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Welfare aziendale contro i disturbi alimentari: supporto psicologico per dipendenti

Mediobanca ha lanciato una campagna di sensibilizzazione sui disturbi del comportamento alimentare con Animenta APS. Dall'autunno è attivo un servizio di sostegno digitale. Già operative tre sedute gratuite con psicologhe e psicologici online tramite Unobravo
A cura di Antonella Patete
25 Set 2025

Sensibilizzare, informare, fornire supporto concreto. E soprattutto mettere al centro il benessere fisico e mentale delle proprie e dei propri dipendenti, intercettando tutte quelle questioni che possono essere fonte di disagio, se non trasformarsi in veri e propri disturbi. È con questo obiettivo che Mediobanca ha lanciato una serie di iniziative dedicate alla salute mentale e, in particolare, ai disturbi del comportamento alimentare (DCA). «Il progetto si inserisce all’interno del programma #TakeCare, ideato per sostenere il benessere delle persone», spiega Simona Pirro del team DE&I, Employee Engagement and Internal Communication. «All’interno di questo programma realizziamo una serie di iniziative di comunicazione e di sensibilizzazione sulle tematiche del benessere psicologico e fisico a 360 gradi. L’interesse per il tema dei disturbi del comportamento alimentare nasce all’interno di questa cornice».

È così che è partita la campagna di sensibilizzazione rivolta alle e ai dipendenti e lanciata lo scorso 15 marzo, in occasione della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, che dal 2012 ricorre ogni anno sostenuta da associazioni, scuole, enti locali e aziende che, come Mediobanca, si uniscono a tutte queste realtà per accendere i riflettori su un tema ancora troppo spesso invisibile. «Questa filosofia è da sempre parte del DNA del nostro gruppo, ma ha ricevuto un impulso ancora più forte a partire da marzo 2022, quando abbiamo lanciato il progetto toDEI, volto a creare un ambiente di lavoro sempre più inclusivo», aggiunge Olimpia Di Venuta, responsabile del team DE&I, Employee Engagement and Internal Communication. «In quest’ottica», prosegue, «è emersa la necessità di affrontare con maggiore attenzione temi vicini ai bisogni reali delle persone. Molte delle iniziative che abbiamo promosso, infatti, sono nate proprio dai suggerimenti e dalle richieste del personale. Tra questi, anche il tema dei disturbi alimentari è stato sollevato durante momenti di confronto informali: in moltə hanno espresso il desiderio di comprenderlo meglio, sia per i/le propriə figliə che per sé stessə. Non è un tema che riguarda solo gli/le adolescenti. Sempre più persone adulte e genitori vivono in prima persona queste difficoltà, e spesso non sanno come affrontarle. Il nostro obiettivo è rompere il silenzio, fornire supporto e normalizzare il dialogo su argomenti che toccano profondamente la vita di molte persone».

La campagna di consapevolezza è stata sviluppata in collaborazione con Animenta APS, associazione non profit fondata da Aurora Caporossi, che ha vissuto in prima persona un disturbo del comportamento alimentare e ha deciso di trasformare la sua esperienza in un progetto di impatto sociale. L’iniziativa, pensata per aiutare i dipendenti e le dipendenti a riconoscere i segnali di presenza di un disturbo alimentare all’interno del proprio team, ha avuto un seguito il 14 maggio con l’evento dal vivo “Io ti vedo: cosa c’è dietro un disturbo alimentare”, che si è tenuto al Teatro Filodrammatici di Milano. «Oltre 150 persone – tra dipendenti, familiari e ospiti esternə – hanno preso parte a un incontro intenso e partecipato, organizzato con Animenta», spiega Pirro. «Tra gli interventi più toccanti, la testimonianza di Jolanda Renga, figlia di Ambra Angiolini e attivista sul tema, che ha raccontato la propria esperienza familiare legata ai DCA. Insieme ad Animenta e a sua madre Ambra, che da tempo lavora insieme ad Animenta per riscrivere la narrazione sui DCA, Jolanda Renga ha ideato la campagna “Non è il cibo il mio disturbo alimentare”, che ha fornito il punto di partenza per l’evento al Teatro Filodrammatici». Nel corso della serata si è svolto anche un dibattito con la founder di Animenta, lo scrittore Matteo Bussola – autore del romanzo “La neve in fondo al mare” (Einaudi 2024) che affronta il tema dei disturbi alimentari – e lo psichiatra e nutrizionista Stefano Erzegovesi.

L’impegno di Mediobanca, però, non si ferma qui. A partire dall’autunno, il gruppo lancerà una partnership con Comestai, lo spin-off di Animenta che si occupa di fornire servizi alle aziende per migliorare, attraverso il digitale, l’accessibilità ai trattamenti per DCA. L’obiettivo, in questo caso, è mettere a disposizione del personale gruppi di sostegno, consulenze e strumenti concreti per affrontare i DCA, sia sul piano personale che familiare. A conferma di questo impegno, continua anche la collaborazione con Unobravo, il centro medico che offre supporto psicologico online. «I dipendenti e le dipendenti potranno usufruire di tre sedute con uno psicologo», sottolinea Di Venuta. «Dal confronto con lo staff di Unobravo è emerso che i disturbi alimentari sono tra le principali aree emergenti di chi inizia un percorso di supporto: un segnale chiaro della rilevanza e dell’urgenza della questione, anche in contesti professionali». Anche questa collaborazione rientra nel percorso toDEI per promuovere ambienti di lavoro più inclusivi. Un progetto che nasce dall’ascolto delle persone e cresce grazie alle loro richieste, in un dialogo continuo tra azienda e dipendenti. Un impegno che dimostra come anche una banca possa – e debba – essere un presidio di salute, empatia e responsabilità sociale.

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