PROCURATIE VECCHIE

Aperta a Venezia la Casa di The Human Safety Net in Piazza San Marco

di Gloria Bondi

Venezia è, da sempre, città dell’inclusione. Crocevia, per eccellenza, di razze, culture e talenti. Nei suoi 1600 anni di storia ha accolto commercianti e imprenditori, mistici e uomini di scienza, il desiderio di esplorare e il coraggio delle idee. Ha accolto soprattutto la diversità, in ogni sua forma. E ne ha fatto il suo punto di forza, il motore del suo sviluppo e della sua crescita economica, sociale, culturale.

Nel cuore della città le Procuratie Vecchie erano, assieme a Palazzo Ducale, l’emblema del potere, ma anche un punto di riferimento per i più vulnerabili: gli orfani e coloro che erano affetti da disturbi mentali.

A loro, infatti, i Procuratori erano chiamati a provvedere, mentre amministravano l’ingente patrimonio di San Marco e i lasciti testamentari. Oggi le Procuratie Vecchie tornano ad essere il cuore pulsante della città e, dopo cinque anni di restauro, sono state aperte al pubblico per la prima volta nei loro 500 anni di storia. Tutto il terzo piano dell’edificio è diventato infatti la casa di The Human Safety net, movimento di persone che aiutano altre persone, iniziato da Assicurazioni Generali, che lavora per permettere ai più vulnerabili di esprimere il proprio potenziale, in 23 Paesi diversi e lavorando al fianco di 61 organizzazioni e imprese sociali. Famiglie con bambini da 0 a 6 anni e rifugiati che desiderano intraprendere un percorso imprenditoriale nei Paesi di accoglienza rappresentano, infatti, i beneficiari delle due linee programmatiche nelle quali si esprime la missione di The Human Safety net.

Molto più di una nuova destinazione, la presenza di questo movimento nel cuore di Venezia, è una vera e propria dichiarazione d’intenti: mettere al centro i temi dell’inclusione sociale, valorizzare il potenziale anche di coloro che si trovano in condizioni di estrema vulnerabilità, aiutare tutti a vedere in se stessi e negli altri il potenziale nascosto, la bellezza, il talento. In poche parole, celebrare e valorizzare la diversità.

Negli ambienti magistralmente restaurati da David Chipperfield Architects Milan, si snoda “A World of Potential”, un percorso esperienziale e interattivo che conduce i visitatori alla scoperta dei propri punti di forza e del proprio potenziale, per vedere le migliori qualità in se stessi e negli altri.

La mostra interattiva è curata da Orna Cohen, co-fondatrice di Dialogue Social Enterprise (DSE), impresa sociale con sede ad Amburgo, in Germania, che dal 1988 promuove l’inclusione sociale delle persone vulnerabili attraverso mostre e laboratori in tutto il mondo. Per sviluppare il percorso espositivo, DSE ha scelto il lavoro degli psicologi americani Martin Seligman e Christopher Peterson come cornice teorica del progetto.

Nei primi anni 2000 Seligman e Peterson hanno infatti sviluppato il metodo universale VIA (Values in Action), che fornisce una lista di 24 punti di forza e parte dall’idea che ognuno di noi ha i propri e possiamo rafforzarli nel tempo. La mostra interattiva offre ai visitatori l’opportunità di esplorare alcuni dei punti di forza identificati dal metodo VIA e selezionati con l’aiuto di esperti della Mayerson Academy, un’organizzazione noprofit con sede a Cincinnati, Ohio (USA), che si impegna a utilizzare la scienza del carattere per creare luoghi di apprendimento e lavoro. Il percorso espositivo è stato concepito come una progressione di esperienze che aumentano l’autoconsapevolezza e la percezione del mondo dei visitatori.

È qualcosa di reale, che agisce sui sensi, sulla memoria, ma è anche un’esperienza che crea un passaggio da “io” a “noi”. Alla fine del percorso il visitatore può incontrare, attraverso un video, un protagonista di The Human Safety Net che condivide i suoi stessi punti di forza. L’incontro è virtuale ma, attraverso le somiglianze caratteriali condivise, diventa personale. In questo modo, l’intera esperienza aiuta a capire come tutti possono contribuire a migliorare le condizioni delle persone più vulnerabili.

Una tappa importante del percorso è rappresentata, poi, dall’Art Studio che ospita una serie di opere site-specific progettate per The Human Safety Net da Atelier dell’Errore (AdE) BIG. L’Atelier dell’Errore è un collettivo artistico che si dedica alle arti visive e alla perfomance, creato dall’artista visivo Luca Santiago Mora nel 2002 per coinvolgere i ragazzi della neuropsichiatria infantile dell’Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia e di Bergamo. L’Atelier dell’Errore espone – nell’ambito di A World of Potential – “CHUTZPAH – Una tenda che non è una tenda, animali che non sono animali”, progetto artistico, curato da Gabi Scardi. “Chutzpah” è un termine yiddish che indica la sfacciataggine di chi crede eccessivamente in se stesso, ma nel corso degli anni è stato assunto nel linguaggio anglosassone per esprimere quella spinta temeraria che permette di uscire dagli schemi e di compiere azioni impensabili. Il coraggio dei ragazzi di Atelier dell’Errore, viene quindi perfettamente integrato nel percorso di A World of Potential e attraverso “CHUTZPAH” viene da una parte raccontato in una delle sue sfumature peculiari – la sfrontatezza, appunto – ma diventa anche rappresentazione delle storie e del sentire di artisti talentuosi e speciali.

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Author: administer