Claudio Guffanti

Il progetto

L’Europa cerca astronaute e astronauti e permette di candidarsi a persone con disabilità. Questa è la grande novità del progetto PARASTRONAUT. Il 2021, infatti, segna una svolta storica: undici anni dopo l’ultima campagna di candidature – in cui vennero reclutati Samantha Cristoforetti e Luca Parmitano – l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha pubblicato un nuovo bando per assumere da quattro a sei astronauti/e e da dieci a venti riserve, aprendo espressamente la selezione a persone con disabilità fisica.

ESA e la Diversity

Nel decennio trascorso dall’ultima selezione di astronauti di ESA del 2008-2009 le aspettative della società nei confronti di diversità e inclusione sono cambiate. L’alto costo del programma di volo spaziale umano (finanziato dai contribuenti europei) comporta che ESA non possa e non voglia ignorare questi cambiamenti. “Andare oltre – dice Ersilia Vaudo Scarpetta, Chief Diversity Officer – è il nostro business, il nostro desiderio. E in senso letterale, visto che desiderare significa sentire la mancanza delle stelle”. In ESA il team è composto da persone provenienti da una vasta gamma di background culturali, personali e professionali; includere persone con bisogni differenti significa anche beneficiare dei loro punti di vista e delle loro straordinarie esperienze e capacità di adattamento ad ambienti difficili.

La disabilità nello spazio

Fatte salve iniziative dell’industria privata – tra cui la missione del Falcon 9 con Hayley Arceneaux, guarita dal cancro e con un arto artificiale – nessun programma spaziale governativo ha mai pensato di aprire le porte a persone con disabilità. Ora ESA sta cercando individui che siano sì psicologicamente, cognitivamente e professionalmente qualificati per essere astronauti, ma includendo anche chi ha una disabilità fisica. ESA si è rivolta all’esperienza del Comitato Paralimpico Internazionale e ha aperto la selezione a persone con le seguenti tre disabilità:

– deficit degli arti inferiori sotto al ginocchio (congenito o dovuto ad amputazione di uno o di entrambi gli arti)

– arti inferiori di lunghezza differente (dalla nascita o in seguito a traumi)

– bassa statura (<130cm) Prospettive ESA è pronta a investire nella definizione dei necessari adattamenti dell’hardware spaziale, nel tentativo di consentire ai nuovi assunti di servire come membri dell’equipaggio in una missione spaziale.

Ci sono molte incognite e l’unica promessa che oggi ESA può fare è quella di un tentativo serio, dedicato e onesto di spianare la strada allo spazio per un astronauta professionista con disabilità. D’altra parte, diventare astronauta non vuol dire essere sempre in volo: se si è fortunati, si trascorre il 5-10% del proprio tempo nello spazio, il resto lo si passa a Terra ricoprendo ruoli anche molto diversi.

Il costo del progetto

È difficile stimare la quantità di risorse necessarie. Tuttavia, in considerazione sia della necessità di impegnarsi adeguatamente con più parti interessate sia della durata del progetto, ESA destinerà un budget iniziale di un milione di euro.

Sul fronte delle opportunità, oltre a quelle immediatamente percepibili, ESA ha compiuto il primo passo per ispirare persone con disabilità a perseguire un’istruzione e una carriera nel settore spaziale, in linea con l’Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030. Non solo: gli astronauti eseguono un gran numero di esperimenti nello spazio e il fatto che persone con disabilità conducano tali esperimenti potrebbe portare nuovi risultati sorprendenti nel campo delle scienze a beneficio di ancora più persone sulla Terra.

CLAUDIO GUFFANTI, 1978, Laurea in Ingegneria Gestionale, Founder di UNLIMITED VIEWS
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