IL POTERE DELLA COMMUNITY A SOSTEGNO DELLA AUTODERMINAZIONE DI OGNI PERSONA

di Vanessa Bocchi

Due anni e mezzo fa le vite di molte persone cambiavano radicalmente con l’avvento della pandemia. C’è chi in quel periodo ha sentito di dover fare qualcosa anche per gli altri, non limitandosi più alla propria piccola cerchia. Proprio allora tre donne fondavano tre realtà diverse, ma con un unico obiettivo: quello di aiutare altre persone ad esprimere il proprio potenziale e la propria unicità, andando oltre i confini della mente, con la convinzione che sognare in grande possa essere la normalità.

Sono Valeria Casani di Girls Restart, Paolina Consiglieri di Non è tutto rosa e Odile Robotti de La carica delle 101.

La community di Girls Restart conta oltre seimila donne, con background, seniority ed estrazioni differenti. Ne fanno parte C-level, imprenditrici, libere professioniste, impiegate, docenti, coach e native digitali.

“Per noi la diversità è un valore e lo scambio cross generazionale, di background e di seniority è uno dei cardini della nostra community. Proprio grazie al potenziale e all’impegno di chi fa parte del nostro gruppo, è possibile concepire e realizzare programmi di qualità per sostenere le donne che lavorano e sviluppare competenze sia soft che hard. Stimolare competenze ed intelligenze è uno degli obiettivi della community. Per esempio, con la nostra smart mentorship – Consiglio sospeso – lavoriamo sull’intelligenza intra-personale. Avere la possibilità di confrontarsi con mentors qualificati aiuta a conoscersi meglio e a mettere a fuoco ciò che si sente e ciò che si vuole.”

Quando si parla di leadership, la sua co-fondatrice spiega come in Girls Restart sia diffusa e non gerarchica, oltre che ispirata ai principi dell’agile, dove ognuno partecipa e dona il suo tempo e le sue competenze.

Se stimolare l’intelligenza è tra gli obiettivi delle restarter, anche la Carica delle 101 ha grandi ambizioni. Infatti, Odile Robotti, che con altre donne ha messo a disposizione la propria esperienza lavorativa e un network coltivato negli anni per supportare le giovani generazioni di startupper, spiega come e perché è nata l’iniziativa: “Siamo partite dalla riflessione che se il paese ha bisogno di crescere è dai giovani che bisogna ripartire. Appena cominciato eravamo 101 ora siamo circa 140 e continuiamo a crescere. Siamo qui per aiutare le start up a migliorarsi ed evolversi. Non è facile come mostrano le storie di successo, dietro ci sono fatica e fallimenti che difficilmente vengono mostrati. Per questo è importante che ci sia un supporto, come quello che diamo noi”.

Attraverso gli incontri “Outsider Inn” un gruppo di 8-10 donne incontra la startup, ponendosi senza giudizio e con l’intento di permettere agli startupper di guardare in lontananza e andare oltre il proprio business, in modo da vedersi con occhi nuovi e poter immaginare nuovi approcci.

Quando si fa proprio il concetto che aiutando gli altri in realtà aiutiamo noi stessi, nascono iniziative come Non è tutto rosa di Paolina Consiglieri. L’iniziativa è nata con un podcast, attraverso il quale venivano intervistate donne diverse tra loro che condividevano la loro esperienza, compresi gli ostacoli e le difficoltà. Avendo ricevuto subito un ampio riscontro, oggi Non è tutto rosa è anche un’organizzazione no profit, che aiuta tutte le donne a realizzarsi, senza distinzioni legate alla professione o alla classe sociale di appartenenza. Consiglieri spiega che “non tutte vogliono essere leader, ma tutte meritano di raggiungere la serenità. Ho dato vita a “Non è tutto rosa” con l’obiettivo finale di aiutare donne in difficoltà economica per offrire loro percorsi di coaching e formazione, in modo da acquisire piena consapevolezza del proprio potenziale, oltre all’indipendenza economica ed emotiva necessaria”.

Dopo il successo della scorsa edizione, a settembre partirà la seconda edizione di Non è tutto rosa – on the road, che vedrà un van e un team di esperti in viaggio per l’Italia ad offrire percorsi formativi e sessioni in cui confrontarsi in libertà, imparando a conoscere meglio gli altri, partendo da se stesse.

Spread inclusion all around the globe

Author: administer