COME INCLUDERE LE NEURODIVERSITÀ SUL LUOGO DI LAVORO?

a cura di Eli Lilly e AID

Tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo sentito parlare di Dislessia, ma la maggior parte non sa davvero di cosa si tratti, né tantomeno, ha chiaro come la conoscenza e la comprensione di questa caratteristica possano essere utili nel contesto lavorativo. Ma quando parliamo di dislessia di cosa parliamo? La Dislessia fa parte dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento, è la più frequente e spesso il termine Dislessia viene utilizzato per fare riferimento a tutti i DSA. Oltre alla Dislessia, che impatta nello specifico la capacità leggere, ne fanno parte anche la Disortografia e la Disgrafia, che riguardano le abilità di scrittura, e la discalculia, che riguarda l’operare con i numeri in modo veloce ed accurato. Questi disturbi si rendono evidenti nei primi anni di scuola e comportano difficoltà nell’imparare a leggere e scrivere, nel memorizzare le tabelline, nel fare rapidamente calcoli a mente e scritti, nello scrivere in modo comprensibile e corretto, nel memorizzare sequenze come i mesi dell’anno, l’alfabeto o ancora poesie e filastrocche.

Oggi c’è maggiore informazione sul tema e le diagnosi vengono fatte in età scolare, ma non è raro che le persone con DSA vengano fraintese, considerate svogliate o “con la testa fra le nuvole”. Nel mondo si stima che i DSA interessino circa 1 persona su 10. In Italia si parla del 5% della popolazione, 2,9 milioni di persone. La Dislessia o gli altri DSA non sono una malattia e non comportano un ritardo nell’intelligenza generale. Si tratta di caratteristiche invisibili,che dipendono da un differente funzionamento di alcune strutture cerebrali.Ogni persona con DSA è diversa dall’altra e l’impatto del DSA può cambiare a seconda dell’ambiente, ovvero in base ai compiti da svolgere e alle circostanze. Con il giusto grado di comprensione e con gli strumenti e i supporti adeguati, le persone con DSA possono raggiungere il successo nell’istruzione, nel lavoro e nella società in generale. Per questo è importante che le aziende siano consapevoli della neurodiversità e creino le condizioni affinché le persone con DSA possano dare il meglio nel mondo del lavoro. Si tratta di cambiare prospettiva, di assecondare e valorizzare il modo in cui ciascuno di noi impara, crea e comunica, nel pieno rispetto dell’unicità di ogni individuo.

Il viaggio di Eli Lilly sulla neurodiversità parte da un incontro con AID (Associazione Italiana Dislessia), avvenuto ad ottobre del 2021 durante il Convegno ANPAL “L’accesso al mondo del lavoro delle persone con DSA”, tenutosi a Firenze nell’ambito della settimana nazionale della dislessia 2021.

La Lilly, da sempre sensibile e attiva sulla tematica dell’inclusione delle diversità, ha colto con interesse lo stimolo della neurodiversità e l’opportunità di impegnarsi per eliminare le barriere all’accesso al lavoro e all’avanzamento professionale.

Il primo passo del team Lilly, composto da addetti delle Risorse Umane e rappresentati della strategia di Diversity, Equity & Inclusion, è stato essere consapevoli di come una caratteristica invisibile, come la Dislessia, che implica un modo differente di elaborare le informazioni, uno stile differente di pensiero e di azione, possa pregiudicare la capacità di alcune persone di dare il massimo nel contesto lavorativo o, addirittura, di accedervi.

Da queste riflessioni è nata la necessità di collaborare con AID, al fine di definire un percorso inclusivo nel nostro contesto professionale, avvalendoci della formazione e della comunicazione. La formazione è rivolta a specifiche figure aziendali: le persone direttamente coinvolte nei processi di selezione e sviluppo professionale, principalmente addetti alle Risorse Umane e supervisori/manager, ma anche responsabili delle politiche di inclusione, che si occupano di sviluppare percorsi di sensibilizzazione sul tema delle disabilità. Le sessioni formative consentiranno di confrontarsi con specialisti e con lavoratrici e lavoratori dislessici, al fine di acquisire un linguaggio adeguato, di individuare strumenti pratici per garantire l’inclusione di colleghi con DSA e permetterne la valorizzazione, senza barriere di contesto.

Parallelamente sono state pianificate attività di sensibilizzazione e informazione, rivolte a tutta la popolazione aziendale con tre chiari obiettivi: fare cultura sul tema e abbattere stereotipi e pregiudizi; fornire alle famiglie, che vivono questa realtà, indicazioni utili e una rete di supporto per rispondere alle esigenze dei loro cari; innescare processi di auto-scoperta in quelle persone, che non sono ancora consapevoli del proprio DSA, o lo hanno riconosciuto in età adulta, al fine di migliorare la consapevolezza di sé e individuare strategie e strumenti di compensazione efficaci, con conseguenze in tutti gli ambiti di vita, personale e professionale.

Siamo soddisfatti di essere partiti in questa direzione di miglioramento della qualità di vita dei nostri dipendenti, con una partnership che ci arricchisce di conoscenze e nuove prospettive sul tema dell’inclusività nei contesti di lavoro. Questo percorso è in linea con i nostri valori di integrità, eccellenza e rispetto per le persone, valori che favoriscono un ambiente in cui ogni persona si sente accolta, rispettata, valorizzata e ascoltata. Le nostre priorità strategiche DEI sono concepite per dotare la nostra organizzazione di capacità di inclusione, incorporare l’equità nei nostri processi ed elevare i nostri risultati aziendali. Crediamo che con una cultura inclusiva, Lilly possa innovare, accelerare e fornire farmaci che cambiano la vita e fanno la differenza.


Huzur Devletsah, President and General Manager Italy Hub, Eli Lilly Italia

Sara Bocchicchio, Psicologa, Psicoterapeuta, Consulente e Ricercatrice presso Associazione Italiana Dislessia

Spread inclusion all around the globe

Author: administer