ATM E IL SUO VIAGGIO NELLA DIVERSITÀ: L’ORGANIZZAZIONE SI APRE ALLA CITTÀ

Intervista a Maria Emanuela Salati

di Francesca Lai

1928. Il primo tram della serie 1500 circola per le strade di Milano. Novantuno anni dopo è ancora il simbolo della metropoli e delle mille possibilità che questa città può offrire. È diffcile non rapportarsi costantemente con la città e con le persone quando si è un’azienda come ATM, che per mestiere trasporta passeggeri. Tra una fermata e l’altra della metropolitana ci sono sogni, progetti, incontri.

ATM è da sempre testimone di tutto ciò che rende vivo il tessuto urbano. Compresa la diversità, l’aspetto più dinamico di ogni comunità. Lo testimonia “la diversità ci rende unici”, l’ultima campagna di comunicazione esterna di ATM che racconta il bello della varietà in tutte le sue forme.

“La nostra è una azienda fatta di persone che vive per le persone – commenta Maria Emanuela Salati, Responsabile Selezione, Formazione e Welfare di Atm – Con questa iniziativa fortifchiamo il legame dell’azienda con la città e i cittadini”. Sui social, sui tram o sui muri della metropolitana: nei volti delle donne e uomini di ATM, ognuno può riconoscere un pezzo della propria unicità.

Dott.ssa Salati, partiamo dal racconto della nuova campagna di comunicazione ATM dedicata alla diversità. Come è nata? In che modo ATM esprime il proprio legame con le persone (interne ed esterne all’azienda) attraverso la campagna?
Come azienda abbiamo un sistema di welfare evoluto, con una radice storica profonda. Negli anni è cresciuto sviluppando attività a supporto dei bisogni delle nostre persone, dalla conciliazione dei tempi vita-lavoro, alla salute e al benessere. Nell’ultimo triennio il tema della D&I, che pure avevamo da tempo nelle nostre corde, è diventato un driver sul quale abbiamo lavorato per ampliare i servizi offerti alle nostre persone. Non solo, abbiamo lavorato per aumentare il numero di donne in azienda, avendo noi un business che spinge soprattutto la popolazione maschile ad aderire alle nostre
richieste di lavoro. Ci siamo dedicati a questo tema con intenzionalità, decidendo di comunicare anche esternamente lo sviluppo di questo driver importante, che inizialmente aveva coinvolto solo le persone di ATM. E lo abbiamo fatto mantenendo vivo il collegamento tra interno ed esterno: nel momento in cui presentiamo alla città la nostra politica di diversità deve esserci coerenza rispetto a ciò che facciamo.
Da qui la richiesta ai nostri dipendenti di essere testimonial della campagna. Il senso è che la diversità esiste all’interno di ATM e ciò ci rende sensibili a cogliere e includere anche la diversità che vive intorno a noi, nella città e nelle persone che viaggiano ogni giorno.

Lo sviluppo delle città dipende fortemente anche dallo sviluppo del trasporto pubblico e delle persone che lavorano per esso. Che ruolo avrà la popolazione femminile nei prossimi anni in ATM?
Partiamo da una realtà diffcile dal punto di vista del gender gap: siamo quasi 10.000 ma abbiamo solo l’8,5% di donne, una percentuale che, pur essendo stata fortemente incentivata nel tempo, risulta essere ancora bassa. Questi numeri sono connessi al fatto che le nostre attività possono sembrare, apparentemente, ideali solo per gli uomini. Cambiare tale prospettiva è la nostra sfida: abbiamo avviato diversi progetti per spingere le candidature femminili, valorizzando le donne nella nostra azienda e promuovendo l’importanza dell’apporto femminile in un settore che ha sempre avuto una forte connotazione maschile. Il tutto attraverso una visione diversa e originale all’interno e all’esterno dell’azienda.

Ad esempio?
Lo scorso anno abbiamo portato avanti una campagna di recruiting sul territorio solo al femminile dove donne conducenti, operaie, agenti di stazione invitavano altre future colleghe a candidarsi. A supporto della campagna abbiamo dato spazio alle storie di tante professioniste del trasporto pubblico che hanno raccontato la loro esperienza in ATM. Racconti di successo in tutti i settori aziendali: dalla conducente, all’operaia, dall’ingegnere alla macchinista. Il nostro primo modo di includere la diversità è dare lavoro: quest’anno puntiamo ad assumere seicentocinquanta persone in azienda. Per questo abbiamo deciso di offrire un supporto nel percorso di acquisizione della CQC (carta di qualifcazione del conducente, ndr) per tutti coloro che desiderano diventare conducenti. Inoltre, stiamo lavorando per introdurre un supporto per le donne all’ottenimento della patente D. Attraverso il bando “Conciliamo” del Ministero, che abbiamo vinto e che mira ad aumentare l’employability al femminile nelle organizzazioni, offriremo dei percorsi pratici e teorici a donne da noi selezionate.



La città è fatta da strutture ma anche da relazioni, reti magari invisibili di cui però gli esiti sono visibilissimi
Abbiamo lavorato negli anni per un modello di welfare comunitario per costruire una rete di rapporti esterni. Questo perché noi lavoriamo per la città e siamo convinti di poter fare la differenza: la città cresce se i trasporti funzionano. Attraverso l’efficienza dei nostri servizi aumentiamo la qualità della vita di cittadini, lavoratori, turisti. Così è nato il “Modello Milano”, un tavolo di lavoro tra tutte le aziende partecipate del Comune che offrono i servizi alla città con l’obiettivo di creare sinergie ed economie di scala tra le varie attività che possono essere proposte insieme. Ad esempio, in ATM esistono tre asili interni in cui vengono riservati dei posti anche ai fgli di cittadini, non dipendenti
dell’azienda, che vivono nel quartiere. Nel futuro vogliamo fare sharing dei posti dei nostri asili
nido anche con le partecipate, di modo che le persone possano avere accesso a più possibilità per i propri figli. Questo vuol dire fare sinergie di servizio, modus operandi che incarna la nostra flosofa che avvicina la persona, l’impresa e il territorio in cui lavoriamo. Una triangolazione in cui tutti contribuiscono a migliorare la realtà quotidiana del tessuto sociale: ecco la vera essenza del Modello Milano.

La sostenibilità, vista da vari punti di vista, è una dei tanti volti dell’inclusione. Dal full electric ai progetti di sostenibilità umana, quali sono i piani di ATM per il futuro?
La sostenibilità è un pillar del nostro piano d’impresa e di sviluppo dei prossimi anni. È il nostro “contenuto di bellezza”, che fa da frame a tutte le attività che portiamo avanti. Attraverso l’attuazione del piano Full Electric Atm punta a diventare la prima azienda in Europa ad avere una flotta completamente elettrica. Si tratta di un investimento non solo in termini di mezzi ma anche di competenze delle persone che seguiranno e vivranno questa trasformazione ampliando il proprio knowhow attraverso programmi di upskilling. Anche il panorama urbano cambierà: verranno realizzati nuovi depositi sotterranei che avranno in superfcie aree verdi e servizi alla cittadinanza.nFaremo da traino per il resto del Paese: dal progetto Full Electric di ATM è già nata una sinergia con Roma e Napoli per ottenere i fondi del Pnrr dedicati alla mobilità elettrica.

Quali viaggi prevede ATM per il proprio futuro?
Uno degli obbiettivi del piano strategico di Atm è espandere i propri confni. ATM ha da sempre un forte legame con il territorio di Milano, ma da un decennio gestisce anche la rete metropolitana di Copenaghen, che per anni ha ottenuto il riconoscimento di migliore metropolitana d’Europa. Nel nuovo piano di impresa si è deciso infatti di estendere i confini geografci attraverso la partecipazione a gare nazionali e internazionali, ricorrendo anche alla partnership con altri player. Questo è importante per le nostre persone che avranno così la possibilità di affrontare nuove sfide sempre di più ampio respiro. Sarà un momento di crescita per tutti noi, saremo messi alla prova non solo come azienda ma come gruppo di individui ed avremo una maggiore consapevolezza di ciò che possiamo fare e del nostro ruolo nella società.

In virtù dell’impegno in ambito D&I, ATM è stata insignita di alcuni riconoscimenti, tra cui il prestigioso Premio Bellisario. Con quali attività vi siete candidati?
ATM ha attenuto la certifcazione WHP (Workplace Health Promotion) della Regione Lombardia, in quanto azienda che promuove un ambiente di lavoro favorevole alla adozione consapevole ed alla diffusione di stili di vita salutari, concorrendo alla prevenzione delle malattie croniche. Di recente abbiamo vinto il premio Bellisario nella categoria delle organizzazioni work life balance friendly. Si tratta di una sezione particolare del premio in cui possono candidarsi le aziende che adottano buone prassi di benessere e di D&I. Tra le azioni messe in atto, anche un programma di coaching situazionale alle donne che rientrano dalle maternità, alle categorie protette e al gruppo di lavoro che opera con
loro, e ai care giver. A questo si aggiunge l’attività delle Academy tecniche per rinforzare la preparazione dei giovani neodiplomati delle scuole tecniche, che dopo il percorso di formazione da noi
fnanziato, vengono poi assunti.







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Author: administer