LA LEGGE 91/92

Perché è importante ottenere la cittadinanza per le seconde generazioni

di Mohamed Abdalla Tailmoun

La legge per la concessione della cittadinanza in vigore a oggi in Italia prende il nome di legge 91/92, il numero 91 è il progressivo che le venne attribuito nel1992, quando venne approvata.. Questa legge

che tutti noi, seconde generazioni, figl* di immigrati, abbia- mo imparato a conoscere, è una legge che si basa sul principio dello ius sanguinis: è cittadino italiano chi discende da un cittadino italiano. Se non la madre o il padre, basta un nonno o una nonna, un bisnonno e così via. Mentre per chi nasce in Italia c’è un percorso particolare per “diventare” cittadino, al compimento dei diciotto anni. Nessuna possibilità invece per chi arriva da piccolo, che deve affrontare lo stesso percorso delle prime generazioni.

Perché ottenere la cittadinanza italiana è così importante?

Se sei cittadino italiano, vieni trattato in modo diverso già a scuola. Non c’è la prospettiva del permesso di soggiorno quando compirai diciotto anni..
Se sei cittadino italiano puoi viaggiare liberamente. L’abbia- mo visto durante questa terribile pandemia:, hai il passapor- to di un altro paese e nonostante il fatto che in Italia ci hai sempre vissuto, il rischio di rimanere bloccato in qualche ae- roporto è alto.

Se sei cittadino italiano puoi fare tutti i concorsi pubblici che vuoi. In Italia il requisito della cittadinanza italiana non c’è per tutti quei concorsi che non prevedono compiti che hanno a che fare con la sicurezza dello Stato, eppure, il suddetto requisito lo inseriscono spesso. E fare ricorso implica soldi, tempo, energie.

Se sei cittadino italiano puoi votare ed essere eletto.
Se sei cittadino italiano sei una persona con un nome e un cognome e non più una persona apostrofata con il nome di un paese o di un continente.

Perché per tutti è importante conoscere la legge per la con- cessione della cittadinanza?
La legge per la concessione della cittadinanza racconta come un paese si immagina e si vede. Ci dice, anche, come la classe dirigente e politica immagina la demografia e la società che gestisce. La legge 91/92 racconta che l’Italia è un paese che preferisce non dare la cittadinanza a chi vive in Italia solo perché non ha genitori o avi italiani da esibire.

Preferisce dare la cittadinanza a italiani mai vissuti in Italia, i discendenti degli emigrati. La via maestra per la riproduzione della popolazione italiana è la trasmissione tramite ius sanguinis della cittadinanza. Questo meccanismo non funziona più però, poiché nascono sempre meno figli e figlie con cittadinanza italiana dalla nascita, ma la classe politica italiana guarda dall’altra parte e fa finta di niente. Rassicura gli italiani che andrà tutto bene.

Come si potrebbe intervenire per modificare la legge 91/92?
Si tratta di modificare una legge importante, ma pur sempre di legge si tratta. Non di un articolo della Costituzione, di un passo della Bibbia o del Corano. Bisogna essere pragmatici.

I bambini e le bambine che nascono in Italia devono diventa- re cittadini italiani nel più breve tempo possibile. Un criterio di valutazione è che i genitori siano stabili sul territorio italiano. Quindi che almeno uno dei due abbia il permesso di soggiorno in regola e rinnovabile. Chi arriva da piccolo (quindi non nasce in Italia, ma qui si forma e studia), dovrebbe poter accumulare gli anni di residenza in Italia. Anche qui vale il principio che la cittadinanza va data il prima possibile. Quanto prima diventi cittadino tanto prima ti tratteranno da cittadino e, di riflesso, ti comporterai come tale.

Le seconde generazioni hanno mai provato a cambiare la legge 91/92?
Ci abbiamo provato diverse volte, con la Rete G2 – Seconde Generazioni, e ci siamo andati vicinissimi nel 2015. Infatti in quell’anno, il giorno 13 ottobre, passò un testo di riforma alla Camera dei Deputati. Testo che non venne mai discusso al Senato della Repubblica.

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Author: administer