IL MODELLO DI SUCCESSO DEL GRUPPO BANCA ETICA

Il Gruppo ottiene la certificazione ISO Diversity & Inclusion

a cura della Redazione

Il 2022 porta un grande risultato per Il gruppo Banca Etica. È il primo in Italia – e tra i primi al mondo – ad ottenere la certificazione ISO 30415:2021 Diversity & Inclusion Management, il riconoscimento per la gestione delle risorse umane secondo il nuovo standard internazionale, focalizzato sulla valorizzazione delle diversità e la riduzione delle diseguaglianze sui luoghi di lavoro.

Oggi Banca Etica, la capogruppo, conta 45 mila soci e 82 milioni di capitale sociale; una raccolta di risparmio di oltre 2 miliardi di euro e finanziamenti per oltre un miliardo a favore di iniziative di organizzazioni, famiglie e imprese nei settori della cooperazione e innovazione sociale, cooperazione internazionale, cultura e qualità della vita, tutela dell’ambiente, turismo responsabile, agricoltura biologica, diritto alla casa, legalità. “Banca Etica adotta una politica di valutazione del credito che tiene conto anche di parametri socio ambientali – spiega Francesco Peraro, Coordinatore politiche delle Risorse Umane del Gruppo – Le tematiche legate all’inclusione e alla valorizzazzione delle diversità sono prese in carico dal gruppo nei processi core e quindi anche in quello di erogazione del credito perché sono parte fondante del nostro DNA”.

L’attenzione alle tematiche di sostenibilità infatti è parte del modus operandi del Gruppo Banca Etica e delle sue quasi cinquecento persone suddivise tra Italia e Spagna (con i siti di Bilbao, Barcellona e Madrid).

Dottor Peraro, come siete arrivati a questo importante risultato?

Abbiamo iniziato il percorso di Diversity & Inclusion diversi anni fa. La certificazione ISO 30415:2021 è per noi un grande risultato di cui siamo orgogliosi, ma allo stesso tempo un “punto di ri-partenza”, uno strumento in più per monitorarsi e darsi degli obiettivi di miglioramento continui. L’attenzione che abbiamo sulla partita dell’inclusione e della diversità nasce nel Gruppo Banca Etica con una serie di azioni sviluppate anche con partner esterni con l’obiettivo di essere sempre più attenti alle tematiche D&I e alle politiche di inclusione reali.

Quali requisiti sono stati certificati?

L’Organismo di Certificazione CertiW® ha verificato la conformità del Gruppo Banca Etica rispetto ai requisiti individuati dalla stessa certificazione, relativamente ai processi di; Pianificazione forza lavoro; Remunerazione; Assunzione; Inserimento; Formazione e sviluppo; Valutazione delle prestazioni; Piani di successione; Mobilità; Cessazione del rapporto di lavoro; Progettazione e produzione; Relazioni catena fornitori; Relazioni con Stakeholder.

Come si concretizza l’impegno del Gruppo Banca Etica?

È stato costituito uno specifico Team di progetto che ha stilato il “Piano pluriennale per il benessere organizzativo”, strutturato in più aree di lavoro. Una di queste è proprio quella dedicata alla D&I delle persone lavoratrici.

Ma le attenzioni all’inclusività di genere sono presenti anche in ambito di governance del Gruppo. In particolare, pur non essendo società quotate, sia Banca Etica che Etica Sgr hanno la previsione statutaria che definisce la presenza di consiglieri e consigliere del Cda di almeno un terzo del genere meno rappresentato. E Banca Etica, negli scorsi mandati ha avuto un cda e un comitato etico con prevalenza femminile.

L’attenzione all’inclusione emerge anche nella proposta commerciale, segnata da indicatori del piano strategico e da specifiche iniziative di sviluppo che hanno un particolare focus sull’imprenditoria di genere e sui soggetti imprenditoriali che sostengono l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità.

Quali attività sono state portate avanti sul fronte HR?

Sono sempre quelle che rientrano nel “Piano pluriennale per il benessere organizzativo”. Si tratta di uno strumento di pianificazione nato tre anni fa a partire da una survey rivolta alle nostre persone lavoratrici. Il piano prevede una serie di attività e progetti aventi come focus la valorizzazione della diversità, in particolare quella di genere. Questo perché la survey evidenziava aree di miglioramento proprio su questo ambito con particolare riferimento (ma non solo) a fattori culturali quali linguaggio, atteggiamenti e stereotipi.

A quel punto cosa avete fatto?

Abbiamo definito appunto un piano di lavoro organico che ha previsto diverse azioni:

• abbiamo avviato un percorso formativo di durata pluriennale che ha coinvolto i consiglieri e le consigliere dei Cda delle società del gruppo e sta coinvolgendo tutta le persone lavoratrici relativamente al linguaggio di genere in collaborazione con la Fondazione Libellula;

• contestualmente abbiamo costituito la figura della Consigliera di Fiducia, al fine di dare risposta e supporto immediati nel caso di situazioni discriminatorie;

• abbiamo attivato un strumento puntuale di monitoraggio dei principali indicatori di genere denominato “Osservatorio di genere”;

• abbiamo poi aperto uno sportello di Counseling interno per poter dare alle persone uno spazio di ascolto e confronto;

• abbiamo infine riscritto lo Statuto sempre in ottica di linguaggio di genere.

Quali altri progetti sono stati avviati in ambito D&I?

È nato poi un percorso di comunità di pratiche. Si tratta di gruppi formati su base volontaria dalle persone lavoratrici che, indipendentemente dal loro ruolo in azienda, accomunati dall’essere sensibili a una determinata tematica, si uniscono per ricercare possibili soluzioni relativamente a un problema. Le quaranta colleghe e colleghi delle comunità di pratica hanno lavorato e stilato delle linee guida sui comportamenti da adottare e una lista di progettualità specifiche, al fine di rafforzare la capacità del Gruppo di valorizzare le diversità ed evitare comportamenti discriminatori.

Inoltre la strategia di comunicazione interna gioca un ruolo fondamentale: ogni settimana pubblichiamo sui canali aziendali una pillola di “saggezza”. L’obiettivo è sempre quello di creare una organizzazione più inclusiva capace di fare la differenza anche all’esterno.


COME OTTENERE LA CERTIFICAZIONE ISO 30415:2021?

I requisiti per ottenere la certificazione sono: riconoscere la diversità ovvero valorizzare tutte le persone individualmente e come gruppi, apprezzare il modo in cui le diverse dimensioni della diversità si intersecano; governare in modo efficace, ossia promuovere l’impegno del top management nei confronti di diversità e inclusione attraverso l’uso di sistemi, politiche, processi e prassi inclusivi; agire in modo etico e socialmente responsabile, promuovendo un’occupazione produttiva e un lavoro dignitoso per tutti. Inoltre, è necessario lavorare in modo inclusivo: consentire e sviluppare un ambiente di lavoro accessibile e rispettoso che favorisca l’inclusione e il senso di appartenenza; comunicare in modo inclusivo ossia rispondere ai bisogni delle persone che entrano nell’organizzazione, relazionarsi alle comunicazioni in modi diversi. Ultimo requisito è quello di diffondere la diversità e inclusione: influenzare e promuovere attivamente l’organizzazione inclusiva anche nelle relazioni con gli stakeholder.

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Author: administer