Alessia Mosca

Da oltre un anno abbiamo perso socialità e trasferito i contatti umani sugli schermi di computer e smartphone. Nonostante questo, le competenze digitali per (re)introdursi nel mondo del lavoro restano ancora poco allettanti. Per le donne in particolare. Tante delle nostre attività sono slittate online. Dalla scuola alle lezioni di yoga, dalla spesa alle serate con gli amici. Eppure, per quanto la tecnologia sia totalizzante e sia sempre più cruciale la comprensione delle innovazioni anche per affrontare il futuro, persiste una drammatica carenza di skill digitali. E anche se i settori dell’innovazione già trascinano la domanda occupazionale oltre la crisi, il gap tra le competenze richieste e la preparazione dei profili è molto chiaro.

Diventa spiazzante, poi, se si guardano le percentuali delle donne che a questi settori si rivolgono nel cercare lavoro. Entro 10 anni molte delle professioni che verranno svolte oggi non esistono nemmeno, ma quasi certamente implicheranno un’approfondita comprensione e tecnica nell’uso della tecnologia, del digitale, delle scienze.

Come tutte le rivoluzioni il cambiamento sarà drastico, velocizzato da questo tempo di pandemia che ha rimesso in discussione il modello economico esistente, fatto nascere nuove abitudini e bisogni. In tema di diversità quello che sta succedendo fa traboccare un vaso già colmo: le donne restano molto indietro in questa rivoluzione. Sfruttano meno le tecnologie, sono meno propense a seguire percorsi STEM quando scelgono gli studi superiori e, di conseguenza, ad approfondire questi che sono linguaggi abilitanti per il futuro. In Italia, anche rispetto al resto del mondo, le studentesse raggiungono risultati inferiori dei loro compagni: secondo i dati Pisa 2018, ricordati in un recente pezzo su Alley Oop Il Sole 24 Ore, nel nostro Paese persiste uno dei divari di genere più grandi (vanno peggio solo Costa Rica e Colombia) e le competenze numeriche di un laureato tra i 40 e i 60 anni sono paragonabili a quelle di uno studente giapponese al termine della scuola secondaria. Differenze di conoscenze che si affiancano alle differenze di genere in un processo pericoloso: metà della forza lavoro resta fuori dai giochi e ci resterà sempre di più da qui a pochissimo se non si interviene. Si acuirà ancora di più anche il gap tra chi ha accesso e comprende i nuovi linguaggi e chi invece non li incontrerà mai. In Italia l’ascensore sociale si è fermato, dove non sta scendendo. Diventa cruciale allora coinvolgere le giovani generazioni e renderle consapevoli delle possibilità esistenti.

Secondo Ersilia Vaudo Scarpetta, Chief Diversity Officer dell’ESA “I bambini e le bambine che si convincono di non essere portati sono espressione di un fallimento pedagogico e di stereotipi familiari e sociali. […] Se pensano di non essere portati è nostro dovere, come Paese, portarceli. Una più grande inclusione nella matematica equivale a una democrazia più solida, un’economia più forte, meno disuguaglianze, e tante opportunità, reali e più giuste, di prepararsi al futuro prima che accada”.

Cosa più dello spazio ha un impatto emotivo per far affrontare il futuro con ottimismo? Da questi principi proprio insieme a Ersilia Vaudo e agli altri soci fondatori, abbiamo creato l’associazione Il cielo itinerante, per “portare il cielo dove non arriva”. Ispirate dall’esempio di The Traveling Telescope di Susan Murabana, presidente del nostro comitato scientifico, gireremo le zone dove il disagio è più evidente, con un telescopio montato su un furgoncino. Vogliamo invogliare le nuove generazioni di ragazze a interessarsi alle skill di domani attraverso l’esperienza diretta. Il primo tour parte dalla Sicilia, per poi toccare Calabria, Puglia, le zone terremotate delle Marche, e quindi concludersi al meeting di Rimini.

Se cambieremo la prospettiva anche di una sola persona, avremo instillato una scintilla capace di portare magari a un’innovazione che migliorerà la nostra comprensione dell’universo, la scoperta che avanzerà gli studi in medicina, la visione che perfezionerà lo svolgimento della democrazia verso una società più equa.

ALESSIA MOSCA, 1975, Ph.D., promotrice legge Golfo-Mosca, Segretario Generale Italia-ASEAN
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