Proprio quest’anno, Philips, azienda leader nel campo della salute e dell’Health Tecnology, celebra 130 anni di attività. Un lungo periodo che contraddistingue l’azienda per la sua elevata capacità non solo di innovare (prodotti e processi), ma anche di intercettare e interpretare i cambiamenti socio-economico-culturali nel mondo. 

Abbiamo chiesto a Carlo Monge, CFO and Head of Strategy Philips Italia, Israele e Grecia, quali competenze ha utilizzato l’azienda per la gestione del cambiamento.

Abbiamo, in primo luogo, ripensato l’organizzazione del lavoro. Il rinnovamento della sede italiana, ad esempio, rappresenta già di per sé uno stimolo a concepire il lavoro in maniera diversa, più al passo con i tempi. In realtà, negli ultimi anni, abbiamo già affrontato una serie di temi: dal cambiamento generazionale, alla diffusione del lavoro agile, alla ridefinizione dei benefit attraverso nuovi accordi sindacali, in buona sostanza, un nuovo welfare. Poi è arrivato il Covid-19, e questi processi li ha accelerati, moltissimo”.

Come avete vissuto quest’ultimo anno di smart working e quanto vi ha preparato a quello che ormai da tutti viene definita “la nuova normalità”?

La modalità di gestione dell’emergenza della pandemia ha fatto emergere due aspetti principali di cui siamo orgogliosi. Il primo, è che l’emergenza ci ha trovati preparati: lo smart working era già stato adottato da circa due anni. Quando da febbraio 2020, lo smart working è diventato “obbligatorio”, la nostra struttura IT è stata pronta ad affrontare l’emergenza fin da subito. Il secondo aspetto ha riguardato la rapidità di esecuzione nell’adottare dispositivi di protezione individuale per i/le nostri/e tecnici/e su tutte le sedi del territorio italiano. Orgoglio, inoltre, perché durante l’emergenza abbiamo adottato un approccio sistemico, che era già stato sviluppato in periodi di normalità, ma che l’eccezionalità del momento ha accelerato considerevolmente. Aggiungo inoltre che le competenze messe a terra per la gestione della crisi e del cambiamento, che hanno dunque consentito alle persone in Philips di farsi trovare preparate, sono state: prontezza, disponibilità, grande forza di volontà, capacità di adattamento e flessibilità, e, infine, ancor più determinante, capacità di fare squadra anche con altri colleghi/e a livello global.

Un approccio sistemico il vostro, grazie allo sviluppo di queste specifiche competenze. 

Un approccio sistemico già ce l’avevamo. Non sapevamo di averlo anche nell’emergenza ed è stata una bella scoperta! Con questo approccio abbiamo inoltre potenziato le attività di assistenza tecnica da remoto nonché potenziato e virtualizzato il nostro programma BWell, dedicato al benessere fisico e mentale delle persone. La virtualizzazione non ha riguardato soltanto gli eventi, ma anche il ripensamento degli obiettivi e delle finalità dei programmi in un’ottica di “umanizzazione” del lavoro screen to screen. In questo caso l’arricchimento del Piano welfare Flexible con la ri-sponsorizzione dell’attività di counselling e l’estensione alla previdenza complementare, come servizio primario nel lungo termine, è stata fondamentale. È stato inoltre potenziato il programma E-Learning per l’arricchimento delle competenze: abbiamo ripensato alle modalità di erogazione dei corsi di formazione, mantenendo elevato il livello di ingaggio, ampliando i contenuti, utilizzando nuovi tools più interattivi, come Mentimeter

Negli anni passati si è parlato a lungo di sostenibilità ambientale. Dopo il Covid-19 è chiaro che la definizione di sostenibilità ambientale vada estesa alla sostenibilità sociale e, più in generale, umana. Quali sono gli impegni chiave di Philips sui piani Ambientale e Sociale?

Nel 2020 abbiamo raggiunto gli obiettivi prefissati nell’ambito del programma ‘Healthy people, Sustainable planet’ 2016-2020. Con i nostri prodotti e le nostre soluzioni, nel mondo, abbiamo raggiunto e migliorato le vite di 1,75 miliardi di persone, rispetto a 1,64 miliardi nel 2019. La cifra include 207 milioni di persone che risiedono in comunità svantaggiate, rispetto ai 194 milioni nel 2019. Abbiamo inoltre superato il target del 25% di diversità di genere nelle posizioni di senior leadership che è passato dal 15% al 27% negli ultimi quattro anni. Abbiamo annunciato i nuovi obiettivi di sostenibilità sia ambientale sia sociale 2020-2025, alzando l’asticella degli impegni ESG per il 2025. Sul fronte ambientale, stiamo spingendo su soluzioni al 100% in EcoDesign: per esempio, gli ‘Eco-Hero’ sono prodotti ad alta innovazione e rappresenteranno il 25% del fatturato. Anche sul fronte del miglioramento dell’efficienza energetica e sul maggior ricorso a fonti energetiche rinnovabili Philips ha sottoscritto un impegno significativo: entro il 2025, infatti, ricaverà il 75% del consumo totale d’energia – carburante incluso – da fonti rinnovabili, rispetto al 36% del 2015. Infine, su soluzioni di economia circolare, in linea con il target sul riscaldamento globale a 1,5°C (Accordo di Parigi). Un esempio emblematico del nostro impegno in ambito ambientale è stata la ridefinzione della progettazione di alcuni importanti macchinari come, ad esempio, un tipo di risonanza magnetica progettata per avere un impatto ambientale minore grazie alla riduzione di consumo di elio; funziona infatti con soli sette litri di elio liquido invece dei consueti 1.500. Abbiamo inoltre istituzionalizzato il nostro Sustainability Day e lanciato la piattaforma eBay di vendita di prodotti ricondizionati (articoli originali a prezzi contenuti, provenienti direttamente dal produttore, che vengono così reintrodotti nel mercato riducendo sprechi). 

E sotto il profilo della sostenibilità sociale, quali impegni ha preso Philips? 

Secondo la nostra vision, la sostenibilità sociale è imprescindibilmente correlata a quella ambientale. L’impegno preso è migliorare la vita di 2,5 miliardi di persone l’anno entro il 2030, di cui 300 milioni appartenenti a comunità svantaggiate, grazie ad avanzamenti nell’innovazione tecnologica e digitale, oltre che stringendo partnership con organizzazioni pubbliche e private, tra cui la Philips Foundation. La mancanza d’accesso a cure di qualità a un prezzo accessibile è una delle questioni più attuali e urgenti. Il COVID-19 non ha fatto altro che acuire la situazione, sovraccaricando i sistemi sanitari del mondo intero.

Philips ha una lunga storia di trasparenza in merito ai propri piani, azioni e risultati. Quali sono gli impegni chiave di Philips sul piano Corporate Governance?

Philips s’impegna a garantire la massima trasparenza sui contributi fiscali: oltre alla pubblicazione dei contributi fiscali all’interno del Report Annuale, Philips, dal 2020, pubblica un report supplementare che include i contributi fiscali di tutti i paesi in cui opera. L’azienda si impegna in modo trasparente anche con gli azionisti, i clienti, i business partner, i governi e gli enti normativi fornendo prodotti e servizi di alta qualità che rispettano tutte le leggi e gli standard relativi. Tutto questo è in linea con l’impegno di Philips sulla trasparenza e con la convinzione che questi contributi rappresentino un valore sociale per le persone e le loro comunità locali.

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