A cura della Redazione

Le persone desiderano un mondo migliore. Le persone desiderano un mondo che rappresenti i loro valori. Quelle stesse persone richiedono che aziende e brand prendano posizione su tantissimi temi sociali, ambientali, culturali e a volte persino politici. Al giorno d’oggi le aziende hanno compreso quanto sia importante la loro parola, il loro racconto, le loro idee per il mondo e le persone. Sono sempre più viste come veri e propri protagonisti non solo nell’ambito economico, ma anche nelle diverse battaglie sociali. C’è stato un forte cambiamento negli ultimi anni. Molti brand, rispetto al passato, si relazionano sempre più con i propri consumatori, entrando in perfetta sintonia ed empatia con loro, ed è così che hanno compreso quanto sia importante la propria reputazione aziendale, frutto anche del loro impegno sociale.

A queste, quindi, è richiesta un’attenzione maggiore per tutte le azioni da loro intraprese e, allo stesso tempo, le stesse aziende sono molto più sensibili su temi che esulano dal puro business: dalla salvaguardia del pianeta all’inclusività, dall’empowerment femminile alle battaglie culturali. La responsabilità sociale è un percorso culturale per le aziende. Concetti come diversity, inclusion, social activism consentono ai brand di far coesistere etica e business, sensibilizzando su temi importanti come le discriminazioni e le ingiustizie sociali e al contempo valorizzare la propria immagine e la propria essenza. Per farlo bisogna lavorare anche sulla propria comunicazione, non si può più parlare alla massa ma bisogna relazionarsi col singolo individuo, non si può più generalizzare ma serve differenziare prodotti e messaggi assecondando la diversità nelle sue diverse manifestazioni culturali e sociali. Oggi, come aziende e brand dobbiamo avere il coraggio di affrontare conversazioni scomode, fare la cosa giusta, essere coraggiosi. I brand più evoluti utilizzano questo approccio per valorizzare il proprio marchio. E questi rappresentano un esempio da seguire per tutti gli altri.

Un’azienda come Mattel ha utilizzato il suo brand più noto di bambole “Barbie”, fino a ieri promotore di un determinato stereotipo anacronistico di bellezza, come mezzo innovativo per valorizzare le differenze di genere, l’inclusività e l’empowerment al femminile, dando ai bambini di tutto il mondo un nuovo modello positivo a cui ispirarsi. Nascono così Barbie multietniche, dalle forme più reali, che fanno mestieri associati erroneamente, finora, all’immaginario maschile. Un altro esempio di notevole successo è Always, azienda di prodotti di igiene intima femminile. La sua campagna più nota è l’esperimento sociale “like a girl”.

L’idea è stata quella di porre semplici domande ad adulti e bambini e filmare le loro risposte. Domande semplici come: cosa vuol dire far le cose come una ragazza? Come corre una ragazza? Come combatte una ragazza? Il risultato è stato sorprendente. I bambini utilizzavano mimiche che esprimevano autostima, forza e determinazione perché non comprendevano ancora quali pregiudizi ci sono dentro la frase “come una ragazza”.

A differenza dei bambini, gli adulti, vittime di stereotipi di genere, avevano una gestualità diversa che manifestava chiaramente il concetto: fare le cose come una ragazza è sinonimo di debolezza e frivolezza. Il brand auspicava con questa campagna di cambiare la percezione delle persone, per un futuro diverso nel quale “come una ragazza” non venga più identificato come un insulto. Questi sono solo due esempi, ma per fortuna sono sempre di più i brand che mostrano una sensibilità su argomenti come stereotipi di genere e inclusione, mostrando nelle loro comunicazioni e pubblicità persone gender fluid. È chiaro che per fare emergere la voce sociale del Brand o il suo attivismo, occorre partire dalla sua stessa essenza, individuare il suo scopo nella collettività, la sua visione del mondo e del futuro. Parliamo di una vera trasformazione epocale per le aziende. Trasformazione che ha bisogno di essere attivata in ogni sua sfaccettatura, all’interno e all’esterno dell’organizzazione.

Noi di QVC crediamo nel potere di un’organizzazione diversificata, equa e inclusiva con punti di vista diversi su quello che facciamo e su come lo facciamo. Per questo motivo negli ultimi anni abbiamo creato diversi progetti e iniziative a livello globale. Uno dei più importanti è sicuramente aver introdotto il concetto di Team Member Resource Group: gruppi di volontari, patrocinati dall’azienda, nati per costruire una comunità e sostenere la diversità, l’equità e l’inclusione (DE&I) sul posto di lavoro e all’interno del mercato. Il commitment della nostra organizzazione in ambito DE&I vede collaborare insieme tutti i paesi nei quali QVC è presente, per rendere il progetto ancora più significativo, promuove un senso di comunità, condivisione di valori e cambiamento all’interno della nostra comunità.

QVC è conscia che ogni paese ha un trascorso diverso su questi temi, e per questo il suo cammino di consapevolezza sociale ha bisogno di percorsi a volte diversi. Nello specifico QVC Italia si sta concentrando su quattro tematiche di sensibilizzazione:

• Ability per trasformare QVC nel luogo ideale per le persone con diversa abilità;

• Gender Equity per aiutare i genitori che fanno parte del team a rivedere in modo equo le aspettative sui ruoli materno e paterno rispetto alle responsabilità di cura;

• Ethnic Equity per rendere QVC un luogo di lavoro estremamente inclusivo;

• LGBTQ+ per aiutare le persone ad agire senza discriminazione nei confronti delle persone LGBTQ+ all’interno e all’esterno di QVC.

La strada da percorrere è ancora lunga. L’impegno e l’investimento su temi come diversità e inclusione non dovrebbero essere visti soltanto come delle opportunità per migliorare la reputazione del brand in un’ottica di business. Questa è una responsabilità per ogni azienda e per ogni brand e come tale deve essere sempre un dovere sociale e un impegno genuino per portare un reale beneficio alla società. Perché la realizzazione di un mondo migliore è responsabilità di ogni persona, azienda, brand e istituzione che ne fanno parte.

Spread inclusion all around the globe