MIND THE GAP: COME DIRE ADDIO AI BIAS DI GENERE, CON IRONIA

Enel lancia una campagna di comunicazione per riflettere sui pregiudizi tuttora presenti nel contesto lavorativo

Do you mind the gap”? Fai “attenzione al gap”? Questa è l’espressione che spesso leggiamo in metropolitana per avvisare i viaggiatori del pericoloso spazio vuoto tra treno e banchina. Ma ci sono anche altri gap ai quali è molto importante fare attenzione come il gender gap, per ridurre il quale Enel è impegnata da tempo con numerosi progetti e nel corso del 2021 ha lanciato Mind the gap una campagna globale di comunicazione per allenare a riconoscere, con ironia, pregiudizi e comportamenti discriminatori ancora persistenti attorno a noi.
Ma parlare di bias di genere è ancora necessario?

A valutare dalle numerose situazioni in cui si insinuano sottilmente, anche nei contesti più aperti, occorre ancora tornare sul tema, magari in modo diverso.
Facciamo un esempio: lavorare in remote working con i figli nella stessa stanza è un atto di eroismo o un ostacolo al lavoro?

La scena è univoca, eppure il modo in cui la guardiamo e il linguaggio che usiamo per rivolgerci a un collega o una collega in questa situazione è molto diverso e fa trasparire stereotipi che possono diventare discriminazioni.

*Vignette di proprietà di Enel S.p.A., tutti i diritti sono riservati.
Qualsiasi riproduzione, anche parziale, senza autorizzazione scritta è vietata.

La campagna Mind the Gap nasce proprio dall’idea di catturare, con leggerezza e ironia, l’attenzione di tutti i colleghi sul linguaggio a volte poco rispettoso che usiamo nella nostra quotidianità lavorativa facendo riflettere sull’impatto delle parole e proponendo comportamenti nuovi che ispirino accoglienza, benessere e inclusione.

A ideare il concept della campagna è stato un team di nove colleghe Enel che hanno presentato l’idea di progetto a MAKE IT HAPPEN!, il programma di Corporate Entrepreneurship che promuove l’innovazione e l’imprenditorialità dei colleghi, con l’obiettivo di contribuire all’evoluzione della cultura aziendale.

Mind the gap nasce proprio dalle esperienze vissute e dalle sensibilità condivise nel team di queste colleghe che lavorano in aree professionali a contenuto tecnico e prevalenza maschile e che hanno vissuto in prima persona alcuni dei bias rappresentati: “Siamo partite dalle situazioni più ricorrenti e abbiamo scelto sei soggetti in cui crediamo che tutte le colleghe e i colleghi si possano identificare. Nelle nostre strisce l’unico eroe è il buon senso: lo stereotipo viene cancellato e il finale è riscritto in una logica di equità”.

A partire dalle storie individuate e a seguito della intensa e appassionata collaborazione con le unità People Care & Diversity Management Holding e Internal Communications Holding del Gruppo e con il supporto dell’agenzia di comu- nicazione esterna Super Humans sono state sviluppate sei vignette tradotte in sei lingue e diffuse in tutti i Paesi del Gruppo*.

La campagna Mind the Gap è stata inaugurata con la striscia Eroi in smart working. Qui il bias si annida in una situazione familiare in cui la nuova modalità di lavoro ridisegna equilibri ma evidentemente non i ruoli impressi nell’immaginario stereotipato degli interlocutori oltre il monitor.

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La seconda striscia, Tutti in riunione, racconta di alcune dinamiche ricorrenti all’interno di team di progetto con prevalenza maschile in cui, con fare riduttivo, viene chiesto all’uni- ca donna presente di prendere appunti.

In questo caso la protagonista resetta la scena con un sorriso facendo esplodere con un tocco magico il fumetto e prende la parola.
La terza vignetta ruota su un atteggiamento diffuso, denominato mansplaining, ovvero il paternalismo basato sulle competenze con cui alcuni uomini (e non solo) spiegano a una donna qualcosa che pensano che lei non sappia.

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La protagonista rifiuta la superflua spiegazione gettandola letteralmente nel cestino e torna alla propria postazione di lavoro: l’ufficio tecnologico di cui lei è la responsabile, è ricco dei più evoluti device.

In Pregio o difetto in riunione, un uomo e una donna discutono animatamente alla presenza di altri colleghi.
L’energia con cui la donna sostiene la propria posizione vie- ne interpretata criticamente da uno dei presenti ma l’altro collega rilegge la situazione e trova un’espressione bias free per definirla. Si tratta di un caso di double standard: seppure una donna e un uomo si comportino nel medesimo modo in una stessa situazione, vengono percepiti in maniera diametralmente opposta.

In Dopo la maternità la scena riguarda due colleghe vicine di scrivania in un ufficio e i bias legati alla performance di una neomamma da poco rientrata al lavoro.
Qui il commento riduttivo e offensivo della collega viene tra- sformato in un aeroplanino di carta da far volare via leggero, con un sorriso nella piena consapevolezza che la genitorialità è un’esperienza arricchente che allena nuove capacità tra cui l’intelligenza emotiva, l’organizzazione, la gestione delle priorità, l’ascolto e la leadership: abilità fondamentali tanto nella vita privata quanto nel lavoro.

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La campagna si è chiusa con In prima linea, la striscia che apre al valore delle molteplici diversità che definiscono la nostra unicità.
Siamo in una sala conferenze, in lontananza un palcoscenico su cui si intravedono diversi relatori, di cui si scorgono sola- mente le gambe e una sedia a rotelle. Dallo scambio di battute, la seconda ragazza “cancella” letteralmente ogni dubbio. I manager presenti rappresentano la ricchezza della diversità: sono una donna dai tratti latini, un uomo in giacca e cravatta, una donna asiatica e un uomo con disabilità.

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Le vignette sono state accompagnate da una call to action ai colleghi che hanno inviato commenti e suggerimenti su ulteriori situazioni tipiche di bias che potrebbero a loro volta diventare altre strisce nel futuro.
Il progetto arricchisce le numerose iniziative che Enel da anni mette in campo per favorire la gender equality: dalle azioni di sensibilizzazione per le ragazze verso professioni STEM a quelle per promuovere l’empowerment e la rappresentanza delle donne a tutti i livelli nell’organizzazione, alle misure a sostegno della genitorialità e della flessibilità, alle campagne di sensibilizzazione per diffondere una cultura unbiased e inclusiva ispirata ai valori del rispetto dell’unicità di ciascuno.

L’impegno in tema di parità di genere è valso al Gruppo Enel importanti riconoscimenti internazionali, come la presenza nel 2021 alle prime posizioni nella top 100 dell’indice Diversity and Inclusion Refinitiv e del Gender Equality Ranking di Equileap e il posizionamento tra le 380 aziende del Gender Equality Index di Bloomberg, che valuta le aziende impegna- te nella promozione della presenza delle donne ai diversi li- velli organizzativi, dell’equità retributiva, dell’attenzione per il work-life balance e della prevenzione delle molestie.

Enel nel 2021 ha inoltre aderito alla campagna “Equal by 30”, l’iniziativa pubblica con cui varie organizzazioni del set- tore pubblico e privato si impegnano a promuovere la parità di genere in termini salariali, di leadership e di opportunità nel settore dell’energia pulita entro il 2030.

Inoltre, Enel è uno dei soci fondatori di Valore D dal 2009, la prima associazione d’imprese che sostiene la diversità di genere e l’empowerment delle donne in Italia.

a cura di Enel 2021

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Author: administer