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Tra corpo e mente: promuovere la salute al lavoro

In un contesto lavorativo che richiede performance costanti, è fondamentale riconoscere l'importanza del benessere fisico, mentale e relazionale di chi lavora. In Sky, questo approccio prende forma attraverso dei progetti che mettono al centro la salute come esperienza collettiva. Ne parliamo con Federica Amatucci e Fabiola Dilorenzo, chairs del network Body&Mind
A cura di Elisa Belotti
25 Set 2025

Tramite la vostra esperienza, perché è importante affrontare i temi della salute fisica e mentale anche all’interno di un contesto corporate? E qual è il ruolo delle figure apicali in questo processo?
Noi siamo partite dalla consapevolezza che l’azienda è spesso percepita come un luogo in cui bisogna solo performare. A volte ci si dimentica che le persone non sono solo lavoratori e lavoratrici, ma esseri umani con una vita privata, emozioni, fragilità. È un retaggio culturale che separa nettamente lavoro e vita personale, ma la realtà è che portiamo sempre con noi tutta la nostra individualità, anche in ufficio. E se non stiamo bene, non possiamo lavorare in modo efficace. Per questo è importante parlare in azienda di salute e benessere, offrendo strumenti concreti per prendersene cura, sia sul piano fisico sia mentale. È utile che l’azienda supporti chi lavora al suo interno anche nei momenti di difficoltà. All’estero, ad esempio, ci sono realtà che prevedono un giorno di pausa per la salute mentale: non staccare può peggiorare la situazione e portare al burnout. Il benessere delle persone è il benessere dell’azienda. È fondamentale, però, che le figure apicali siano coinvolte in questo processo. Se l’iniziativa nasce solo dal basso, a un certo punto rischia di fermarsi. Se chi ha responsabilità si concentra esclusivamente sulla performance, viene a mancare un clima di benessere. Quando invece chi è “in alto” partecipa attivamente a iniziative di sensibilizzazione, anche le altre persone dell’azienda – soprattutto quelle più junior – si sentono più legittimate a farlo.

In che modo Sky coinvolge attivamente le proprie persone nella costruzione di progetti legati al benessere? Potete raccontarci alcune iniziative di Body&Mind che vi rendono particolarmente orgogliose?
Già solo il fatto che Sky abbia creato il network Body&Mind è un segnale concreto di coinvolgimento attivo. Tutte le iniziative vengono pensate da noi che ne facciamo parte, con libertà nell’utilizzo degli spazi e nella realizzazione delle idee creative. Il successo di Body&Mind deriva proprio dalla partecipazione attiva. Il format che ha avuto più successo – sempre sold out – è un cineforum in una versione più leggera e interattiva, adatta alla pausa pranzo: il “Ciak…si pranza!”. Guardiamo insieme spezzoni di film legati a un tema specifico mentre mangiamo e anche il cibo è scelto in relazione al tema trattato. Quando l’argomento erano gli stereotipi, ad esempio, abbiamo servito piatti che sembravano una cosa ma erano un’altra, per giocare proprio sul tema della percezione. La modalità informale aiuta molto a stimolare il dibattito, e a volte abbiamo anche ospiti che animano la discussione. Un’edizione speciale è stata dedicata al tema del fallimento, per contrastare proprio l’idea di performance continua. In quell’occasione abbiamo invitato alcuni talent che solitamente vediamo in pieno successo davanti alle telecamere e che hanno condiviso momenti in cui hanno commesso errori o affrontato difficoltà, è stato un momento davvero autentico. L’iniziativa di cui siamo più orgogliose è però lo Sportello di Supporto Psicologico. L’idea è che, così come ci si rivolge a un medico per un problema fisico, dovrebbe essere altrettanto semplice accedere a un aiuto psicologico. Il progetto pilota ha previsto 72 slot, esauriti in meno di 48 ore: è stato un vero successo. Abbiamo poi organizzato molte altre iniziative: un book club, Book&Mind, un festival interamente dedicato ai temi del benessere psicofisico, con lezioni di yoga, accoglienza in sede con free hugs e un workshop sull’intuitive eating.

Avete quindi scelto un approccio olistico alla salute. Come si traduce questo sguardo nella
cultura aziendale?

Il senso delle nostre iniziative è non fermarsi mai a una singola azione, ma ricordare che il benessere è a 360 gradi. Nella vita lavorativa di ogni giorno è fondamentale immedesimarsi nella situazione della o del collega: riconoscere che chi ci sta accanto è prima di tutto un essere umano, con fatiche invisibili, magari problemi di salute o difficoltà legate alla sfera mentale. Queste iniziative ci aiutano a ricordare che, oltre a ciò che vediamo, c’è sempre una persona con una storia e che sospendere il giudizio è fondamentale. Il nostro obiettivo è contribuire a creare un ambiente di lavoro più sano, in cui sia anche più piacevole venire ogni giorno. Questo è, per noi, il risultato più grande. In più, coltivare questo sguardo integrato ci aiuta a entrare in una modalità mentale diversa, più aperta, che si riflette positivamente anche nel modo in cui lavoriamo.

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