DIVER SOUND

Rubrica musica

REAL WORLD, LA MUSICA GREMBO DE POPOLI

Fine ‘900, anni ‘80, decade nella quale i grandi fiumi della musica popolare sembrano convergere verso terre aperte, inesplorate, dove la mescolanza diventa fondamentale per proseguire a navigare il

grande flusso creativo. E uno di questi grandi fiumi lo sta navigando Peter Gabriel, ex leader dei Genesis, impegnato in una carriera artistica sperimentale e innovativa, sintonizzata con lo spiritus mundi dal quale partorisce l’idea di rendere al mondo la musica del mondo. Nel 1982 lui e un gruppo di amici lanciano il festival internazionale WOMAD: A World Of Music And Dance. L’idea è semplice, ma innovativa. Radunare artisti provenienti da diverse tradizioni, da tutto il mondo, per dare il via a una nuova pollinazione.

Quando il grande successo internazionale di So (1986) lo innalza a status di star globale, Gabriel usa le immense risorse economiche per lanciare la propria casa discografica, la Real World Records, non una label qualsiasi, ma una pacifica rivoluzione nel music business votata all’apertura e all’inclusione. Il primo album è un catalizzatore: è il 1989 e Peter registra una colonna sonora. Si intitola Passion ed è un’opera originale, come il film di Martin Scorsese L’Ultima Tentazione Di Cristo. È anche grazie allo stimolo del regista, che l’esplorazione di culture lontane lo porta a creare una musica nuova, capace di indicare paesaggi e radici sonore, aprendo nuove tracce nella wilderness musicale del mondo e non a caso Gabriel decide di accompagnare questa colon- na sonora con l’album Passion Sources, che riunisce 14 artisti diversi (da Nusrat Fateh Ali Khan a The Musician Of The Niel, da Baaba Maal a Shankar oltre a musicisti sconosciuti da Etiopia e Marocco). Un tributo all’ispirazione ricevuta da quelle tradizioni musicali, ma anche una chiara indicazione del futuro.

La RWR era già un passo oltre: invece di andare a registra- re gli artisti nel mondo, gli artisti sarebbero stati invitati a incontrarsi, come i nomadi sulla via della seta, in un luogo di scambio, da dove irraggiare la via della musica del mondo. Allora come oggi, questo luogo sono gli studi della Real World a Box, nel Wiltshire, regione di grande storia e suggestione. Lì, un grembo sonoro del mondo avrebbe dato i natali all’idea di musica come unione di tante culture, esaltando le differenze a patto che si fondessero tra loro verso una nuova unità artistica, il tutto con mezzi tecnici all’avanguardia. Questi studi restano oggi crocevia di culture e testimone d’eccezione di quei fervidi giorni è il produttore Peter Walsh (Simple Minds, Scott Walker, Peter Gabriel, Pulp, Ute Lemper e, in Italia, Cristina Donà), che ricorda quegli anni come auspicio di unione culturale universale promossa attraverso la musica: «avevo già lavorato con Peter e la mia prima esperienza fu la registrazione dell’album dal vivo A Week In The Real World del 1991, selezionato dalle performance incrociate di 75 artisti provenienti da 20 paesi differenti, che si esibirono per una settimana sul palco realizzato nel grande spazio verde degli studi per un pubblico ridotto. L’unica regola era che tutti suonassero con tutti mentre noi, usando quattro banchi di registrazione, provavamo a dare forma al tutto unendo sezioni ritmiche, voci, strumenti pro- venienti da performance differenti. L’ape regina di questa impollinazione incrociata, che viaggiava di tradizione in tra- dizione musicale, era Peter e offrendo ai musicisti il meglio della tecnologia potevamo avere un prodotto per il mercato popolare al quale donare questa nuova visione della musi- ca». Gabriel, figlio di quel popolo che era emigrato, che ave- va viaggiato, esplorato e colonizzato il mondo negli ultimi secoli estendendo la propria influenza geopolitica ovunque, aveva creato i presupposti di una multiculturalità ottenuta attraverso le più brillanti espressioni umane, la creativi- tà e l’amore. Secondo Walsh, si trattò anche di «un grande esempio di sincronicità perché dove non arriva la lingua delle parole, quella della musica riesce sempre a stabilire una comunicazione. Purtroppo con la Brexit tutto questo è stato tradito: gli artisti non possono venire al WOMAD a causa della burocrazia che ha eretto quel muro che Peter aveva voluto abbattere attraverso la via della musica», quel- la fusione di culture diverse capaci di restare se stesse evolvendosi nel progresso umano e sociale. Ma la musica, come l’acqua, una via la trova sempre. E il futuro è della musica.

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Author: administer