intreccia con gli altri tre filoni del programma: linguaggio inclusivo, neurodivergenze, genitorialità e longevità.