W.A.V.E.

Workshops, Awareness, Values, Engagement

Alessandra Ingoglia e Andrea Rodegher

Alla fine del 2019 il Teatro Prova, storica compagnia bergamasca, insieme a TILLT (Svezia) e STOP-KLATKA (Polonia) dava vita a W.A.V.E. (Workshops, Awareness, Values, Engagement), un progetto Erasmus+ che avrebbe dovuto svilupparsi nei due anni seguenti.
Quindi dovremmo essere qui, oggi, a raccontare un progetto in dirittura d’arrivo, ma non vi sarà difficile immaginare per- ché il progetto sia rimasto in pausa fino a qualche mese fa. Perché parlarne proprio ora?

W.A.V.E. desiderava occuparsi occupa del fenomeno dei cosiddetti Neet (Neither in Employment or in Education or Training) con tutto ciò che gravita attorno al tema: dispersione scolastica, impossibilità di scegliere, costruzione (e decostruzione) del proprio futuro.

Il lavoro congiunto di tre realtà europee dalle identità diverse avrebbe donato al progetto, inoltre, una valenza più ampia: due anni di lavoro in équipe nelle scuole dei diversi paesi, di meeting, di scambio di idee… per creare un e-book che diventi strumento internazionale per chi lavora con i giovani.

Febbraio 2020, pronti a partire. Anzi, no.
Non si può più viaggiare all’estero per incontrare i partner, che diventano la finestra di uno Zoom, non si può più lavora- re con le scuole e per molti mesi neppure incontrare i giovani nella nostra sede.
La percezione dei Neet, per molti soltanto teorica, cambia drasticamente. Non stiamo più osservando un gruppo di per- sone che, nell’immaginario comune, sono chiusi in casa, sen- za nulla che li sospinga avanti: tutti noi siamo chiusi in casa e molto di quello che ci permetteva di vivere le nostre giornate non c’è più.
Il confine tra “noi” e “loro”, i confini tra i paesi stessi, improvvisamente sono molto più labili.

Salto in avanti veloce, settembre 2021: Teatro Prova organizza la terza edizione de lo sguardo del gatto, festival di teatro e inclusione. Gli ospiti sono molti: Vera Gheno, Diana Ansel- mo (Al.Di.Qua.Artists), Angelo Campolo, tra gli altri. Insieme a loro, due delegazioni svedesi e polacche saranno invitate al festival: W.A.V.E. potrà finalmente iniziare anche in presenza. Nel frattempo, complice il colpo che la pandemia ha inferto al mercato del lavoro, le statistiche fotografano una drammatica impennata nei numeri delle ragazze (soprattutto) e dei ragazzi tra i 16 e i 25 anni che non sono inseriti in un percorso di formazione, di studio o di lavoro. Neet?
L’Italia è ai primi posti in Europa in questa triste classifica del 2020.

La stessa ondata di disoccupazione, interruzione di percorsi formativi, mancata fruizione di eventi dal vivo si abbatte su chi lavora in teatro, su allieve e allievi, sul pubblico.
Ecco che i confini tra un gruppo di persone giovani, appassionate di teatro e un gruppo di Neet si fanno più sfuma- ti. Come trovare la motivazione quando l’orizzonte sono le mura di casa, con un oblò aperto sulle piattaforme per le videochiamate? Quale la differenza tra il non poter scegliere e il non volerlo fare? Dicevamo: 12 giovani e 6 formatrici e formatori da Svezia, Polonia e Italia si incontrano a Bergamo per il primo W.A.V.E. Transnational Project Meeting.

A questo proposito Marian, drama teacher di Gdansk (Danzica), sottolinea come il lavoro in un contesto multiculturale faccia crescere il bisogno di “approfondire la conoscenza del contesto economico, sociale e culturale dei paesi partner”.

Spread inclusion all around the globe

Author: administer