A cura della Redazione 

Vera Solomatina, la nuova HR Director di SAP in Grecia e Spagna, è un’avvocata che ha continuato a studiare psicologia per poi ottenere un MBA in management. Ha lavorato per la divisione russa di SAP fino a dicembre del 2020, dove è stata pioniera di un progetto riguardante le pratiche inclusive di assunzione. Su questo punto Vera ci da una breve sintesi delle competenze del futuro dalla prospettiva di un fornitore di servizi IT. Vera spiega che “molte persone possono acquisire nuove skills molto velocemente”, ed è per questo che preferisce parlare di competenze che lei stessa divide in quattro aree chiave: collaborazione, creatività, comunicazione e sviluppo del pensiero critico.

E’ molto importante che le persone siano capaci di lavorare in team e siano collaborative. Durante la pandemia, dove tutti/e lavoravano da casa, ne abbiamo capito l’importanza; in ufficio siamo automaticamente collaborativi, quando incontriamo un collega per un caffè, vicino alla stampante, etc. Adesso, seduti a casa, dobbiamo sforzarci di più per farlo. La seconda area è la creatività. Il nostro settore si sta sviluppando molto velocemente; nei prossimi 5-10 anni, molte competenze tecniche saranno facilmente rimpiazzabili da processi automatizzati e da robot. Ma un individuo che utilizza la sua creatività per generare valore non può essere sostituito da una macchina, perciò queste competenze ci danno l’opportunità di essere competitivi nel mercato del lavoro. La comunicazione è altrettanto importante non solo per svolgere delle attività, ma anche per comunicarle alle persone – ci scambiamo esperienze, ispirando gli altri – e perciò essere un buon comunicatore è una competenza essenziale. Infine, dato che grandi quantità di informazioni ci giungono da diverse fonti, sviluppare uno spirito critico è indispensabile per poter capire quali informazioni sono corrette, di quali ci possiamo fidare e come ci possiamo comportare di conseguenza. Includere persone con disabilità nella forza lavoro è altamente prioritario in SAP.

“Le competenze informatiche sono essenziali per chiunque entri nel mercato del lavoro, in particolare per le persone con disabilità”, ci spiega Vera, “perché validi percorsi di carriera e nuovi settori dedicati a persone con disabilità sono in qualche modo connessi alle competenze tecnologiche”. Nella sua esperienza con le assunzioni, persone formate in software engineering, testing e design, oppure social media marketing, hanno più probabilità di avere successo nel mercato del lavoro. “Le loro competenze sono valide a livello internazionale; sono un’ottima scelta per molte aziende. Possono inoltre lavorare da casa – molti di noi hanno dovuto farlo in questo periodo – ma alcune persone sono state letteralmente confinate in casa. Tuttavia, se hanno competenze informatiche, possono comunque possono avere equamente accesso al mercato del lavoro”.

Recentemente Vera ha lavorato come ambasciatrice per assumere persone con disabilità in aziende high-tech in Russia, e spera di poter replicare questo progetto anche in Italia. “Nella divisione Russa di SAP, ho lanciato un progetto basato su una specifica metodologia per aumentare la presenza di persone con disabilità all’interno dell’organizzazione. Ho sfruttato la mia rete professionale di contatti, che includeva altri/e HR Director di aziende high-tech, per far funzionare questa metodologia adottata al di fuori di SAP. L’esperienza è stata davvero gratificante.” Dopo che Vera ha condiviso le esperienze di SAP, molte aziende hanno seguito l’esempio e hanno iniziato ad implementare pratiche di assunzione inclusive all’interno delle loro realtà. “E’ stata davvero una grande grande esperienza e uno scenario interessante per la Russia, perché come in altre nazioni, abbiamo degli obblighi in favore delle persone con disabilità, ma molte posizioni aperte rimangono scoperte perché non riusciamo a trovare individui che siano qualificati per ricoprirle. C’è un forte divario tra le posizioni e le competenze che molti candidati disabili possono offrire. Sfortunatamente, la gamma di professioni che sono state tradizionalmente disponibili per le persone con disabilità non corrispondono più a quelle disponibili nella new economy. E per questo la nostra idea è stata quella di creare percorsi di tirocinio, che non richiedevano esperienza pregressa, in modo da assumere chiunque fosse motivato e interessato.”

Vera spiega che questo ha comportato un investimento da parte dell’azienda, ma aziende come SAP sono dotate di tante risorse, materiali didattici e pratiche di sviluppo da cui attingere. Una volta che il tirocinante entra a far parte di SAP, diventa possibile acquisire e sviluppare numero conoscenze. “Una volta assunti i tirocinanti, abbiamo capito che dopo circa 6 mesi o un anno al massimo potevamo disporre di professionisti altamente motivati con un alto livello di fidelizzazione nei confronti dell’azienda,” Vera aggiunge. SAP Russia ha assunto 18 persone per queste posizioni, e mentre esse sono ovviamente libere di lasciare SAP e entrare in un’altra azienda una volta completato il tirocinio, più della metà ha deciso di rimanere per essere contrattualizzate. Sono felici di continuare a lavorare per SAP perché, come sottolinea Vera, “il nostro ecosistema è rappresentato da una community amichevole e inclusiva che supporta le persone con disabilità”.

Sap ha una lunga storia di collaborazioni per le persone disabili nei luoghi di lavoro e sin dal 2013 si è unita con differenti organizzazioni in tutto il mondo che supportano l’ingresso e l’assunzione di persone autistiche in azienda, attraverso un programma chiamato autism at work. SAP ha assunto più di 100 persone con autismo in tutto il mondo per posizioni professionali. Vera sottolinea, “queste non sono politiche di assunzione socialmente utili, dove un individuo è assunto per rimanere seduto – noi assumiamo gente qualificata per ruoli professionali pagati a livello di mercato.”

Vera è davvero entusiasta nel poter continuare a lavorare su questi progetti: “un ambiente di lavoro inclusivo è un luogo dove tutte le idee sono ascoltate, dove le persone ricevono continuamente nuove opportunità e possibilità. E’ un luogo dove le persone possono essere davvero se stesse ed il loro potenziale. Creare un ambiente inclusivo significa garantire alle persone il supporto ed il rispetto che meritano, dando loro il senso di lavorare in squadra, e trattando chiunque con empatia.”

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