IL GIRASOLE

Simbolo intelligente per viaggi inclusivi

a cura della Redazione

Si narra che il primo girasole apparso sulla terra fosse in realtà una giovane ninfa, Clizia, innamorata di Apollo, dio del Sole. Apollo, lusingato dal grande amore della giovane, in un primo momento ricambiò le attenzioni, ma successivamente la abbandonò. Clizia per la disperazione pianse ininterrottamente per nove giorni immobile in un campo, senza distogliere mai gli occhi dal sole. Secondo il mito nato più di duemila anna fa, il corpo della giovane si irrigidì trasformandosi in uno stelo, i suoi piedi divennero radici ed i capelli divennero una corolla gialla. Clizia in questo modo si trasformò nel primo girasole della terra, che ammira il sole tutto il giorno.

Questa è solo una delle tante leggende esistenti sul girasole, il fiore per eccellenza della bella stagione. Tra i simboli più contemporanei associati a questa pianta c’è anche quello dell’inclusione. A livello mondiale rappresenta disabilità nascoste, dette anche invisibili, come l’autismo, dolore cronico e difficoltà di apprendimento, nonché condizioni di salute mentale, mobilità, disturbi del linguaggio e perdita sensoriale come perdita della parola, perdita della vista, perdita dell’udito o sordità.

Le persone che vivono con queste patologie affrontano spesso ostacoli nella loro vita quotidiana, a cui si aggiungono la mancanza di conoscenza o comprensione da parte degli altri. Senza prove visibili della disabilità nascosta, è spesso difficile per gli altri riconoscere le sfide affrontate e, di conseguenza, la simpatia e la comprensione possono spesso scarseggiare. Per questo motivo è stato inventato il “Sunflower Lanyard”, un laccetto usato per aiutare con la dovuta discrezione le persone che ne fanno richiesta: infatti il laccetto girasole permette al nostro staff di riconoscere una necessità particolare e di prestare aiuto o di essere pronto a concedere un po’ di tempo in più al passeggero che lo indossa e ai suoi accompagnatori.

Tutto nasce nel 2016 dall’aeroporto di Gatwick, Londra, per poi diffondersi piano piano in gran parte dell’Inghilterra. Nasce per chi ha delle disabilità nascoste, quelle che non si vedono a colpo d’occhio; non è nato quindi specificatamente per l’autismo, ma per diversi tipi di disabilità come disturbi cognitivi, ansia, ADHD. Gatwick ambisce a diventare l’aeroporto più accessibile del Regno Unito e credo che non avrà difficoltà a raggiungere il suo obiettivo.


Sulla base del successo dei cordini negli aeroporti altre organizzazioni nel Regno Unito li hanno adottati, tra cui supermercati, stazioni ferroviarie, musei e impianti sportivi. Un Italia uno degli aeroporti che ha seguito l’esempio virtuoso di Gatwick è il Marco Polo di Venezia, in cui il braccialetto viene a chiunque ne faccia richiesta. In particolare, i passeggeri con disabilità invisibili, o gli accompagnatori di passeggeri con disabilità invisibili, possono chiedere uno speciale laccetto con i girasoli da indossare all’interno dell’aeroporto. È possibile reperirlo in tre aree: in sala Assistenza Speciale (primo piano landside), all l’ufficio Informazioni Arrivi (piano terra presso la zona arrivi) o all’addetto assegnato all’assistenza.

Una piccola accortezza che incide sul la qualità delle vita di tante persone – adult, bambin*, ragazz* – e famiglie. Quali sono i vantaggi? Innanzitutto, è uno strumento sia per il passeggero che per il personale, perché permette di identificare con chiarezza una persona che necessita di un’attenzione diversa e allo stesso tempo riduce notevolmente lo stress nel disabile grazie alle agevolazioni che sono previste. Basta infatti rivolgersi direttamente al personale e chiedere ciò di cui si ha bisogno.

Indossare il laccetto girasole è una scelta volontaria a disposizione del passeggero per vivere un’esperienza migliore. Un gesto semplice che vale più di mille parole.


Per maggiori informazioni visita il sito:

www.veneziaairport.it/info-e-assistenza/disabilita-invisibili.html

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Author: administer