DIVER SOUND|Rubrica musica

ROGER WATERS,
IL MURO NATO DA UNO SPUTO

Di Davide Sapienza

Il dicembre 1979 calò gelido su un’Europa agitata. Per la musica rock era già tempo di esami di coscienza
e rivoluzioni più o meno apparenti. Fu in quel mese che, dall’Inghilterra, arrivarono due album capaci di cogliere lo
Zeitgeist, di rappresentare i disagi di generazioni differenti unite, però, dal “camminare sul ghiaccio sottile della vita moderna” (The Thin Ice) che univano fazioni musicali opposte nel comune disorientamento generale.

La nuova decade si sarebbe aperta con l’incendiario London Calling dei Clash e il faustiano The Wall dei Pink Floyd, band divenuta veicolo espressivo di Roger Waters. Il “richiamo di Londra” non era altro che l’urlo di “un altro mattone nel muro”, quel Another Brick In The Wall scagliato da Waters contro l’establishment e la condizione di rockstar alienata.

The Wall musicalmente riaffermava che quindici anni di carriera, undici album, centinaia di concerti non potevano finire senza essere current, sul pezzo. Due generazioni e quarantadue anni dopo, The Wall è precisamente questo: lo spirito di un’epoca contemporanea che vive, sotto altre forme, l’estensione del disagio di allora e sempre camminando sul ghiaccio sottile della tecnocratica vita moderna.

Il concept album riassume una parabola (da band underground a megastar) raggiunto con The Dark Side Of The
Moon nel 1973. The Wall ampliava il concept del precedente Animals (1977, ispirato al romanzo distopico del 1945 di George Orwell, La Fattoria Degli Animali) e la storia vuole che l’evento scatenante del muro floydiano accade durante l’ultima data di quel tour all’Olympic Stadium di Montreal in Canada, con un atto primordiale e altamente simbolico.

L’implosione dei rapporti umani all’interno della band, la pressione del successo, lo straniamento, il disagio psichico raccontato in chiave collettiva da The Dark Side Of The Moon si trasformò per The Wall in un inferno personale dell’individuo chiuso dal muro dell’isolamento. Durante il concerto, Roger reagisce sputando su un fan esagitato e facendo infuriare il pubblico.

Accade mentre cerca di cantare la quiete di Pigs On The Wing. Quel fan aveva provato, infatti, ad arrampicarsi sul palco e Waters gli grida “cazzo basta urlare, sto cercando di cantare una canzone!”. Poi, lo sputo che plasma l’argilla creativa.

Dopo il concerto, il cantante riflette sulla barriera innalzatasi tra la band e il pubblico. Questa distanza lui la visualizza immaginando un grande muro, di fronte al palco, che dovrà essere distrutto nel corso del concerto di un futuro album. The Wall è così concepito.


Quando i Pink Floyd si ritroveranno in studio a Londra, Waters farà ascoltare agli altri tre circa quaranta provini. A produrre l’album sarà il canadese Bob Ezrin. I provini dicono già tutto (come si ascolta nella immersion edition del 2012). Per la sua narrazione, Roger usa la figura di Pink, rockstar ormai alla deriva – Comfortably Numb, comodamente intontita – nel percorso dentro l’abisso psichico più devastante dall’infanzia all’età adulta.

La storia non salva nulla, ma arriva dritta al cuore di moltitudini di fan vecchi e nuovi. Dalla famiglia (Mother) alla scuola (Another Brick In The Wall), dalle autorità giudiziarie (The Trial), ai danni del dopoguerra (Goodbye Blue Sky), dall’incomunicabilità (Hey You) alle psicosi (One Of My Turns), c’è tutto l’orrore del disagio umano.

The Wall diventerà uno dei successi artistici e commerciali più longevi della storia del rock e lo farà unendo picchi artistici altissimi ai contenuti. Quando Another Brick In The Wall, a Natale, arriva in vetta alle classifiche di vendita in Gran Bretagna si capisce che i Pink Floyd hanno colto nel segno di più generazioni. E continuerà a essere così: nel 1990 a Berlino fu quest’opera a celebrare la caduta del muro con un grande concerto di Roger Waters e ospiti e, dal 2010 al 2013, in 219 concerti saranno quattro milioni di fan a ritrovarsi tra le linee del tempo, facendosi guarire dalla musica del Muro, che ha sgretolato decenni e generazioni.

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Author: administer