STILE PURO | Rubrica moda|OLTRE AL GENERE

Di Angela Bianchi

Le collezioni di Rebirth Garments, Origami Customs e Aqua Underwear sono un esempio virtuoso di moda plurale così come Koma Nakit in Serbia e Mala Strella in Italia. Alcuni brand l’hanno capito, ma cos’altro si può fare?

L’ho chiesto direttamente a loro e ad alcune persone transgender e queer, grazie anche al supporto di Cecilia Ruiz di Gender- Lens e Fiorenzo Gimelli, Presidente di AGEDO Nazionale.

Trovo ispirazione nelle piante, negli animali, nella terra, nell’acqua, nello spazio, nella natura in tutta la sua magnifica diversità e ricchezza di colori, forme e suoni. Anche per questo le persone che si sentono diverse (per genere o orientamento sessuale) si vedono in qualche modo rappresentate dalle mie creazioni. Esse vogliono, e possono con i miei gioielli, sottolineare con orgoglio la propria diversità.
Marijana Kovacevic, designer di Koma Nakit

“Da un po’ sono approdata ai temi del genderfluid e, nello specifico, del non binarismo, con la consapevolezza che l’imposizione di un’identità di genere e di ruolo genera violenza contro le donne, contro le persone transgender, lesbiche o gay. I vestiti verranno creati e pensati per far sentire a proprio agio le persone e per permettere loro di piacere e piacersi, indipendentemente dal genere.
Laura Cimino, designer di Mala Strella

A chi lavora nella moda chiederei di produrre gonne o gioielli con gli unicorni per maschi…anzi no! Chiederei che non ci fossero i reparti da maschio e da femmina e, che tutti i gioielli e tutti i vestiti fossero per tutti. Chiederei ai modelli e alle modelle di indossare qualsiasi capo, oltre ai vestiti da maschio e da femmina”.
Antonio, 8 anni e mezzo, studente

Con l’ascolto, la moda sarebbe più varia, abbattendo stereotipi: non creandoli”.
Greta, 15 anni, ragazza transgender, studia moda al liceo artistico

La madre di Niccolò, 16 anni, ragazzo transgender, mi racconta che ha difficoltà a trovare il binder, che si acquista
solo online e che i tape sono molto aggressivi sulla pelle. I pantaloni maschili sono spesso troppo stretti sulle cosce e larghi sulla schiena, mentre d’estate manca una collezione di costumi, che rispetti il fisico di una persona transgender F to M (female to male, Ndr).

Per la mia esperienza personale la correlazione fra identità di genere ed espressione di sé è molto fluida. Credo fermamente che i vestiti non abbiano genere”.
Lupo Lotti, 17 anni, studente liceo artistico

[I brand] dovrebbero rivedere le taglie nel rispetto di persone cis e trans basse e avvicinarsi ulteriormente alla realtà unisex, anche per capi più eleganti e da cerimonia.
Alessandro, 19 anni, ragazzo transgender

Mi è stato chiesto di lavorare sulla femminilità e dopo tante ricerche, tante domande e tante riflessioni, ho capito che avrei dovuto parlare delle femminilità: al plurale. Voglio vestire le persone, […] e curare ogni singolo capo adattandolo a ogni tipo di corpo.
Ari Aniello, 22 anni, laureat* in fashion design, designer di “Scilla e Cariddi”

“In passato si esasperava il genere elettivo. Oggi non c’è più bisogno di dimostrare nulla. Il crossdressing è maggiormente contemplato, nonostante sia effettivamente più semplice reperire abbigliamento con una vestibilità più adatta a persone trans M to F rispetto a persone trans F to M.”
Leda, 41 anni, donna transgender, segretaria amministrativa RSA e modellista

Essendo una donna transgender non ancora operata, ci sono caratteristiche del mio corpo che preferirei non avere e che non voglio che gli altri vedano: mi piacerebbe vedere, ad esempio, costumi da bagno più adatti a un corpo come il mio. Inoltre, poiché sono in terapia ormonale da 3 anni e sono ancora in fase di transizione, ho avuto un po’ di crescita del seno, ma non tanto quanto vorrei rispetto alle dimensioni del mio busto. Vorrei che tutti (o la maggior parte) dei reggiseni avessero tasche in cui inserire spessori appositi a modellare il seno. Questo sistema aiuterebbe anche le donne che hanno subito mastectomie.
Katie Neeves, 52 anni, UK, fotografa, regista, trans Ambassador

Alle lezioni di cucito avevo un allievo di 6 anni, che stava facendo una gonna per se stesso. Una bambina della classe gli disse “I ragazzi non portano le gonne!”. Mi sono sentita in dovere di informarla che molti ragazzi e molti uomini, come Kanye West, indossano gonne. Alexander McQueen ha fatto sfilare uomini con la gonna e gli scozzesi indossano gonne da secoli! La bambina non disse più nulla. Il bambino continuò a cucire il suo vestito. Dimostrò di essere il migliore del suo corso e, la scuola, di essere un ottimo terreno di confronto e crescita.
Barbara Beccio, fashion designer, è Ispirante – Creative Adaptive Clothing

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Author: administer