A cura della Redazione

In ambito aziendale, il rispetto delle diversità e dell’inclusione non può e non deve essere un tema a sé stante, ma strategico nella definizione delle attività e soprattutto, nel governare e affrontare i cambiamenti. Uno degli ambiti che ha vissuto maggiori evoluzioni, soprattutto di recente vista la complessità del periodo attraversato dal nostro Paese, è quello della digitalizzazione. Ne parliamo con Susanna Zucchelli, Direttrice Acqua e Diversity Manager del Gruppo Hera, una tra le principali multiutility italiane.

L’utilizzo della tecnologia è cruciale per la continuità delle attività lavorative, ora più che mai. Quanto è importante, dunque, garantire accessibilità a tutti?

“In passato la priorità era l’eliminazione delle barriere architettoniche, oggi è centrale impegnarsi per l’accessibilità alle tecnologie, soprattutto sui luoghi di lavoro. Sono strumenti di cui non si può più fare a meno, il 2020 lo ha reso ancora più evidente. Nel Gruppo investiamo su questo aspetto già da tempo, tanto che la digitalizzazione è stata cruciale per garantire ai cittadini qualità e continuità dei servizi anche durante l’emergenza. Nell’ottica della massima inclusione, abbiamo avviato un processo di mappatura di tutti i nostri sistemi per capire con precisione il livello di accessibilità di dispositivi e postazioni, e avviare tempestivamente eventuali manovre correttive. Ad esempio, prevediamo azioni mirate come l’introduzione di traduttori per non udenti fino a quando i sistemi in commercio non saranno completamente adeguati. Più in generale, lo scorso anno a tutte le imprese è stato richiesto un importante sforzo di digitalizzazione. In Hera eravamo già pronti: da quattro anni era attivo un progetto di smart working che è stato progressivamente esteso, anche grazie al confronto con i dipendenti e all’ascolto dei loro bisogni, e che è stato fondamentale per affrontare al meglio il periodo di emergenza e tutelare tutti i lavoratori, in particolare quelli più fragili”.

Quali sono le prossime frontiere nell’ambito dell’inclusione, soprattutto aziendale?

“Per prendere decisioni obiettive e il più possibile libere da pregiudizi e stereotipi, da tempo ci affidiamo anche ad analisi di tipo quantitativo. La competenza umana nel prendere decisioni efficaci rimane fondamentale, ma il supporto di strumenti di people analytics e di intelligenza artificiale ci aiuta a fare un enorme passo avanti verso un nuovo modo di approcciare le diversità, liberi da condizionamenti di ogni tipo. Ancora una volta, quindi, la digitalizzazione diventa cruciale”.

Si parla molto dell’importanza di valorizzare il ruolo femminile nelle professioni STEM. Avete progetti e iniziative in questo senso?

“Il Gruppo Hera è un’azienda di servizi pubblici che serve ogni giorno circa 5 milioni di cittadini fornendo loro servizi idrici, ambientali ed energetici. In questi ambiti le professioni STEM sono fondamentali, sul fronte della continuità dei servizi ma soprattutto dell’innovazione che consente di migliorarne qualità e resilienza. La valorizzazione delle nostre lavoratrici è per noi una priorità: anche per questo portiamo avanti da anni con entusiasmo il progetto “Inspiring Girls”. Crediamo che le donne con formazione STEM del nostro Gruppo possano essere una vera e propria fonte di ispirazione per le nuove generazioni, così abbiamo chiesto loro di incontrare studenti e studentesse dei territori serviti, per raccontare loro le competenze che stanno alla base delle varie attività e l’impegno di tutti i giorni per garantire alle comunità locali i migliori servizi possibili. E, forse, anche per sfatare qualche mito che vede alcune professioni un appannaggio esclusivamente del mondo maschile”.

Susanna Zucchelli, Direttrice Acqua e Diversity Manager del Gruppo Hera

Si tratta, quindi, ancora una volta di lavorare sulla cultura?

“Certo, lavorare sugli aspetti culturali è sempre la scelta migliore. Mettere in pratica inclusione e rispetto genera comportamenti e messaggi positivi, anche sui territori serviti. Se pensiamo poi che i lavoratori del Gruppo sono oltre 9.000, appare subito decisivo il ruolo che può avere la multiutility nella divulgazione di questi temi. Quello che vogliamo fare è continuare a influire positivamente ed essere a nostra volta influenzati dai contesti esterni. Dialogo e ascolto sono fondamentali per comprendere le esigenze dei territori in cui in cui operiamo e creare valore condiviso: vogliamo essere per loro l’azienda migliore e la più vicina possibile, perché in Hera non solo c’è posto per le diversità, ma è un luogo dove le diversità sono riconosciute come un un valore”.  

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