I RAGAZZI DI SIPARIO

di Simona Piva

Quando penso a una città inclusiva, la mente corre immediatamente verso la mia città di origine, Bologna: città universitaria per eccellenza, città famosa per l’accoglienza e la buona cucina, città abituata a essere un crocevia di persone provenienti da ogni parte d’Italia, da ogni parte d’Europa, da ogni parte del mondo. Una città che non ha mai chiuso la porta in faccia a nessuno e che accoglie, ogni giorno, le persone con un sorriso.

Vi consiglio di vedere su YouTube il video “E tu, che faccia hai?” di Luce Narrante, uno sguardo ironico e leggero sul tema del razzismo. Uno stimolo alla riflessione, al porsi almeno una volta una domanda semplice quanto complessa: cosa sono i confini? Un video in cui ragazzi nati in Italia da genitori provenienti dalle più svariate nazioni, rispondono alle domande dello speaker e la risposta è una sola: non esistono differenze. Questa è la mia Bologna. Quando penso invece alla mia città di adozione, Firenze, alla città in cui ha sede l’azienda per cui lavoro, la mente corre inevitabilmente verso lo Spazio Alfieri, un piccolo cinema teatro che è diventato, quasi per caso, il luogo simbolo dei nostri incontri sulla D&I. Il servizio di ristorazione del Teatro Alfieri è gestito da una cooperativa sociale di ragazzi con disabilità psichiche, I ragazzi di sipario, nata per iniziativa di alcuni genitori che hanno voluto dare un efficacissimo supporto al futuro dei loro figli. L’obiettivo dell’Associazione Sipario è quella di creare una reale e concreta opportunità di lavoro a persone con disabilità intellettiva o in situazione di fragilità, favorirne l’integrazione e l’inclusione sociale attraverso il lavoro e la gestione in forma associata dell’impresa e, così facendo, contribuire al benessere dell’intera collettività, sostenendo i valori di promozione umana e integrazione sociale dei cittadini; questi ragazzi, se sostenuti, stimolati e valorizzati, sono in grado di mostrare, infatti, un potenziale che altrimenti rimarrebbe sopito. Così facendo, si legge nel loro sito, vorremo riuscire a:

Promuovere la pari dignità del lavoro svolto da persone con disabilità intellettiva, garantendo qualità, competenza ed efficienza Promuovere il potenziale individuale e sociale delle persone con disabilità intellettiva, favorire in particolare l’integrazione sociale con il lavoro, attraverso la valorizzazione e la partecipazione diretta delle persone stesse e/o delle loro famiglie, dove presenti, e il coinvolgimento dei diversi portatori di interesse del territorio.

Promuovere e attuare politiche di economia etica ovvero valorizzare, attraverso gli strumenti economici, finanziari e imprenditoriali, la dimensione solidaristica e mutualistica che fa della cooperazione sociale “il valore aggiunto del suo essere impresa al servizio della comunità”

Promuovere, avviare e sostenere proposte di tipo civile, formativo e culturale per lo sviluppo e l’approfondimento di tematiche e problematiche sociali, come l’inserimento lavorativo di persone con disabilità intellettiva

Si tratta di un progetto lodevole e ambizioso che unisce solidarietà e cooperazione.


Come mi sarei dovuta comportare? Che cosa avrei dovuto fare o dire?

Dubbi dissolti come una bolla di sapone una volta arrivata sul posto: “la diversa” ero io! Io con i miei timori, io con i miei infondati conflitti interiori …sono loro, i meravigliosi ragazzi di Sipario,

che mi hanno accolta nel loro mondo con il sorriso, con la loro disarmante semplicità, con il loro fiume di parole…

…faremo della nostra nuova visione della vita una utopia possibile, perché noi ragazzi di Sipario abbiamo un sogno, sogniamo …un mondo di uomini e donne animati da speranza e fiducia nel futuro, con la volontà di fare ciascuno la propria parte per costruirne un pezzo, mettendosi insieme e collegandosi tra loro con intenzionalità e progettualità… una comunità capace di adoperarsi per un mondo migliore… un mondo dove uomini e donne, con le loro fragilità e risorse, lavorino insieme in spirito di servizio per la costruzione del bene comune, un mondo in cui le diversità siano conosciute, accolte, valorizzate e rispettate.


Ricorderò sempre la prima volta in cui sono entrata allo Spazio Alfieri: dovevo incontrare il referente, il Sig. Marco, il fantastico papà di uno dei ragazzi della Cooperativa, per definire il menù per un evento serale dedicato alla disabilità. Ricordo ancora i miei dubbi, i miei timori: come mi sarei dovuta comportare? Che cosa avrei dovuto fare o dire? Dubbi dissolti come una bolla di sapone una volta arrivata sul posto: “la diversa” ero io! Io con i miei timori, io con i miei infondati conflitti interiori …sono loro, i meravigliosi ragazzi di Sipario, che mi hanno accolta nel loro mondo con il sorriso, con la loro disarmante semplicità, con il loro fiume di parole… da quel giorno quel piccolissimo teatro nel cuore di Firenze è diventato il nostro luogo del sorriso, il nostro luogo dell’accoglienza, il nostro simbolo dell’inclusione. Purtroppo la pandemia non ha risparmiato nemmeno i Ragaz-zi di Sipario: la chiusura prolungata dei servizi di ristorazione ha messo a dura prova le loro risorse e li ha costretti a un lungo periodo di inattività. E’ per questo motivo che abbiamo risposto con grande entusiasmo alla loro richiesta di aiuto: donazione di pc, smartphone e di altro materiale informatico che potesse permettere loro di mantenersi in contatto e soprattutto di restare attivi e aggiornati duranti i mesi di chiu- sura; corso HACCP…. è stato entusiasmante ed emozionante vedere questi ragazzi seguire con grande impegno e volontà il percorso, sotto la guida di una bravissima e coinvolgente docente, che li ha accompagnati per mano fino al test finale e al conseguimento della certificazione, un’altra tappa fon- damentale per il loro processo di responsabilizzazione e di autonomia. E siamo già all’opera per aggiungere un ulteriore tassello: un corso di educazione finanziaria, organizzato con il supporto dei colleghi, per fornire ai ragazzi gli strumenti per comprendere il corretto uso del denaro, competenza fondamentale per la loro attività commerciale.

E, soprattutto, non vediamo l’ora di poter organizzare nuovamente i nostri eventi insieme a questi meravigliosi ragazzi, ormai diventati parte integrante della grande famiglia di Findomestic. Un grazie immenso ai genitori, in primis al Signor Marco, che sostengono e stimolano i loro figli a fare sempre meglio per essere autonomi e acquisire le competenze necessarie; un grazie ai meravigliosi Ragazzi di Sipario che ci hanno donato una grande opportunità: entrare nel loro mondo, un mondo fatto di semplicità, sorrisi, spontaneità… un percorso che ci ha permesso di abbattere tanti muri. Grazie di cuore ragazzi!

Simona Piva

diversity & people care officer presso Findomestic HR project manager

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Author: administer